L'universo competitivo di Rainbow Six Siege si prepara a una nuova era di stabilità e crescita. Durante il Six Invitational 2026 di Parigi, BLAST e Ubisoft hanno ufficializzato il rinnovo della loro partnership globale, estendendo la collaborazione per altri tre anni, garantendo così la gestione del circuito esports fino al termine della stagione 2028/29.
Per chi non conoscesse, BLAST si pone come un attore di primo piano nel panorama globale dell'intrattenimento competitivo, con l'obiettivo dichiarato di elevare il settore del gaming e degli esport a standard qualitativi superiori. L'azienda è riconosciuta dal mercato per la sua capacità di innovare la categoria attraverso produzioni di alto profilo, format creativi e un forte orientamento al coinvolgimento dei fan.
BLAST è il "braccio operativo" e l'organizzatore globale dell'intero ecosistema competitivo di Rainbow Six Siege: se Ubisoft è il proprietario del gioco, BLAST è l'architetto che costruisce e gestisce i tornei dove i pro-player si sfidano. Ma la direzione creativa dell'evento rimane in mano a Ubisoft, che nella persona di Nelson Garcia, Associate Director, Esports live events & Broadcast, ci ha raccontato l'approccio creativo e le scelte fatte per il Six Invitational 2026.
Le Tappe Globali della Stagione 2026/27
Il rinnovo della partnership tra Ubisoft e BLAST consolida un percorso iniziato nel 2023 che ha già portato risultati significativi, tra cui eventi dal vivo da record in città come Montreal, Rio, Manchester e Copenaghen. L'obiettivo dichiarato per il prossimo triennio è quello di evolvere ulteriormente l'ecosistema, rendendolo più connesso e accessibile sia per i professionisti che per gli appassionati.
Parallelamente al rinnovo, sono state svelate le sedi che ospiteranno i principali tornei internazionali del prossimo biennio. La strategia punta a una copertura globale capillare:
- Maggio 2026: Il primo Major stagionale si terrà a Salt Lake City, negli Stati Uniti.
- Novembre 2026: Il circuito si sposterà in Giappone per il secondo Major dell'anno.
- Febbraio 2027: Il culmine della stagione, il Six Invitational, sarà in Brasile
Una nuova struttura unificata
La stagione 2026 segnerà una svolta strutturale con l'introduzione di un calendario semplificato e un percorso competitivo unificato. Il sistema sarà scandito da fasi chiare: la Challenger Series e il Season Kickoff apriranno l'anno, seguiti dalle leghe regionali che alimenteranno i Major. Un ruolo centrale sarà svolto dalla Esports World Cup di agosto, che garantirà l'unico accesso diretto al Six Invitational 2027.
Una delle novità più rilevanti riguarda l'espansione geografica: la CNL (Cina) diventerà una regione pienamente integrata nel circuito globale. Con una lega professionistica a 10 squadre e il logo distintivo "Dragon-and-Phoenix", la regione asiatica entrerà nel sistema di punteggio globale e, dal 2027, nel programma di condivisione dei ricavi R6 SHARE.
Six Invitational 2026: direzione artistica
I numeri di questo Six Invitational sono stati decisamente imponenti: 13 milioni di ore guardate, un picco di 521.000 spettatori con più di 35.000.000 di ore di broadcast viste e 15.000 tifosi fisicamente presenti. Guardando alle cifre parliamo di $3.000.000 di montepremi, di cui 1 milione destinato interamente al primo qualificato, mentre 15 sono i milioni di euro generati dalla presenza dell'evento sulla città di Parigi. Per organizzare tutto questo ci voleva ovviamente il supporto logistico di BLAST, ma soprattutto una direzione che rendesse questo evento indimenticabile nella memoria di tutti.
Il tema principale è il contrasto tra la delicatezza e l'eleganza francese con l'aspetto duro e pesante rappresentato da Rainbow Six Siege. Sul palco sono stati usati molti fiori colorati, le porte del palco erano in stile Art Déco e il motivo grafico arriva direttamente dalla cultura francese. I disegni stampati che si vedono nelle immagini promozionali del Six Invitational hanno un nome: il Toile de Jouy.
Si tratta di uno dei pattern più iconici e intramontabili della storia del design e della moda. È un tessuto caratterizzato da sfondi chiari (bianco o crema) su cui spiccano scene pastorali, floreali o mitologiche stampate solitamente in un unico colore, come il blu, il rosso o il seppia. Il nome deriva dalla cittadina di Jouy-en-Josas, vicino a Versailles. Qui, nel 1760, l'imprenditore di origine tedesca Christophe-Philippe Oberkampf fondò una manifattura che divenne celebre in tutta Europa. "Volevamo che la dura realtà di Rainbow Six si scontrasse con immagini morbide, come la stoffa e i fiori" ci dice Garcia.
Multiplayer.it: I fiori sono un tocco inaspettato in un contesto simile.
N. Garcia: "Era un mio desiderio da tempo. I fiori portano con sé una narrativa di crescita: proprio come una pianta, le squadre "fioriscono" durante il torneo. È un'estetica ricercata, dove gli elementi del gioco vengono reinterpretati in una chiave inedita".
Multiplayer.it: Credo che l'immagine simbolo di questo approccio sia il trofeo: il martello avvolto in quel tessuto morbido. È bellissimo. Ma oltre all'estetica, c'è un valore culturale. Il prossimo anno l'Invitational sarà in Brasile: quanto conta l'aspetto culturale nella produzione di uno show simile?
N. Garcia: È fondamentale. Produco show per Ubisoft dal 2021 e, sebbene sia una scelta a volte discussa, cerco sempre di portare sul tavolo qualcosa che vada oltre lo stereotipo dell'esport. Voglio cultura, rappresentazione e l'anima del luogo in cui ci troviamo. Non ci accontentiamo di una grafica "figa"; vogliamo che lo show serva il paese ospitante. Al prossimo Invitational vedrete sicuramente molto del Brasile.
Multiplayer.it: Parlando di moda, ieri e oggi abbiamo visto le squadre presentarsi con gioielli e abiti curati. Il legame tra moda e gaming sembra farsi sempre più stretto. Qual è il tuo punto di vista?
N. Garcia: Quando sei appassionato di qualcosa, quella cosa diventa parte di te e vuoi rappresentarla. La moda è il mezzo perfetto. Indossare la maglia della propria squadra crea un profondo senso di appartenenza. Inoltre, ci permette di mostrare al mondo un'immagine diversa: vogliamo distruggere lo stereotipo del gamer trasandato che non esce mai di casa. Portare la bellezza sul palco è anche una piccola rivincita culturale.
Ciò che ci ha letteralmente fatto impazzire delle grafiche usate per l'evento è il font usato per le stampe. Garcia però ci dice che il font non ha un nome e che in realtà è un lavoro non concluso. L'artista con cui Ubisoft ha collaborato, in realtà non ha mai terminato l'opera e per questo non è pubblicabile. Una creazione artistica bellissima che vivrà solo nel ricordo del Six Invitational 2026. Molto decadente, molto francese.