Resident Evil 8, l'anteprima 39

L'evento reveal di PS5 ha dato spazio al tanto anticipato Resident Evil 8, meglio noto come Village. Analizziamolo meglio nella nostra anteprima

ANTEPRIMA di Alessandra Borgonovo   —   12/06/2020

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È una sera tranquilla e piovosa. Nemmeno tanto all'improvviso annunciano Resident Evil 8 nel corso dell'evento reveal di PS5 e l'internet esplode: non per l'entusiasmo, non del tutto almeno, che lo ammettiamo non ha travolto molto neppure noi, quanto per il fiorire di teorie e analisi anche a seguito di un messaggio dei producer Tsuyoshi Kanda e Peter Fabiano. Andiamo però con ordine, cosa si è visto? Praticamente tutto quanto riportato dalle voci di corridoio negli scorsi mesi, un peccato perché ha ucciso l'effetto sorpresa e messo piuttosto in evidenza una discreta falla nella sicurezza di Capcom. Al di là di questo, sfruttando quanto mostrato nel trailer di presentazione e le indiscrezioni che si susseguono con insistenza da un paio di giorni a questa parte, Resident Evil 8 sembra un notevole cambio di rotta. Vediamo perché.

Dove eravamo rimasti?

Questa è un po' la domanda che si fa chiunque provi a seguire con un po' di impegno il lore di Resident Evil. Abbiamo già provato a raggruppare alcuni degli incalcolabili frammenti sparsi da Capcom, prima in concomitanza con l'uscita di Resident Evil 3 e poi con l'annuncio del remake di Resident Evil 4. Quando non si sa bene da dove cominciare, la soluzione migliore è sempre l'inizio e in questo caso: la trama di Resident Evil 8. Sul sito ufficiale aperto poco dopo l'annuncio riporta che "anni dopo i tragici eventi di Resident Evil 7 Biohazard, Ethan Winters ha ricominciato una nuova vita con sua moglie Mia, lasciando alle spalle il passato e assaporando infine la pace. Finché un giorno il leggendario eroe Chris Redfield piomba nelle loro vite, le stravolge, scagliando un devastato Ethan in un nuovo incubo alla ricerca di risposte".

Stando a quanto mostrato nel trailer, Chris spara e uccide Mia di fronte a un impotente Ethan, attestandosi come figura negativa all'interno del gioco. Il che basta a far sollevare più di un sopracciglio, perché parliamo dell'unico personaggio moralmente granitico della saga: persino Claire, a dispetto del suo senso della giustizia, è un personaggio maggiormente sfumato rispetto a Chris che invece ha sempre rappresentato il soldato quadrato, ligio al suo dovere, incrollabile e incorruttibile. Quello che non importa quante volte lo colpisci, sarà sempre lì pronto a rialzarsi e combattere una volta ancora. C'è chi, in un gesto così feroce e stonato, vede il segno di un controllo mentale (ricordiamoci che il progetto Mold è nato proprio per sviluppare la capacità di controllare le menti altrui) ma c'è troppa lucidità nella scena conclusiva del trailer per dare credito a queste voci. Riteniamo più verosimile che Chris sia arrivato al cosiddetto punto di non ritorno: è un soldato stanco, oramai, sgualcito da una vita che l'ha solo preso a calci da quel lontano 1998, che si sforza e nonostante tutto fallisce, perdendo un pezzo di sé per strada. Non dobbiamo dimenticare che Mia è un agente operativo di The Connection e pur avendo fallito la missione assegnatale con Evelin in Resident Evil 7, non si sa se si sia davvero distaccata dalla compagnia. Può rivelarsi una serpe in seno e Chris aver intrapreso la via del giustiziere, laddove la legge ha troppe volte fallito, lasciandolo sconfitto. Ad avvalorare l'ipotesi ci sono due fattori: la frase all'inizio del trailer, "his story comes to a close", e la key art dedicata proprio a Chris. Dubitiamo che la citazione possa riferirsi a Ethan, perché lui la sua storia l'ha di fatto conclusa e stava riprendendo a vivere. Chris no. Lui è sempre stato legato al passato e a una missione che non sembra aver fine.

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Potremmo consumare interi paragrafi nel trovare ogni collegamento al lore, dalla somiglianza degli abiti di Chris con quelli di Albert Wesker in Resident Evil 4 fino ai molteplici significati che la key art raffigurante il feto può avere (non ultimo un vaghissimo richiamo al logo della Blue Umbrella), ma anche volendo affidarci alle indiscrezioni di Duks Golem che al momento sembra il più informato rimarremmo comunque nell'ambito della speculazione. Da parte sua abbiamo la conferma, si intuiva già dal video di Fabiano e Kanda, che Resident Evil 8 sarà ambientato in un fittizio villaggio della Romania. È quantomeno bizzarra la forte somiglianza con Resident Evil 4 (il villaggio, il castello...) e sapendo che è in programma il remake del quarto capitolo, con tutti i nuovi collegamenti del caso al lore, la domanda che ci sorge a questo punto è quando vedremo il remake. Di logica, se si considerano i due giochi connessi, il 4 avrebbe la priorità: come al solito seguire la logica di Capcom è impossibile, tuttavia abbiamo il sospetto che questa volta stia seriamente giocando con noi lasciandoci partire sul treno dell'entusiasmo e spiando le nostre azioni come un navigato Mastermind. A questo proposito, il nostro buon Dusk Golem conferma il ruolo di Alex Wesker nel gioco tramite Daniel Fabron. Esatto, il personaggio di quel Resident Evil: Resistance che Fabiano diceva non essere canonico - salvo poi aggiustare il tiro dicendo che alcune situazioni lo erano. Vogliamo poi parlare di come il misterioso personaggio con capello e occhiali somigli a Luis Sera? È ovviamente speculazione pura, in quanto considerate le cicatrici sul viso potrebbe benissimo essere l'uomo lupo nel trailer (ipotizzando che la trasformazione non sia permanente), ma non si può negare la somiglianza. Chissà cosa sta bollendo in casa Capcom.

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Di nuovo in prima persona

Per quanto telefonata, la scelta di mantenere la prima persona per Resident Evil 8 non ci ha colto troppo favorevoli: consideriamo il settimo capitolo un esperimento molto riuscito soprattutto nella prima parte con chiari rimandi ai primi titoli della serie in termini di atmosfera, ma avremmo preferito che si limitasse a essere per l'appunto una deviazione temporanea. Per il resto il RE Engine si dimostra ancora una gioia per gli occhi: speriamo che la varietà dell'ambientazione concorra a farlo risaltare di più, magari convincendoci valesse la pena questa prospettiva. Non avendo visto in azione il gameplay, dobbiamo aspettare nuove info prima di farci un'idea - ad agosto, stando al sito ufficiale - ma dubitiamo si discosterà poi tanto da Resident Evil 7. Dalla breve presentazione di Fabiano e Kanda abbiamo potuto però cogliere uno scorcio di come sarà l'inventario, oltre alla valuta in game che ci conferma l'ambientazione rumena: si tratta di un curioso ibrido tra quello del settimo capitolo e la valigetta del quarto (si può vedere la sagoma accennata sullo sfondo). L'ennesimo richiamo a Resident Evil 4 pizzica ma potrebbe trattarsi semplicemente di un caso: vogliamo dare a Capcom il beneficio del dubbio. In merito alle fantomatiche streghe e ai lupi mannari già anticipati dai leak, non abbiamo idea di come possano inserirsi nella trama o essere collegati a qualche sordida sperimentazione - e di nuovo non ci sentiamo di escludere Las Plagas dall'equazione - perciò ci limitiamo ad accettare la loro presenza con cauto interesse, in attesa di sapere qualcosa di più sul ruolo nella storia.

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Resident Evil 8 è un annuncio che non sorprende ma riesce comunque a giocare bene le sue carte, introducendo una trama che sembra ruotare attorno a Chris Redfield e alla sua probabile uscita di scena definitiva. Sarà la fine di un corso e l'inizio di un altro? Difficile dirlo ma le premesse per un intreccio promettente ci sono tutte. Non ci convince l'utilizzo nuovamente della prima persona ma l'ambientazione più variegata della Romania potrebbe uscirne valorizzata, specie grazie a un RE Engine in forma come sempre. Tra personaggi vecchi e nuovi, nemici il cui contesto è ancora difficile da inquadrare e delle premesse interessanti, non ci resta che aspettare agosto per farci un'idea più precisa su cosa ci aspetta il prossimo anno.

CERTEZZE

  • Il RE Engine è sempre uno spettacolo
  • L'intreccio narrativo sembra promettente

DUBBI

  • Il ritorno alla prima persona non ci convince
  • Streghe e lupi mannari come si inseriscono nel contesto?