Resident Evil Village, l'anteprima dallo showcase

Capcom ha mandato in onda un breve ma esaustivo showcase che ci ha accompagnato nei nostri primi passi lungo Resident Evil Village: analizziamo tutte le novità

ANTEPRIMA di Alessandra Borgonovo   —   22/01/2021
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Dopo la disastrosa presentazione al Tokyo Game Show, Capcom ha imbastito un nuovo, più conciso evento dedicato a Resident Evil Village, recuperando dallo scivolone in quel di settembre. Venti minuti circa durante i quali hanno trovato spazio il tanto atteso ottavo capitolo, un breve accenno alla serie tv in computer grafica Resident Evil: Infinite Darkness e uno sguardo da vicino al tanto chiacchierato multigiocatore per il quale sono state aperte pochi giorni fa le iscrizioni alla beta privata. Re:Verse, anticipato ieri tramite Humble Bundle, è sicuramente il contenuto di minor interesse del pacchetto, mentre per quanto riguarda il piatto forte della serata possiamo dirci più che soddisfatti da quanto visto - sebbene, come sempre, le risposte siano state molto poche e le domande tantissime.

Analizziamo dunque il nuovo trailer e il gameplay presentati durante lo showcase di Resident Evil Village, consapevoli che tra meno di quattro mesi potremo guidare Ethan Winters alla conclusione della sua storia. O sarà Chris a mettere un punto fermo alla propria vita?

Dettagli e ipotesi sulla storia

Pur non avendo svelato troppo di sé, Resident Evil Village ha deciso di seminare dettagli qua e là in modo da alimentare ulteriormente la nostra curiosità e spingendoci a ipotizzare intrecci: ad esempio, il rapporto tra Ethan e Mia sembra piuttosto teso nonostante la coppia, ritrovatasi dopo gli eventi di Resident Evil VII, sia andata a vivere altrove e abbia avuto una bambina, Rosemary; bambina che viene presa in custodia da Chris Redfield dopo che la sua squadra ha fatto irruzione nell'abitazione di Ethan e lui in persona ha sparato a Mia - presumibilmente uccidendola.

Si passa poi allo sperduto villaggio della Romania, che vive nella morsa della misteriosa vampira che tanto ha fatto impazzire i fan di recente: Lady Dimitrescu (questo il suo nome) e le sue figlie hanno tutte le carte in regola per essere dei vampiri, sebbene la loro condizione non sia mai stata chiamata esplicitamente con questo nome. Quale concezione venga data a "figlie" resta un mistero, potrebbero esserlo davvero oppure un modo piuttosto fuorviante per definire una progenie vampirica di sorta.

L'aver menzionato un rituale, di natura per ora ignota, fa pensare a una congrega o un culto, concetto che strizza l'occhio tanto a Resident Evil 4 quanto a Resident Evil: Revelations 2 ed è rafforzato dal fatto che Lady Dimitrescu risponda alla misteriosa Madre Miranda, con molta probabilità la donna a capo di questo credo. La sua figura getta ancora più ombre sulla storia perché il suo nome è stato evocato anche dagli abitanti del villaggio durante quello che potremmo definire un rito, al quale era presente anche Ethan, mostrato a suo tempo nel primo trailer: è palese che abbia una certa influenza su di loro, e non solo, ma è difficile stabilirne l'allineamento perché gli stessi paesani sembrano essere divisi in due schieramenti. Considerata la connessione con Lady Dimitrescu, difficile definirla buona ma questo non fa necessariamente di lei una semplice "cattiva"; sebbene Resident Evil sia un b-movie nell'animo, ha anche dato prova di saper costruire personaggi molto sfumati, difficili da collocare moralmente.

Re Village 01

Per quanto tutte queste informazioni siano interessanti, non riescono a esserlo come il fatto che Dimitrescu sia una di quattro antiche casate tutte collegate, guarda un po', all'Umbrella: le altre tre sono Beneviento, Moreau ed Heisenberg - quest'ultima citata peraltro dalla stessa Lady Dimitrescu nell'informare Madre Miranda della fuga di Ethan. La loro connessione all'Umbrella era già stata anticipata in un meccanismo preso sempre dal primo trailer di Village, non era tuttavia un'immagine abbastanza chiara e soprattutto non si conoscevano i nomi di queste casate. Prima di oggi. Non solo si vede in game ma la mappa in tessuto della Collector's Edition mostra l'area che, quasi senza dubbio, andremo a visitare e quattro luoghi rispettivamente collegati alle famiglie: castello Dimitrescu, casa Beneviento, fabbrica Heisenberg e cisterna Moreau. Quale connessione abbiano con l'Umbrella, non essendo mai state nominate in precedenza e soprattutto non avendo i suoi esponenti preso parte alla fondazione della stessa, è uno dei tanti misteri di questo gioco. Tutto dipende quando sono state istituite queste quattro casate, considerando che la famiglia Spencer guadagna notorietà a partire dal 1860; se pensiamo che il logo dell'Umbrella è nato sulla base di quello della famiglia Spencer, non si può escludere che Dimitrescu, Beneviento, Heisenberg e Moreau ne fossero legate da prima dell'istituzione dell'Umbrella e che la loro fedeltà sia passata di conseguenza all'azienda.

Re Village Mappa

Per quanto riguarda Il Duca, preziosissimo mercante di questo nuovo capitolo, non abbiamo la minima idea di cosa aspettarci da lui né che figura possa essere, non trovando appigli che ci consentano di analizzarlo più a fondo; ciononostante ne abbiamo apprezzato l'aspetto e la sua bizzarria, che potrebbero far di lui un personaggio più consapevole dei dintorni di quanto non lo fosse l'iconico mercante di Resident Evil 4.

L'uomo con gli occhiali scuri, già apparso brevemente nel trailer precedente, continua a non svelare molto di sé: vuole affrontare Ethan in uno scontro che parrebbe volto a testarne le capacità, facendo dunque pensare a un personaggio non proprio ostile ma, dall'altro lato e per l'ennesima volta, nemmeno del tutto amichevole. Rientra per ora in quella zona di grigi tanto cara a Resident Evil. Il fatto poi che la sua non indifferente arma abbia qualche somiglianza con quella impugnata dal licantropo gigante a un certo punto del gameplay fa pensare che possa essere un mutaforma.

Un ultimo appunto, questo, ricavato dalla demo Maiden, riguarda Lady Dimitrescu e le sue figlie. Siamo piuttosto sicuri che la demo sia ambientata nel 1958, data che ritroviamo su un documento perfettamente conservato poco prima di uscire dalle segrete: qui si menziona il fatto che le quattro donne siano già affette dal vampirismo, se così vogliamo chiamarlo. Questo va in netto contrasto con l'ipotesi che l'area in cui si ambientano le vicende sia stata in qualche modo contaminata dall'Umbrella, perché in quegli anni l'azienda nemmeno esisteva - così come il progetto Wesker Children, datato 1960. La probabilità di trovarsi davanti a una forma di parassita e a un culto nato attorno allo stesso, similmente a quanto accaduto in Spagna, è forte seppur non del tutto certa. Sappiamo solo che ancora una volta Capcom ha tirato fuori dal cilindro personaggi, luoghi e situazioni che siamo curiosi di vedere come riuscirà a far quadrare.

Il gameplay: un terreno familiare

Dal punto di vista del gameplay la questione è già più semplice. Per quanto visto nel video di presentazione, la formula è identica a quella del settimo capitolo: prima persona, con un arsenale che passa del semplice coltello alla pistola fino a fucili di grosso calibro, tutti da far fruttare all'interno di un sistema di combattimento che è ancora una volta il riflesso del capitolo precedente. La sensazione è stata di una maggiore frenesia, soprattutto quando incontreremo i fantomatici licantropi o le stesse vampire, mentre per il resto Capcom ha voluto procedere su un terreno familiare che non ci dispiace affatto.

A fare la differenza sono le tipologie di nemici, che richiedono un approccio altrettanto variegato (ad esempio un maggior uso della posizione difensiva) e offrono una boccata d'aria fresca a un design che nel settimo capitolo ristagnava un po', senza offrire qualcosa di davvero diverso e verso il quale era necessario adattarsi. In questo caso, dalle creature che abitano le zone sotterranee del villaggio, passando per i suddetti lupi, la nostra capacità di adattamento farà la differenza in particolare negli spazi stretti, che non sembrano mancare.

Il sistema di gestione dell'inventario fa il balzo in avanti, passando dallo stile dei primi Resident Evil a quello altrettanto famoso di Resident Evil 4: un approccio che non ha davvero bisogno di approfondimenti e al quale, ancora una volta, guardiamo positivi. Viene mantenuto il crafting di proiettili e oggetti curativi, ennesima caratteristica alla quale siamo abituati da tempo. Del mercante abbiamo già parlato nel paragrafo dedicato alla storia e non sembra comportarsi in maniera diversa da quello di RE4, con un sistema di compravendita che ci permetterà di essere sempre sul pezzo quando si tratta di autodifesa. Infine, gli enigmi. Al di là della demo provata, non ne abbiamo visti in azione e quelli messi a disposizione sono risultati molto semplici, al punto da non considerarli davvero tali. In questo senso il castello Dimitrescu (e probabilmente le altre tre aree legate alle rispettive famiglie) potrà dare il meglio di sé nel far lavorare il nostro ingegno: il capitolo precedente non ci ha deluso, da questo punto di vista, e siamo sicuri che questo potrà persino fare di meglio.

Comparto artistico e tecnico

Re Village 02

Più del lato tecnico, che la demo ha comunque dimostrato essere in ottima forma e capace di sfruttare le potenzialità di PS5, a colpire per la sua bellezza è stato il comparto artistico: l'interno del castello è così curato nei dettagli da lasciare senza fiato, mettendo in mostra il lavoro degli sviluppatori e valorizzandolo come merita. È incredibilmente convincente e realistico, permette al giocatore di immergersi e soprattutto perdersi nell'esaminare quegli intarsi, quei ricami, quei drappeggi... insomma, persino nell'orrore c'è della bellezza, almeno finché qualcuno non decide di divertirsi con te e allora chi ce l'ha più il tempo di rimirare il dipinto in fondo alla stanza? Passo passo con la direzione artistica, c'è ancora una volta un audio di eccellente qualità che, nemmeno a specificarlo, dà il suo meglio in cuffia facendo scendere i brividi lungo la schiena per tutti i suoni che è in grado di restituire - dal più vicino al più lontano, da quello più banale a quello più inquietante. Ancora una volta, Resident Evil dimostra di avere a cuore la nostra immersione nel mondo di gioco, dovuta anzitutto e soprattutto al giusto connubio tra le parti.

Resident Evil Village si è mostrato in splendida forma, grazie a uno showcase che è andato subito dritto al punto senza perdersi in un nulla di fatto come accaduto durante il Tokyo Game Show. La trama si infittisce sempre di più, lasciando tante domande e quasi nessuna risposta, ma le premesse sono interessanti e hanno il potenziale per trasformarsi in un'esperienza narrativamente godibile - persino angosciante, se pensiamo che la storia di qualcuno (forse Ethan, forse Chris) sta per concludersi. Lady Dimitrescu guadagna altri punti e non in virtù di un aspetto indubbiamente affascinante, presentandosi come un'antagonista intrigante della quale si vuole conoscere la storia. Lato gameplay troviamo la stessa struttura del settimo capitolo, modificata in alcuni aspetti come la gestione dell'inventario e una maggior varietà di nemici alla quale, di riflesso, dovremo adattare il nostro approccio al combattimento. Graficamente ed esteticamente, siamo di fronte a un ennesimo centro. La cura per i dettagli è persino maniacale e grazie ai muscoli pompati della next-gen ci dà un assaggio di quella che promette essere l'esperienza completa: bellissima e terrificante al tempo stesso.

CERTEZZE

  • Storia sempre più articolata
  • Gameplay familiare e, per questo, ottimo
  • La varietà dei nemici diversifica l'esperienza
  • Graficamente e tecnicamente curato nei dettagli
DUBBI
  • La quantità e complessità degli enigmi va verificata
  • Vampiri e licantropi troveranno una spiegazione convincente?