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Somerville, l'anteprima del nuovo gioco horror dall'autore di Inside

In arrivo nel 2022 e sviluppato dal co-autore di Inside, Somerville è tornato a mostrarsi all'E3 2021. Ecco tutto quello che sappiamo sul gioco.

ANTEPRIMA di Giorgio Melani   —   18/06/2021
Somerville
Somerville
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Abbiamo potuto osservare soltanto qualche scorcio finora, ma quanto abbiamo visto è abbastanza affascinante da spingerci a mettere insieme un'anteprima di Somerville, potenzialmente uno degli indie più interessanti del prossimo anno. Cosa non da poco, se si considera la quantità - e la qualità - di produzioni di questo tipo che vedremo arrivare nei prossimi mesi, anche in base ai materiali emersi dall'E3 2021. Proprio a partire dalla nuova presentazione avvenuta in questa sede, e specificamente dal trailer con gameplay mostrato nel corso dell'Xbox e Bethesda Showcase, proviamo dunque a riordinare le idee su questa avventura che sembra promettere davvero molto bene. D'altra parte, il pedigree degli autori appare evidente anche solo dai trailer: Dino Patti, ex-Playdead, e Chris Olsen, specializzato in animazione cinematografica, che insieme hanno fondato la nuova etichetta Jumpship di cui Somerville è il debutto ufficiale.

Somerville mette in scena una normale famiglia in una situazione totalmente anormale
Somerville mette in scena una normale famiglia in una situazione totalmente anormale

Il progetto sembra essere partito dallo stesso Olsen e forse per questo il primo trailer di annuncio sembrava nettamente più impostato su una notevole ricerca estetica e di un tono particolare da imprimere attraverso lo stile grafico. Il tocco di Patti è iniziato ad emergere con il secondo e ancora enigmatico trailer uscito nell'estate del 2018, sempre di grande atmosfera ma che iniziava a mostrare qualche germe del possibile gameplay. Soprattutto, era facile scorgere gli influssi di Limbo e Inside in quella particolare impostazione e nel senso di tensione che emergeva anche da un breve teaser di un minuto e mezzo. Con l'E3 2021 siamo finalmente arrivati al gameplay e il gioco sembra aver assunto una notevole consistenza, pur rimanendo sempre molto attento alle atmosfere e alla messa in scena artistica. Non ci sono ancora dettagli precisi, ma proviamo a mettere in ordine qualcosa.

Una famiglia nell'apocalisse

Una breve descrizione è tutto quello che abbiamo per capire qualcosa della strana ambientazione di Somerville, che per il resto si affida ai teaser trailer, ancora più ermetici dei comunicati stampa, per trasmettere soprattutto delle impressioni. Veniamo dunque a sapere, direttamente dal team Jumpship, che il gioco ci catapulterà all'indomani di una catastrofe globale, in un mondo semi-distrutto in cui ancora incombe una minaccia costante e misteriosa. In questa situazione dobbiamo trovare il modo di riunire la nostra famiglia e cercare di sopravvivere, possibilmente trovando rifugio da qualche parte, nel caso sia ancora possibile trovarne sulla Terra. È un'avventura fantascientifica che presenta un conflitto su larga scala, una vera e propria apocalisse che viene messa in scena tra panorami di ampio respiro che mostrano l'incubo in atto e le ripercussioni di questo nel contesto più intimo di quella che un tempo era una normale famiglia in una città qualsiasi.

Somerville ci mette nei panni di un uomo alle prese con una sfida apparentemente impossibile
Somerville ci mette nei panni di un uomo alle prese con una sfida apparentemente impossibile

I protagonisti sono un uomo, una donna, il loro figlio e un cane, ovvero la classica famiglia standard che si ritrova proiettata in contesto assurdo, sconvolgente ma sotto una minaccia reale e costante, che costringe a fuggire e trovare riparo di fronte a una forza soverchiante. L'umanità è stata sconfitta, o comunque sta subendo un'invasione su larga scala, probabilmente di origine aliena, senza poter controbattere a una potenza tecnologica di tutt'altro livello: questo senso di pericolo che nei primi teaser trailer si avvertiva soltanto, rimanendo però fuori dall'inquadratura fino all'ultimo istante, si è finalmente svelato nel trailer dell'E3 2021. Sulla superficie del pianeta sono comparsi degli enormi monoliti scuri, il cui unico scopo sembra quello di sorvegliare e distruggere qualsiasi forma di vita umana. La scala del conflitto è immane e richiama la tradizione più classica della fantascienza più inquietante, da La Guerra dei Mondi alle derivazioni più moderne, giocando sulle medesime sensazioni e paure: l'essere braccati da una forza impossibile da affrontare ad armi pari. In una situazione come questa niente è più normale tranne i legami tra i membri della famiglia, che diventano tutto quello che conta nell'universo.

Action adventure di qualche tipo

In Somerville si alternano fasi in stile platform a momenti più adventure
In Somerville si alternano fasi in stile platform a momenti più adventure

I brevi spezzoni di gioco visibili nel veloce montaggio del nuovo video consentono di vedere solo sprazzi del gameplay, che risulta di difficile inquadratura. Il richiamo ai giochi Playdead è però palese, come è normale che sia considerando che Patti proviene proprio da lì e si è evidentemente portato dietro il suo bagaglio fatto di azione platform ed enigmi da risolvere. L'incedere sembra piuttosto lineare più che da platform, forse più vicino all'impostazione di Inside, ma Somerville pare offrire maggiori cambi di passo e situazioni differenti, quasi un andamento da multievento, considerando la diversità delle scene che compongono i materiali video. Nelle varie sezioni vediamo a volte la famiglia intera, ma sembra che l'unico personaggio giocabile sia l'uomo, che vediamo affrontare alcune situazioni da solo oppure correre insieme alla donna, al bambino e al cane, cercando di proteggerli dagli attacchi nemici. La Terra sembra disabitata, fatta eccezione per qualche superstite, e i protagonisti devono usare mezzi di fortuna per difendersi ma soprattutto devono fuggire, trovare riparo e non farsi vedere.

Il mondo di Somerville è in rovina, ma qualcosa è rimasto in piedi
Il mondo di Somerville è in rovina, ma qualcosa è rimasto in piedi

La sfida è giocata soprattutto su questo aspetto, sulla necessità di muoversi in maniera stealth sfruttando ripari e trovando le strade più discrete per potersi spostare senza essere visti, in un level design che propone enigmi ambientali e la necessità di agire con il giusto tempismo ed effettuando le scelte migliori nei momenti di pericolo incombente. Per il resto, è difficile capire se la struttura segua una progressione standard tra livelli, o se si tratti di una serie di escursioni nel mondo esterno alla ricerca di qualcosa: c'è un particolare nel trailer che incuriosisce particolarmente, ed è la scena ripetuta della famiglia sul divano, di fronte alla TV. Sebbene questo possa rappresentare semplicemente un momento precedente allo sconvolgimento di prospettiva, come ultima sera di normalità domestica, viene anche da pensare che possa essere una sorta di "base" ricorrente per l'avventura, che potrebbe dunque strutturarsi in diversi loop o in spedizioni progressive a partire da casa.

Un racconto visivo

Non si vedono momenti di narrazione diretta né dialoghi tra i personaggi, cosa che riporta ancora una volta allo stile di Playdead, in cui non esiste testo scritto né comunicazioni parlate e tutto il racconto si svolge semplicemente con il linguaggio filmico delle inquadrature, delle animazioni e delle figure sullo schermo. In una soluzione come questa, la capacità di creare un'atmosfera attraverso lo stile grafico e la musica è fondamentale anche per scopi narrativi e, da quanto vediamo, Jumpship sembra perfettamente a proprio agio nel maneggiare soluzioni così complesse in termini di racconto e gameplay. La grafica low poly e le musiche malinconiche al pianoforte non sono propriamente delle idee innovative, in questo ambito, ma Somerville ha uno stile veramente inconfondibile, che risalta anche in mezzo ai molti prodotti tendenzialmente artistici che emergono dal panorama indie. Questo un po' è dovuto proprio al soggetto messo in scena, poiché non sono moltissimi gli action adventure post-apocalittici con questo tono lirico, e un po' proprio alla maestria nella gestione della grafica 3D.

In Somerville il contrasto tra un'apparente tranquillità e l'inquietudine di fondo è costante
In Somerville il contrasto tra un'apparente tranquillità e l'inquietudine di fondo è costante

A questo proposito, è interessante prendere in considerazione il blog aperto dal team sullo sviluppo del gioco, nel quale è possibile vedere l'evoluzione del progetto che, a quanto pare, va avanti ormai dal lontano 2014, almeno per quanto riguarda un primo abbozzo dell'idea di base. I post sembrano provenire tutti da Chris Olsen, dunque il diario è impostato soprattutto sulla tecnica grafica alla base di Somerville, ma è comunque interessante vedere come ogni minimo elemento dell'aspetto estetico del gioco sia studiato per trasmettere un'emozione o avere una valenza in qualche modo narrativa. In questo concetto rientrano anche le animazioni a volte esagerate, apparentemente scoordinate e un po' caricaturali, quasi da cartone animato, che caratterizzano i personaggi. Servono a dare un'impronta emotiva ad ogni singolo movimento, rientrando nello stile quasi espressionista del gioco, in grado di farci calare nelle sue inquietanti situazioni con una sola schermata.

Il teaser di tre anni fa era arrivato un po' in sordina, eppure è impossibile che non sia rimasto impresso a chiunque l'abbia visto, con il suo stile evocativo e quel senso di inquietudine quasi metafisico, in grado di rimanere dentro anche dopo una breve occhiata. Il nuovo trailer mostrato all'E3 2021, sebbene più "tradizionale" in termini di comunicazione, conferma che dietro quelle atmosfere affascinanti si trova anche un gioco interessante, la cui vicinanza a grandi giochi come Limbo e Inside non fa che incrementare l'interesse. Dobbiamo provarlo e l'attesa potrebbe essere ancora lunga, ma Somerville si piazza sicuramente tra gli indie più attesi del 2022, con il bonus aggiuntivo di uscire direttamente su Xbox Game Pass.

CERTEZZE

  • L'impostazione del gioco in stile Playdead è già un ottimo punto di partenza
  • L'ambientazione apocalittica da minaccia aliena è un classico, ma sempre coinvolgente
  • Stilisticamente splendido

DUBBI

  • Il design di livelli ed enigmi è tutto da valutare