Anni '20, Manhattan. Epoca di proibizionismo e gangster, nonché ambientazione ideale per il nuovo gioco da tavolo firmato Vital Lacerda. Lacerda è riconosciuto da tutti gli appassionati come autore geniale, ma non da tutti è poi così apprezzato, questo per via di meccaniche molto elaborate e, per i detrattori, fin troppo convolute. Non avendo mai provato un suo gioco, lanciarmi su Speakeasy è stata una sorta di follia, ma quando me lo sono ritrovato a portata di mano non ho saputo dire di no e ho concluso l'acquisto.
Extralusso
Speakeasy è un prodotto estremo ed extralusso: costoso, oltre 170 Euro, enorme, sono quasi sei chili, mangiaspazio, serve infatti un tavolo di una certa ampiezza per poterlo giocare al meglio. Quando lo compri e lo porti a casa, riscopri cosa vuol dire possedere qualcosa, toccarla, manipolarla, assemblarla e infine donarle la vita applicandone il regolamento. Speakeasy è proprio un gran bell'oggetto, la sua confezione fa arredamento come un catalogo di fotografie di Helmut Newton, una collezione di rari vinili jazz o, per restare in tema, una buona selezione di sigari e distillati.
E l'esperienza tattile di primissima qualità continua una volta aperta la confezione, al cui interno trovano spazio tante grosse pedine dalla forma e dai colori diversi. Ci sono i capi in doppiopetto, i minacciosi familiari da mettere a difesa delle proprie attività o a controllare i moli; poi i poliziotti in giubba blu, gli splendidi furgoni in legno nel quale alloggiare i barili di alcolici prodotti in distilleria, o acquistati dalle imbarcazioni dei contrabbandieri. Il gioco si muove su una plancia decisamente grande e illustrata divinamente da Ian O'Toole. Ogni componente trova facilmente il suo posto nella scatola grazie a sei organizer in plastica veloci da estrarre, come da riporre. Il prezzo di Speakeasy è superiore alla media, è vero, ma lo è anche quel che ti offre in cambio.
Soldi sporchi
Lo stesso si può dire del suo gameplay. Lo scopo è fare più soldi degli altri e questo è possibile solo sfruttando a fondo gli undici turni, spalmati in quattro round, che ogni giocatore avrà a disposizione. Non è possibile attaccare gli altri giocatori perché tutti hanno accettato la proposta di Lucky Luciano di spartirsi "pacificamente" Manhattan, ai danni però delle famiglie contrarie già presenti sulla plancia ad inizio partita e a quelle che arriveranno ad ogni turno.
Ai nemici si possono rubare attività commerciali, diminuendo di conseguenza la loro presa sul territorio, ma spedendo un capofamiglia all'incontro giusto è possibile anche stringere una preziosa alleanza con loro. Minacciata dall'arrivo di una nuova famiglia, la mia distilleria è stata difesa in extremis proprio grazie all'aiuto della famiglia Gambino, con la quale avevo stretto un patto il round precedente. È possibile aprire una distilleria, numerosi speakeasy (sono bar dove si vendono alcolici illegalmente), nightclub e casinò. Alla fine di ogni round, quando i giocatori avranno piazzato tutti i loro capifamiglia, avverranno tre cose: nuove famiglie attaccheranno Manhattan, la polizia rafforzerà il controllo su nuovi quartieri e Lucky Luciano offrirà dei soldi a coloro che controlleranno più territori di ciascuno dei tre distretti di Manhattan: Downtown, Midtown e Uptown. I giocatori sanno sempre con un round d'anticipo sia dove attaccheranno i nuovi boss, sia dove si estenderà il controllo della polizia. Ci si può quindi preparare, ragionare su come respingere l'assalto e, nel caso, valutare quale attività ci farà meno male perdere. Il combattimento deterministico non prevede tiri di dadi, e dopo un breve conteggio sai chi avrà vinto senza ulteriori sorprese. L'unica variabile è data dalla forza d'attacco dell'aggressore visto che sapremo dove colpirà, ma non chi colpirà; a seconda del boss i suoi valori d'attacco infatti cambieranno. Non si viene però lasciati completamente all'oscuro e sul tabellone ci vengono ricordati i valori medi di forza dei boss, che si faranno via via più forti, destinati ad apparire in ogni round.
L’alcol deve scorrere
La polizia non attacca ma, quando appare in un quartiere tutte le attività presenti chiuderanno i battenti fino a quando non verranno spediti familiari a guardia delle strutture, e messo a tacere il vicinato a suon di bustarelle. Locali ben protetti aumentano il controllo del territorio, controllare tanti territori rende felice Lucky Luciano che ci pagherà di conseguenza. Il capo dei capi paga però con soldi di provenienza illecita, che andranno messi in cassaforte e non accanto alla plancia del giocatore come invece avverrà con i proventi puliti. Pagare con i soldi nella cassaforte costa il doppio della cifra pattuita, perché prima andranno riciclati.
Questa differenza vale fino al termine della partita, durante il conteggio finale le due valute andranno più semplicemente sommate insieme e quel valore rappresenterà i punti di ciascun giocatore. La vendita di alcolici, l'assalto alle navi e i proventi dei casinò sono gli unici modi per guadagnare soldi puliti. Tutto questo è possibile farlo piazzando solo undici lavoratori, i capifamiglia: come, dove e quando li posizionerete decreterà il numero di azioni in totale che andrete poi ad effettuare ogni round. Il numero di azioni cambia anche in base a come utilizzerete altri importanti elementi di gioco come le carte operazione, i gettoni città, i libri contabili contraffatti e le preziosissime visite al ristorante, luogo dove tra le altre cose potremo anche cambiare l'ordine di turno e il costo in bustarelle per fornire protezione alle attività.
Le regole della strada
Speakeasy è senza dubbio un gioco molto complesso, ma le sue regole sono anche piuttosto lineari, oltre che divinamente tematizzate, quindi assorbirne i rudimenti si rivela molto più semplice di quel che potrebbe sembrare leggendo la prima volta il comunque ottimo manuale. Per farlo girare davvero bene è necessaria qualche partita e per iniziare a macinare incassi e punti qualcuna di più. Sono talmente tante le tipologie di azioni che è possibile fare, le strategie percorribili, che ogni tentativo vi lascerà con un insostenibile voglia di riprovarci, tentando nuove strade, spingendo su altri incastri. Speakeasy è così interattivo e dinamico da ricordare un vero e proprio videogioco strategico, il cui arco narrativo emergente si compie però in un tempo calcolabile in circa cinquanta minuti per giocatore. In quattro forse può allungarsi troppo; in tre il controllo del territorio è tanto serrato, quanto insanguinato; se al tavolo ci sono meno giocatori allora si gira la plancia e il gioco comunque non perde colpi. Speakeasy funziona benissimo anche in solitaria attraverso un automa convincente e proprio grazie a come è strutturato il gioco, con la presenza di nemici esterni che attaccano e controllano i quartieri a prescindere dal numero di giocatori presenti. In qualsiasi formato si giochi, la sensazione di essere al comando di un impero criminale è costante, tangibile, al punto che ci si può divertire anche arrivando alla fine squattrinato.
Un affare di famiglia
Da videogiocatore consumato, ogni volta che apparecchio Speakeasy mi sento un po' come un programmatore che ricompila il software creato da un altro. E quando tutto è pronto, il primo turno è un po' come premere Nuovo Gioco; il programma parte, ma ogni istruzione la devo elaborare con la mia testa, va messa in atto con la mano perché ora sono io la CPU, è nella mia scatola cranica la RAM necessaria. Speakeasy è una sfida che ti occupa tutta la testa ma non è una sensazione estenuante, tutt'al contrario: ti appaga e ti soddisfa al punto da volerne sempre di più.
Meglio tardare l'apertura del casinò in una zona sicura, o aprire subito un nightclub in un settore minacciato da un'altra famiglia e lontano dalla distilleria? Meglio perdere due scagnozzi per mettere un piede nell'Uptown, o tenerli al sicuro in modo da aumentare le nostre difese in vista di un attacco da parte di un boss nemico? Meglio rivolgerci ai migliori meccanici per far muovere i nostri furgoni lungo Manhattan nel modo più efficiente possibile, o mandare un capofamiglia nel porto in modo da organizzare una rapina ai danni di una nave di passaggio? Mi alleo con i Gambino in modo da poterne sfruttare i favori, o li metto nel mirino delle mie brame espansionistiche? C'è tantissimo a cui pensare, ma che soddisfazione iniziare a inanellare combo e a veder di conseguenza la nostra cassaforte riempirsi di bigliettoni. Se questo è il primo gioco del 2026, per i board game l'anno inizia col botto a ripetizione di un mitragliatore Thompson.
La versione italiana di Speakeasy è tradotta e distribuita da Tesla Games.