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The Witcher 3 Remastered su Switch 2: la nostra prova tra dock, portatile e Joy-Con 2

Risoluzione, fps, batteria e giroscopio: cosa funziona e cosa no della Remastered sulla console Nintendo, tra dock a 1080p e portatile a 720p.

SPECIALE di Mattia Pescitelli   —   03/10/2026
The Witcher 3 su Switch 2
The Witcher 3: Wild Hunt Remastered
The Witcher 3: Wild Hunt Remastered
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Il tempo è, ormai, giunto (già da qualche giorno, a dire il vero). Finalmente possiamo infilarci nelle nuove, sgargianti vesti del Macellaio di Blaviken, il Lupo Bianco, lo strigo più celebre del Continente: Geralt di Rivia. Del lavoro svolto da CD Projekt Red con The Witcher 3: Wild Hunt Remastered ne abbiamo già ampiamente parlato nel nostro provato, ma oggi vogliamo dedicare un po' di spazio a una delle versioni più attese e chiacchierate di questo banchetto tecnico a ingresso gratuito per tutti i possessori del gioco, ovvero quella per Nintendo Switch 2, uscita il 29 settembre e gratuita per chi possiede già il gioco su Switch, in digitale o su cartuccia.

Come nuovo

Aprire The Witcher 3 su Switch 2 prima e dopo l'aggiornamento contenente i dati della Remastered è come vivere per tutta la vita senza sapere di essere presbiti e poi scoprire che esistono gli occhiali da vista. L'impatto è immediato: texture dettagliate, volti nitidi, vegetazione e ambiente gradevoli, illuminazione di alto livello.

Lo strigo non è mai stato più bello su Switch 2
Lo strigo non è mai stato più bello su Switch 2

Non che la versione precedente fosse inguardabile. Saber Interactive era riuscita a compiere un miracolo con la conversione dell'epopea fantasy di CD Projekt sulla Switch originale, facendolo girare su un dispositivo che di certo non era tra i più potenti del suo tempo. Aveva i suoi grandi compromessi (risoluzione dinamica fino a 720p in dock e fino a 540p in portatile, con un target di 30 fps non sempre rispettato), ma, come abbiamo detto nella recensione di The Witcher 3 per Switch, il risultato era quello di un'esperienza portatile degna di essere vissuta, richiamando alla memoria l'età dell'oro di PSP e DS.

Ecco, se sulla prima Switch The Witcher ci faceva ripensare alle migliori avventure videoludiche compiute "in esterna" della nostra infanzia, su Switch 2 non sembra quasi neanche di avere tra le mani una piattaforma da gioco che ti puoi scarrozzare appresso in qualsiasi momento. Non ci è chiaro come, ma The Witcher 3 Remastered su Switch 2 gira quasi senza intoppi a un livello qualitativo che non ci aspettavamo.

I famosi tramonti di The Witcher danno il loro massimo anche su Switch 2, ora
I famosi tramonti di The Witcher danno il loro massimo anche su Switch 2, ora

"Quasi" perché, sì, nelle zone più affollate i fotogrammi si fanno leggermente ballerini, ma per la gran parte della nostra partita il gioco è rimasto aggrappato al tetto dei 40 fotogrammi al secondo, aiutato senz'altro dalla frequenza di aggiornamento variabile (VRR).

In modalità portatile questi cali sono leggermente più frequenti, ma, considerando che il gioco in generale fa fatica su tutte le piattaforme quando si raggiungono le città maggiori, ci pare un risultato più che apprezzabile. Noi consigliamo comunque di disabilitare la sfocatura di movimento dalle impostazioni, specialmente se giocato in modalità portatile, dato che crea parecchi artefatti visivi e appesantisce le prestazioni.

Collegati o scollegati?

Immaginiamo che, se avete scelto o sceglierete di acquistare The Witcher 3 per Switch 2, volete sperimentare le gesta dello strigo lontani dal monitor o dalla televisione. Perché, diciamocelo, bello tutto, le strabilianti novità grafiche, le performance da capogiro e la tranquillità (si spera) della propria postazione da gioco, ma volete mettere andare a caccia di mostri, stesi contro un albero in un bosco polacco? Certo, la console Nintendo non è l'unica a offrire tale esperienza portatile, ma il livello qualitativo di ottimizzazione per l'ammiraglia giapponese la mette immediatamente un gradino sopra la concorrenza.

Cacciare i mostri dove prima era (quasi) impossibile
Cacciare i mostri dove prima era (quasi) impossibile

In termini di dettaglio vince la modalità dock, con i suoi 1080p che danno ancora più lustro all'immagine, ma i 720p della modalità portatile si fanno sentire solo per quanto riguarda l'interfaccia di gioco, molto piccola e quindi più affetta dalla definizione ridotta. Neanche la batteria crea troppi problemi, almeno non più del solito, rimanendo miracolosamente in linea con altre esperienze a mondo aperto approdate sull'hardware Nintendo (non vi aspettate, però, di sforare le quattro ore di gioco continuo, ecco).

Ovviamente, tutto dipende da chi gioca e come preferisce approcciarsi al titolo, ma, a costo di un piccolo, quasi impercettibile sacrificio a livello di dettaglio dell'immagine, abbiamo preferito di gran lunga la comodità della modalità portatile a quella della controparte televisiva.

La via dello strigo

Alla versione Switch 2 di The Witcher 3 mancheranno pure le più mirabolanti ultime novità in campo tecnico, come DLSS 4.5, FSR 4 e XeSS 2.0, ma può vantarsi di avere rispetto alla concorrenza tutta una serie di funzioni inedite. Un po' come accaduto in passato con altri titoli (ci viene in mente l'annuncio della prima Switch assieme a Skyrim), la Remastered introduce delle massicce implementazioni per i Joy-Con 2, proponendo un approccio al gioco come mai visto prima. Attraverso il giroscopio è, infatti, possibile richiamare tutta una serie di comandi in maniera parecchio intuitiva.

Si può utilizzare il giroscopio dei Joy-Con 2 per far andare al galoppo o frenare la corsa di Rutilia
Si può utilizzare il giroscopio dei Joy-Con 2 per far andare al galoppo o frenare la corsa di Rutilia

Solo per citarne alcuni, alzando leggermente il Joy-Con sinistro verso l'alto potrete utilizzare il consumabile nel primo slot dell'inventario, con il destro chiamare Rutilia, in combattimento lanciare i Segni e sul cavallo potrete strattonarli entrambi, come se aveste in mano delle redini, per spronare il destriero.

Potete prendere anche la mira sempre con il giroscopio, oppure optare per la modalità mouse per muovere la visuale e navigare i menù con un puntatore, come da PC (giusto per non farsi mancare niente, sempre nei menù si può utilizzare anche il touchscreen).

Tutto molto entusiasmante, almeno fino alla prima volta in cui ti scappa di grattarti la testa. Forse la sensibilità attribuita a tali comandi è un pelo troppo elevata, ma, anche se fosse stata meno reattiva, basterebbe comunque pochissimo per sprecare accidentalmente una pozione realizzata dopo faticose ore di gioco alla ricerca degli ingredienti o sentire Geralt richiamare Rutilia come se l'avesse persa di vista in un centro commerciale.

L'idea è simpatica, ma ha senso probabilmente solo per chi gioca da scrivania e per chi non sente mai il bisogno di grattarsi il naso. Potete, però, dormire sogni tranquilli, perché è possibile scegliere se tenere attiva questa funzione, parte di essa o disattivarla interamente, a completa discrezione del giocatore (come la maggior parte delle altre, innumerevoli funzioni di gioco personalizzabili nelle impostazioni).

Le misteriose terre del Velen
Le misteriose terre del Velen

Noi, per esempio, abbiamo lasciato i comandi con il giroscopio attivi solo a cavallo perché, almeno in quel caso, i danni che si possono fare non sono molti e rimane quel piccolo, ma stuzzicante senso di immersione che non dispiace provare di tanto in tanto.

Si può chiedere di meglio?

La Remastered di The Witcher 3: Wild Hunt per Nintendo Switch 2 è probabilmente la versione che racchiude in sé più sorprese. Arriva, a differenza delle altre piattaforme, da una conversione che, per quanto impressionante, mostrava i limiti tecnici della precedente console Nintendo e propone delle funzionalità esclusive che cambiano, anche se in minima parte (sfortunatamente, a volte, in peggio) l'interazione con il mondo di gioco.

Si poteva chiedere di meglio da questa Remastered?
Si poteva chiedere di meglio da questa Remastered?

Tutto questo lo fa in maniera perlopiù brillante, superando anche le più rosee aspettative e provando una volta di più che la nuova ammiraglia ha ben poco da invidiare alla concorrenza, specie se è in grado di offrire un'esperienza di utilizzo differente e più elastica, non sacrificando, per questo, il colpo d'occhio.

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