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Abbiamo provato The Witcher 3: Wild Hunt Remastered, l'upgrade gratuito che rifà il trucco al capolavoro di CD Projekt

L'upgrade gratuito del 29 settembre rifà texture, combattimento e albero delle abilità e aggiunge transmog e path tracing, ma su una RTX 4070 Super il ray tracing pesa ancora troppo.

PROVATO di Francesco Serino   —   28/09/2026
La copertina di The Witcher 3: Remastered
The Witcher 3: Wild Hunt Remastered
The Witcher 3: Wild Hunt Remastered
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Scrivo di The Witcher 3: Wild Hunt Remastered proprio mentre davanti a me ho l'edizione speciale del primo The Witcher uscito nel 2007, gioco che in pochi mesi divenne popolarissimo tra gli utenti PC.

Il perché di questo successo è piuttosto facile da intuire: fino a quel momento la maggior parte dei giochi di ruolo era sviluppata da software house americane con una loro idea ben precisa di fantasy, mentre The Witcher proponeva un personaggio diverso dal solito impegnato a sopravvivere in un mondo sì fantastico, ma certamente non utopistico. Il fantasy immaginato originariamente dallo scrittore Andrzej Sapkowski e poi reso videogioco dalla software house polacca è infatti fallibilmente umano, mostra connotati medievali, puzza di sangue ed escrementi. Bestiario, leggende, miti e magie sono invece in larga parte ispirati al folklore europeo, storie tramandate che potrebbero essere state raccontate a noi stessi da bambini.

The Witcher divenne una leggenda anche grazie alla grafica, all'ottimo sistema ruolistico, al combattimento che molti criticarono, ma che offriva dei balletti insanguinati mai visti prima e molto vicini alla descrizione letteraria che ne faceva Sapkowski.

The Witcher 2 fece ancora più scalpore perché fu un passo avanti rispetto al gioco precedente da quasi ogni punto di vista: la visuale ravvicinata, gli effetti di luce da capogiro, i tre atti di cui uno totalmente diverso in base alle scelte fatte, oltre al solito inimitabile cast di personaggi e mostri, fecero vendere al gioco milioni di copie.

Perché Yennefer è sempre Yennefer, ora ancora più Yennefer
Perché Yennefer è sempre Yennefer, ora ancora più Yennefer

Tutto questo avveniva su PC: il primo gioco infatti non è mai arrivato su console, mentre il secondo comparve un anno più tardi solo su Xbox 360. Eppure, nonostante la bellezza di The Witcher 2 e l'incredibile salto qualitativo rispetto al precedente, niente e nessuno poteva prepararci a quello che sarebbe poi stato il terzo gioco.

The Witcher 3: Wild Hunt è un progetto che ha ridefinito il genere, settato nuovi standard, venduto oltre 65 milioni di copie, generato due espansioni da capogiro e che oggi è pronto a un nuovo colpo di scena trasformandosi in The Witcher 3: Wild Hunt Remastered: una nuova versione, gratuita per i possessori dell'originale, che migliora l'intera esperienza con potenziamenti grafici e di gameplay tutt'altro che secondari.

Tirato a lucido

Giocando a The Witcher 3: Wild Hunt Remastered la prima cosa che balza all'occhio sono le nuove texture, finalmente in grado di tener testa alle risoluzioni più alte, poi la vegetazione che in questa versione è più lussureggiante che mai.

Sono un fan del ray-tracing, ma questo non vuol dire che ce ne sia sempre e comunque bisogno. Se questi sono i risultati senza, stavolta gli preferisco il frame-rate. In attesa di una possibile, migliore, implementazione futura
Sono un fan del ray-tracing, ma questo non vuol dire che ce ne sia sempre e comunque bisogno. Se questi sono i risultati senza, stavolta gli preferisco il frame-rate. In attesa di una possibile, migliore, implementazione futura

Anche l'illuminazione ha subito qualche cambiamento, ma in larga parte legato al ray-tracing, già presente dall'aggiornamento next-gen del 2022 e ora potenziato, ma senza stravolgere la scena. Il DLSS e altri sistemi di upscaling come al solito aiutano, ma su una 4070 Super ho trovato l'implementazione molto pesante, al momento decisamente meno ottimizzata che in Cyberpunk 2077 e in altri giochi. Risultati qualitativi migliori si ottengono con il path tracing, novità di questa versione, ma è una funzione usufruibile davvero solo da schede di fascia più alta.

Se con una scheda di altissima fascia potrebbe valerne la pena, con una serie 4000 sotto al cofano consiglio di rinunciare a questi orpelli in favore di una migliore fluidità e il resto delle opzioni grafiche settate al massimo. In attesa che CD Projekt con una patch, o Nvidia con dei nuovi driver, facciano un miracolo, lo spettacolo sarà comunque garantito.

Nessuno è perfetto

Il gameplay è stato migliorato partendo dal sistema di combattimento. Quello di The Witcher 3: Wild Hunt a mio parere non è affatto pessimo come molti vanno raccontando. Non ha la precisione di un titolo FromSoftware, ma quello CD Projekt non è un gioco solo sui combattimenti, inoltre alzando il livello di difficoltà l'azione si fa più serrata e molto più tecnica.

Perdersi nel Velen, magari eliminando dalla mappa i punti di interesse in modo da scoprirli organicamente da soli, è un'esperienza incredibile
Perdersi nel Velen, magari eliminando dalla mappa i punti di interesse in modo da scoprirli organicamente da soli, è un'esperienza incredibile

È un sistema che però non è mai stato in grado di offrire una sufficiente fisicità, non senti i colpi affondare e qualcuno se lo perde pure per strada, da questa remastered non aspettatevi qualcosa di totalmente diverso. Le sbavature perlopiù rimangono, sono comunque meno frequenti e appariscenti grazie alle nuove animazioni e nemici dagli attacchi generalmente meno prevedibili. Le nuove animazioni svolgono invece un ottimo lavoro nel rendere Roach, il cavallo del protagonista, molto più semplice e soddisfacente da guidare; al contrario dello stesso Geralt che ancora si muove lungo gli scenari in modo un po' troppo impacciato e meccanico.

Forse la funzione del gioco originale invecchiata peggio sono i sensi del Witcher, ovvero la visuale che "illumina" gli indizi circostanti su cui i designer all'epoca fecero fin troppo affidamento. Nella remastered i sensi amplificati del protagonista sono stati leggermente modificati per richiedere un pizzico d'impegno in più da parte dei giocatori, aumentando di conseguenza la tensione investigativa.

Peccato che qualcuno abbia avuto la malsana idea di aggiungere a The Witcher 3: Wild Hunt Remastered anche il transmog, la funzione che permette di fondere due armature in modo da avere le statistiche della prima con l'aspetto della seconda. Odio il transmog perché a me piace leggere nel vestiario dei personaggi il loro stile di gioco, ma so bene che molti festeggeranno combattendo come ballerini e indossando proprio il set dell'orso. Solo per darmi fastidio. In questa nuova versione è stato ritoccato anche l'albero delle abilità, ne sono state inserite di nuove, ma le dinamiche di base per avanzare di livello sono rimaste pressoché invariate.

Un'esperienza irripetibile?

The Witcher 3: Remastered arriva anche su Switch 2 con una serie di interessanti funzioni pensate specificamente per l'hardware Nintendo. Non manca il pieno supporto a PlayStation 5 Pro, dove si punta ai 60 fps più granitici. C'è inoltre un photomode ampliato, un nuovo sistema per il supporto alle mod e la funzione La Ballata del Bardo pensata per aumentare l'accessibilità del gioco.

Le nuove texture donano al gioco un aspetto molto più nitido e moderno
Le nuove texture donano al gioco un aspetto molto più nitido e moderno

Ma al di là delle novità introdotte, The Witcher 3: Wild Hunt Remastered è prima di tutto l'occasione per provare, o in alcuni casi riprovare, un gioco a dir poco immenso. I segni del tempo passato si vedono anche nella remastered, ma quello CD Projekt resta ancora oggi un gioco pantagruelico, dotato di un'atmosfera che fin dalle prime ore a Bianco Frutteto ti avvolge completamente.

La scrittura è di un livello enorme rispetto a quel che c'è in circolazione, la colonna sonora è un pentagramma infuocato che sa bene quando restare in disparte, limitarsi a una sola lunghissima nota che diventa un tenebroso Om. Le missioni si susseguono in un'epopea in grado di rubarti centinaia di ore, che si fa ancora più ricca e sorprendente attraverso due espansioni forse tra le migliori mai sviluppate per un solo gioco. Su PlayStation 4 ci ho passato quasi trecento ore, ho praticamente scoperto credo quasi la totalità dei punti di interesse disattivandone la posizione sulla mappa, quindi li ho dovuti tutti trovare da me; nel frattempo sono diventato stracampionissimo di Gwent e che soddisfazione è stato risolvere certe missioni proprio attraverso un mazzo di gioco, invece che in punta di spada.

Arrivare alle Skellige è un viaggio epico proprio come lo è ogni notte passata nel Velen, come lo è Geralt ogni volta che con la sua inconfondibile voce sottolinea come il vento si stia alzando. Oramai ogni dettaglio è al suo posto: non c'è dialogo senza un movimento di camera unico, non c'è un singolo momento in cui The Witcher 3 non sia stato curato all'inverosimile. Ogni quest è un meraviglioso mistero da risolvere, un passo più in profondità all'interno di un mondo di gioco tanto profondo e ricco di ambientazione, quanto misticamente sorprendente.

Abbiamo testato The Witcher 3: Wild Hunt Remastered solo in versione PC dove comunque non sono mancati i bug. Il codice in nostro possesso, che potrebbe differire da quello che verrà distribuito, richiede ancora qualche patch. Al netto di questi problemi di gioventù che siamo abbastanza certi verranno risolti nell'immediato futuro, preoccupa la pesantezza del ray-tracing che su una 4070 Super abbiamo deciso di eliminare del tutto in favore del rinnovato, comunque bellissimo, sistema di illuminazione. Decisamente un passo indietro rispetto a Cyberpunk 2077, ma anche in questo caso le cose potrebbero migliorare in futuro. Tutte le restanti novità sono di buono se non ottimo livello: le nuove texture, la natura che ti avvolge completamente, le nuove funzioni nei menù, il photo mode dove oramai puoi fare di tutto. Sarà anche invecchiato, questo è vero, ma giochi così non ne hanno più fatti da allora.

CERTEZZE

  • Graficamente è decisamente più ricco, nitido e spettacolare
  • È The Witcher 3: Wild Hunt, ma più rifinito
  • Remastered gratuita per chi già possiede il gioco

DUBBI

  • Ray-tracing poco ottimizzato
  • Diversi bug da risolvere
  • I difetti intrinseci dell'originale ci sono ancora tutti
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L'anteprima della patch ci è stata fornita da CD Projekt RED.
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