Trials of Mana, il provato della demo 22

Abbiamo giocato la demo di Trials of Mana in versione PlayStation 4 e Nintendo Switch: ecco le nostre impressioni prima della recensione

PROVATO di Christian Colli   —   19/03/2020

Indice

Per gli appassionati di JRPG che hanno vissuto gli anni '90 e la transizione tra la generazione dei 16-bit e quella dei 32-bit, il 2020 deve essere un momento semplicemente surreale. Il 10 aprile uscirà Final Fantasy VII Remake e il 24 aprile, appena due settimane dopo, sarà la volta di un altro remake, Trials of Mana. Pubblicato in Giappone nel 1995, tra gli ultimi giochi a uscire per SNES, Seiken Densetsu 3 ha dovuto attendere quasi venticinque anni prima di essere localizzato per il mercato occidentale: è successo l'anno scorso, finalmente, quando Square Enix ha portato anche nel resto del mondo la Collection of Mana per Switch che riuniva i primi tre titoli della serie. Trials of Mana non è il primo Seiken Densetsu a rivivere in 3D, ma è il primo remake della serie su cui Square Enix pare aver investito un budget consistente dopo il discutibile trattamento riservato ai precedenti Adventures of Mana e Secret of Mana: abbiamo giocato la demo e non vediamo l'ora di proseguire la nostra partita col codice definitivo.

Il sistema di combattimento

La demo di Trials of Mana pesa circa 5 GB e rappresenta una fetta del gioco finale, per la precisione il prologo. Anzi, i prologhi, perché la prima cosa che dovrete fare dopo aver visto l'introduzione e aver superato la schermata iniziale, sarà scegliere tre personaggi nel roster formato da sei protagonisti in totale. Il primo personaggio che sceglierete sarà l'eroe o l'eroina della storia: le vicende si svolgeranno principalmente dal suo punto di vista e comincerete l'avventura nei suoi panni. Ogni personaggio inizia in uno scenario diverso e la schermata di selezione serve a darvi qualche dettaglio in più sul cast, per esempio le specializzazioni in combattimento. Il secondo e il terzo personaggio che sceglierete diventeranno invece i vostri compagni di viaggio: il protagonista o la protagonista li incontrerà in alcuni momenti predeterminati della storia e formerà una squadra con loro. L'inizio e la fine della sceneggiatura, insomma, dipendono dal personaggio principale che avete scelto, mentre lo sviluppo è pressapoco lo stesso per tutti.

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C'è da dire che i sei protagonisti condividono più o meno gli stessi obiettivi a coppie: Duran e Angela, per esempio, hanno un conto in sospeso con lo stesso avversario, il micidiale Crimson Wizard. Per la nostra partita su Switch abbiamo scelto Duran come protagonista: è un giovane guerriero del regno di Valsena che, rimasto orfano, ha giurato di diventare un grande spadaccino. Una notte, durante il suo turno di guardia, Duran non riesce a fermare l'intrusione del Crimson Wizard. Completamente annientato, il nostro eroe si imbarca in un viaggio per diventare più forte e riscattare il proprio onore. Abbiamo scelto Angela come secondo personaggio perché le coppie legate dalla stessa storyline hanno un maggior numero di interazioni e dialoghi che approfondiscono il racconto e delineano meglio i loro caratteri. Il Crimson Wizard è infatti il consigliere della regina di Altena, la madre di Angela: quest'ultima è fuggita per un soffio quando sua madre e lo stregone hanno cercato di sacrificarla per lanciare un potente incantesimo e conquistare il resto del mondo.

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Abbiamo quindi cominciato con Duran e nel giro di un'oretta abbiamo incontrato Angela e poi Charlotte: non avendo scelto quest'ultima come terzo personaggio, abbiamo affrontato il primo boss in due e poco dopo si è conclusa la demo. Il salvataggio fortunatamente si può importare nella versione finale del gioco, facendoci riprendere esattamente dal punto in cui avevamo lasciato l'avventura: Trials of Mana salva automaticamente, ma è possibile anche usare le statue distribuite generosamente nelle varie mappe per salvare la partita e rigenerare HP e MP. Il ritmo e la qualità della scrittura hanno alti e bassi, ma ciò è dovuto al fatto che Trials of Mana rispetta fedelmente il titolo originale del 1995 per SNES e all'epoca tutte queste variabili erano decisamente fuori dal comune. La serie, comunque, non è mai stata famosa per la sua narrativa, più astratta e simile a una favola che al canovaccio di un JRPG vero e proprio: non aspettatevi una storia da Final Fantasy ma un'avventura più semplice che tuttavia non disdegna momenti estremamente coinvolgenti.

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Il gameplay era il punto di forza nel 1995 e sembra proprio esserlo anche in questo remake. La demo ovviamente mostra solo l'inizio del gioco, quando le capacità dei personaggi sono ancora estremamente limitate, ma abbiamo potuto constatare la semplicità e la bontà del sistema di combattimento completamente action che ha guadagnato parecchia dinamicità con l'introduzione di alcune interessanti meccaniche. Trials of Mana è praticamente un hack'n'slash in terza persona: quando incontriamo i nemici negli scenari, in punti prefissati, lo scontro inizia senza intermezzi o caricamenti. Un tasto ci permette di attaccare normalmente mentre un altro ci fa sferrare gli attacchi potenti; questi ultimi, che possono essere anche caricati, hanno una duplice utilità poiché infrangono le eventuali barriere che proteggono i bersagli e in più fanno comparire dei cristalli che, una volta raccolti, andranno a caricare un indicatore. Raggiunta il 100% della carica, possiamo utilizzare una combinazione di tasti per scagliare un attacco cinematico potentissimo che cambia a seconda del personaggio utilizzato. Tra l'altro basta premere un tasto per assumere il controllo degli altri membri del gruppo.

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Il sistema di combattimento è semplice e reattivo. La capriola consente di schivare i colpi dei nemici e di uscire velocemente dai campi rossi che telegrafano gli attacchi in arrivo, mentre il salto ci permette di raggiungere i nemici volanti e colpirli per farli cadere a terra. Ovviamente è possibile concatenare attacchi normali e potenti in semplici combo che possono anche respingere i bersagli o colpire intere aree. Alcuni personaggi hanno anche accesso a colpi speciali o incantesimi che consumano MP e che si imparano progredendo nella storia o aumentando di livello. Ogni level up garantisce infatti alcuni punti che possiamo distribuire nelle statistiche dei singoli eroi per sbloccare nuovi bonus e abilità speciali. In questo modo, Square Enix ha modernizzato le meccaniche dell'originale senza snaturarlo e il risultato, a fine demo, ci è sembrato davvero convincente.

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Prima Duran e poi Riesz

Dopo aver concluso la nostra partita con Duran su Switch, abbiamo giocato la demo anche in versione PlayStation 4 e abbiamo scelto come protagonista Riesz e come comprimari Hawkeye e Kevin. Riesz e Hawkeye condividono la storyline: all'inizio dell'avventura, l'esercito di Nevarl attacca il regno di Laurent, assassinando il re e trucidando tutte le amazzoni che lo difendono. La principessa guerriera Riesz osserva impotente il rapimento del fratellino Elliot e si lascia alle spalle le ceneri del castello con l'obiettivo di trovare il bambino e vendicare i loro cari. Il suo viaggio si incrocerà con quello di Hawkeye, un ladro di Nevarl che è stato ingiustamente accusato di un grave crimine dopo aver scoperto che una forza oscura ha assunto il controllo del suo leader. Giocando la demo in versione PlayStation 4 abbiamo notato subito alcune differenze sul fronte visivo rispetto alla versione Switch.

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In realtà, i due codici non si distaccano moltissimo e ci troviamo di fronte a una situazione piuttosto simile a quella di Dragon Quest XI: Echi di un'era perduta - Edizione definitiva. Trials of Mana non è un titolo spaccamascella, ma la direzione artistica è sublime: Square Enix ha impiegato un character design morbido e dettagliato, optando per uno stile molto cartoonesco e una palette di colori pastello. Su PlayStation 4 il gioco ci è sembrato sensibilmente migliore: l'immagine è più definita, i colori più vivaci, e abbiamo avuto la netta impressione che non scendesse praticamente mai sotto i 60 fotogrammi al secondo. Questo non significa che la versione Switch sia da buttare, anzi. L'immagine è un po' più sporca e il frame rate è ancorato a 30 fotogrammi al secondo, ma questi compromessi consentono al gioco di girare senza il minimo problema sia in modalità TV sia in modalità portatile: quest'ultima è particolarmente convincente e possiamo dire che, sul piccolo schermo, Trials of Mana ci è sembrato uno splendore.

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La nostra partita in versione PlayStation 4 ci ha permesso di apprezzare ulteriormente alcune dinamiche di questo remake. Volgendolo alla terza dimensione, Square Enix ha introdotto un altro elemento di gameplay nella forma delle fasi platform che contraddistinguono i momenti dell'esplorazione. I vari scenari, soprattutto le città, sono pieni di segreti da scoprire e forzieri da aprire che ricompensano i giocatori con consumabili e altri strumenti. Per trovarli bisogna spesso esplorare ogni angolo, saltare su tetti, casse e piattaforme: le mappe sono sufficientemente complesse e intricate già all'inizio del gioco, piene di percorsi secondari e anfratti nascosti, ragion per cui Square Enix ha implementato un'interfaccia che indica costantemente i nuovi obiettivi da raggiungere. Bisogna dire che nell'originale del 1995 era facile mancare qualche dialogo cruciale e ritrovarsi a interpellare ogni singolo PNG per proseguire nell'avventura: in questo senso, la demo di Trials of Mana non ci è sembrata particolarmente impegnativa, ma è pur vero che il gioco permette di cambiare il livello di difficoltà in qualsiasi momento.

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Trials of Mana sembra proprio il remake competente di uno dei migliori RPG usciti negli anni '90. La demo ci è piaciuta molto: Square Enix ha ringiovanito le dinamiche di gioco senza snaturarle, anzi migliorandole dove possibile pur mantenendo l'immediatezza e la semplicità del sistema di combattimento hack'n'slash. La versione PlayStation 4 gira sensibilmente meglio rispetto a quella Switch, ma quest'ultima è validissima anche e soprattutto in modalità portatile. Il codice finale ci dirà se Trials of Mana manterrà la stessa qualità dall'inizio alla fine senza incertezze: l'appuntamento è su queste pagine fra qualche settimana con la nostra recensione.

CERTEZZE

  • È un remake fedele al classico per SNES
  • La direzione artistica è splendida
  • Il sistema di combattimento è intuitivo

DUBBI

  • Le cinematiche avranno migliorato i momenti più deboli della storia?
  • Bilanciamento della difficoltà da valutare