Abandoned non è Silent Hill, ma dobbiamo continuare a credere

Abandonend non è Silent Hill, questo è quanto appare dalle ultime novità, ma dobbiamo continuare a credere che la serie abbia un futuro.

NOTIZIA di Nicola Armondi —   22/06/2021
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Abandoned non è Silent Hill. Questo è il (temporaneo) responso pronunciato da più fonti, tra le quali vi sono il capo del progetto - Hasan Kahraman - e, ancora più importante, Jason Schreier (che di certo non si presterebbe a giochetti commerciali dichiarando volutamente il falso solo per depistare i giocatori).

Eppure ancora crediamo che si tratti di Kojima. O per meglio dire vogliamo crederci, in parte perché è molto divertente alimentare questo enorme complotto videoludico, in parte perché siamo da troppo tempo orfani di Silent Hill.

Abandoned non è Silent Hill, forse
Abandoned non è Silent Hill, forse

Anche di fronte al video condiviso da Kahraman, i giocatori pensano subito a quanto accaduto con l'attore assunto da Kojima ai tempi di The Phantom Pain, proposto inizialmente come un gioco di un falso team noto come Moby Dick Studio. Anche questo Kahraman sarebbe quindi un attore, che sta semplicemente mentendo a tutti, anche a giornalisti di alto livello come Schreier.

Ufficialmente, però, Abandoned non è Silent Hill. Dietro Kahraman non vi è il buon Hideo. Konami non c'entra nulla, anche perché è impegnata a creare skateboard per il momento.

Un paio di immagini e poco altro, questo abbiamo visto fino a ora su Abandoned
Un paio di immagini e poco altro, questo abbiamo visto fino a ora su Abandoned

Oppure no. Magari i complottisti hanno ragione ed è veramente Kojima, magari questa volta il Maestro ha deciso di esagerare e ha seminato indizi ovunque per rendere fin troppo palese il collegamento e ha poi assunto un attore per smontare le ipotesi dei fan poco prima dell'annuncio, con il solo scopo di sorprendere i giocatori all'ultimo istante confermando che in realtà c'è veramente dietro lui. Magari sta creando una sorta di giostra emotiva, molto divertente da vedere all'esterno ma forse fin troppo stressante per chi vi sale (ovvero, per i fan storici di Silent Hill).

Per ora ogni ipotesi è buona, perché fino a quando non vedremo questa misteriosa presentazione tramite app su PS5 (attesa inizialmente per oggi - 22 giugno - ma rimandata per problemi di localizzazione, secondo quanto dichiarato) non potremo avere una risposta definitiva. O almeno speriamo che la presentazione dia una vera risposta e che non sia solo un altro teaser incompleto.

Tutto questo però ci dimostra che Silent Hill è ancora in grado di attirare grande curiosità da parte del pubblico mondiale. La curiosità si può trasformare in un gioco completo? Si può trasformare in vendite da presentare agli azionisti? E in che modo Silent Hill potrebbe tornare?

Per rispondere guardiamo al successo di altri giochi horror, come Resident Evil 7 e Resident Evil Village, che sono stati in grado di rivoluzionare la formula classica sotto diversi punti di vista (visuale, struttura dell'ambientazione, tipi di "mostri"...). Capcom ha dimostrato che una saga non deve per forza rimanere all'ombra dei vecchi capitoli. Silent Hill è un marchio come tanti altri alla fine della giornata e può in realtà diventare "quello che vuole" (possibilmente non un panchiko, chiediamo solo questo) e tutto quello di cui ha bisogno è di un'idea valida e un team capace alle spalle: due fattori assolutamente non scontati, chiaro, ma non dobbiamo pensare che per creare un nuovo gioco sia necessario un miracolo.

In altre parole, non serve Kojima per dare nuova vita a Silent Hill. Non serve un grande Maestro dell'arte videoludica. Serve che Konami ci creda e che il pubblico di creda. Questo enorme complotto dimostra che credere è tutto sommato facile.