Quando Acer salì sul palco del CES 2025 mostrando il Nitro Blaze 11, il messaggio era chiaro: se tutti stanno rendendo gli handheld più piccoli, leggeri e simili a una console, qualcuno deve provare la strada opposta. Un display da 11 pollici, dimensioni fuori scala, un dispositivo che sembrava più un esperimento concettuale che un prodotto pronto per il grande pubblico. Per qualche giorno se ne parlò come di una provocazione riuscita. Poi, lentamente, il progetto è evaporato.
Un’assenza che dice molto più di un annuncio mancato
Il dettaglio interessante non è tanto che il Nitro Blaze 11 non sia mai arrivato nei negozi, nel settore tech succede continuamente. Quello che colpisce è il silenzio assoluto che è seguito all'annuncio: nessun rinvio ufficiale, nessuna roadmap aggiornata, nessuna "versione 2.0" promessa per il futuro.
Solo al CES 2026 è emersa una spiegazione. La dichiarazione è di Lisa Emard di Acer America, che ha spiegato come le nuove politiche tariffarie statunitensi e la necessità di ripensare la produzione fuori dalla Cina hanno costretto l'azienda a fare una scelta brutale, concentrare risorse sui PC tradizionali, tagliando tutto ciò che non era essenziale.
Il vero problema non erano le dimensioni
È facile liquidare il progetto come "troppo grande per essere portatile". In realtà, il timing sembra essere stato il vero nemico: il mercato degli handheld nel 2025-2026 è entrato in una fase di consolidamento aggressivo, con margini sempre più sottili e una concorrenza feroce su prezzi e catene di approvvigionamento.
Un dispositivo fuori standard, con costi produttivi elevati e una filiera più complessa, diventa immediatamente un rischio, non perché non possa vendere, ma perché non può permettersi di sbagliare. Acer oggi parla apertamente di "nessun piano imminente". Questo significa che il progetto non è morto, ma è congelato in un cassetto insieme a molte altre idee che non si allineano con le priorità attuali.