Un mese fa è stata distribuita la beta 2 di Android 17 per dispositivi Pixel, con una serie di novità dedicate al multitasking e alcuni miglioramenti alla sicurezza. Ebbene, per la prima volta è disponibile anche su smartphone non Pixel, precisamente su due modelli specifici. Tuttavia, si tratta di una fase ancora preliminare, quindi è fondamentale adottare alcune precauzioni prima di provare la beta. Vediamo di seguito tutti i dettagli.
Su quali smartphone è disponibile la seconda beta
Una build di test è disponibile su OnePlus 15 e OPPO Find X9 Pro. Come vi abbiamo già anticipato, si tratta di una fase iniziale e potenzialmente rischiosa. Proprio per questo motivo, se siete interessati, vi suggeriamo di farlo su uno smartphone secondario. Prima di tutto, l'installazione comporterà la perdita completa dei propri dati, quindi un backup è come minimo consigliato. Inoltre, potreste ovviamente imbattervi in una serie di instabilità, bug e problematiche come flickering del display o crash.
Insomma, suggeriamo di procedere solo a chi abbia già esperienza o sappia esattamente cosa fare. Inoltre, potrebbero esserci delle incompatibilità: OnePlus 15, ad esempio, non supporta Google Cast, mentre OPPO specifica che le versioni per operatori come Verizon e T-Mobile non sono compatibili con questa build. Ad ogni modo, molto probabilmente queste beta verranno estese anche ad altri modelli, come Motorola. Non ci resta che attendere ulteriori novità in merito.
Le novità
Intanto, la beta 2 di Android 17 approdata su Pixel ha portato con sé diverse novità. Le bolle fluttuanti, ad esempio, non sono più limitate alle app di messaggistica ma si trasformano in una vera e propria modalità di finestra a sé stante. I dispositivi più grandi, invece, accolgono una barra integrata nella taskbar, con la quale è possibile organizzare più facilmente le bolle.
Altre modifiche riguardano gli indicatori (posizione, microfono e fotocamera), con uno sfondo circolare più piccolo. Lato gaming è stata implementata una migliore gestione del puntatore, con il sistema che interpreta in modo automatico i movimenti del touchpad, come se fosse un mouse.