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App Store: anche l’antitrust Giapponese contro il negozio di Apple, grazie ad Epic Games

Guai per l'App Store anche in Giappone, dove l'antitrust ha messo sotto inchiesta il negozio digitale di Apple per pratiche commerciali scorrette.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   04/09/2020

La Japan Fair Trade Commission giapponese ha messo sotto inchiesta l'App Store di Apple per pratiche commerciali scorrette. Si tratta solo dell'ultimo di una serie di problemi che la casa di Cupertino sta incontrando a causa della chiusura del suo negozio digitale.

Da notare che la JFTC ha iniziato a interessarsi dell'App Store dopo l'avvio della battaglia legale di Epic Games. Probabilmente si tratta di uno degli effetti collaterali che Sweeney e i suoi legali speravano accadessero preparandosi alla guerra. Comunque sia, come già avvenuto altrove, l'azione della commissione è stata appoggiata da moltissimi sviluppatori, troppo piccoli per combattere da soli contro Apple, ma prontissimi a fare squadra per cercare di far cambiare alcune politiche del negozio.

In effetti per i giapponesi il problema dell'App Store pare non essere solo la fetta dei ricavi che Apple trattiene su ogni transazione, ma anche il modo in cui gestisce le sue stesse linee guida, con la rimozione improvvisa e immotivata di contenuti e una mancanza cronica di comunicazione.

Stando ad esempio a Makoto Shoji, il fondatore di PrimeTheory, compagnia che si occupa proprio di aiutare gli sviluppatori ad affrontare la pubblicazione sull'App Store, il processo di revisione delle app di Apple è ambiguo, soggettivo e completamente irrazionale. "Le risposte di Apple agli sviluppatori sono spesso brusche e superficiali. Nonostante ciò bisogna sempre mantenere la calma e rispondere in modo educato, come un servo che chiede al padrone cosa vuole che faccia."

Altri sviluppatori hanno notato come il processo di approvazione di Google sia molto migliore di quello di Apple, definito dai più "problematico". Spesso la casa della mela impiega settimane per dare il suo responso su di un'applicazione, tempo che per gli studi di sviluppo e i publisher significa soldi sprecati.

Speriamo che Apple ascolti alcune di queste lamentele e investa per migliorare il suo rapporto con gli sviluppatori, che va sempre più deteriorandosi.