Il progetto della Apple Car (noto internamente come Project Titan) è stato ufficialmente cancellato dopo un decennio di indiscrezioni e miliardi di dollari investiti, ma la sua eredità tecnologica si appresta a stravolgere il futuro dei computer di Cupertino.
Secondo quanto rivelato da Mark Gurman nell'ultima edizione della sua autorevole newsletter Power On, i laboratori di Apple hanno attuato una storica deviazione della propria tabella di marcia hardware: l'azienda ha deciso di cancellare lo sviluppo dei chip M6 Pro, Max e Ultra per concentrare ogni risorsa sul futuro chip Apple M7, un processore rivoluzionario progettato per l'era dell'intelligenza artificiale locale.
Il "Grande Salto" del 2027: addio alle varianti M6
La ricostruzione storica operata da Gurman svela un retroscena affascinante: il Neural Engine, il coprocessore dedicato all'apprendimento automatico presente oggi su iPhone, iPad e Mac, è nato originariamente per gestire i calcoli ultra-rapidi della guida autonoma. Un'auto intelligente deve elaborare flussi massicci di immagini dalle telecamere e dati dai sensori in frazioni di millisecondo per evitare collisioni.
Quando il progetto dell'auto è naufragato, Apple ha preso quell'architettura a bassissima latenza e l'ha miniaturizzata nei suoi processori commerciali, a partire dall'A11 Bionic di iPhone X (2017) fino ad arrivare alle odierne line-up di Mac.
Per recuperare il terreno perduto nei confronti dei rivali nel campo dell'IA generativa (come OpenAI e Microsoft), i vertici di Cupertino hanno deciso di scuotere la roadmap di Apple Silicon attraverso decisioni drastiche:
- M6 base confermato: la generazione M6 fungerà solo da transizione per i modelli entry-level;
- varianti M6 Pro/Max/Ultra cancellate: gli ingegneri non perderanno tempo ad aggiornare le versioni potenziate della sesta generazione;
- focus totale su Apple M7: tutte le forze sono concentrate sul debutto di M7, previsto per la prima metà del 2027.
L'architettura dell'M7 sarà radicalmente focalizzata sul calcolo tensoriale, integrando un Neural Engine di nuova concezione in grado di digerire miliardi di parametri al secondo direttamente sul dispositivo, garantendo risposte immediate e tutelando la privacy dell'utente senza inviare dati al cloud. E la portata della rivoluzione M7 si estenderebbe ben oltre i MacBook da scrivania. Le indiscrezioni confermano che la variante top di gamma, l'M7 Ultra, diventerà il motore della nuova infrastruttura di server proprietari di Apple destinati al network Private Cloud Compute (PCC).
L'inclusione di un quantitativo monstre da 1,5 Terabyte di memoria unificata nei server permetterà ad Apple di gestire le richieste complesse dell'assistente vocale Siri e dei servizi di intelligenza artificiale generativa con una velocità impraticabile per i server x86 della concorrenza. Il fallimento commerciale della Apple Car si sta così trasformando nel carburante che alimenterà i computer di Cupertino per il prossimo decennio.