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Bungie lavorava a diversi giochi prima dell'acquisizione, molti sono stati cancellati?

Secondo quanto riferito dal giornalista Jason Schreier, Bungie lavorava a diversi giochi prima dell'acquisizione da parte di Sony, ma molti di questi progetti sono stati cancellati.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   21/08/2026
Uno dei personaggi di Marathon

Stando a quanto riferito dal giornalista Jason Schreier, Bungie lavorava a diversi giochi prima dell'acquisizione da parte di Sony, avvenuta nel 2022 per 3,6 miliardi di dollari, ma molti sono stati cancellati.

Schreier ha spiegato che si trattava principalmente di nuovi live service, per un totale di cinque o sei produzioni oltre a Destiny 2, che rappresentava chiaramente il progetto più importante in quel momento per lo studio.

"Alcuni sono effettivamente usciti", ha continuato il giornalista, citando inevitabilmente Marathon ma anche Destiny: Rising, il mobile game realizzato da NetEase che tuttavia pare non abbia raggiunto i risultati che Bungie sperava di ottenere.

Le prime stime delle vendite di Marathon non sono proprio esaltanti Le prime stime delle vendite di Marathon non sono proprio esaltanti

Lo stesso discorso vale purtroppo per Marathon, su cui il team di sviluppo ha investito parecchie risorse ma che avrebbe registrato vendite deludenti e una base di giocatori che, secondo Schreier, ha continuato a diminuire dopo il lancio.

Un'acquisizione infelice?

Si dice che Bungie fosse con l'acqua alla gola quando è stata acquisita da Sony e rischiava di fallire, ma è chiaro che le aspettative dietro questa operazione erano alte e i risultati prodotti finora non le hanno soddisfatte.

L'idea di Sony era quella di sfruttare le competenze dello studio al fine di potenziare l'intera organizzazione di PlayStation e supportare la ben nota strategia dei live service, che però secondo Schreier si è rivelata fallimentare.

Fra i tanti progetti in cantiere, infatti, le cancellazioni sono state numerosissime e hanno prodotto danni enormi, sperperando sia tempo che denaro e portando anche alla chiusura di svariate realtà di talento.

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