Il mercato dei processori per smartphone sta attraversando una fase di transizione tecnologica significativa. Secondo le stime di Counterpoint Research, nel 2025 oltre la metà delle spedizioni globali di SoC mobili riguarda nodi produttivi avanzati, inferiori ai 5 nanometri. Si tratta di un cambiamento rilevante rispetto agli anni precedenti, guidato dalla necessità di migliorare prestazioni, efficienza energetica e capacità legate all'intelligenza artificiale. La miniaturizzazione resta uno dei principali fattori di innovazione nel settore.
Parallelamente, i principali produttori stanno accelerando verso i nodi a 3 nm e 2 nm, segnando un ulteriore salto tecnologico. Ma non sarà un passaggio indolore.
Il passaggio a 2 nm
Tra i primi a muoversi in questa direzione c'è Samsung, che ha già introdotto un SoC a 2 nm nella serie Galaxy S26 con il chip Exynos 2600. Anche Apple, Qualcomm e MediaTek sono attese su questo nodo, con il supporto di TSMC, che ha avviato la produzione su larga scala. Nonostante il progresso tecnologico, il 2026 potrebbe registrare un calo a doppia cifra nelle spedizioni complessive di SoC per smartphone. La causa principale è legata a vincoli nella disponibilità di memoria, che incidono sull'intera catena produttiva.
Allo stesso tempo, la quota dei chip basati su nodi avanzati continuerà a crescere, arrivando vicino al 60% nel 2026. La diffusione non riguarda più solo i modelli di fascia alta, ma inizia a estendersi anche al segmento medio. Attualmente, il nodo a 3 nm rappresenta circa la metà delle spedizioni di chip avanzati.
Le tecnologie più recenti, in particolare 3 nm e 2 nm, sono destinate a crescere del 18% su base annua nel 2026, fino a essere presenti in circa un terzo degli smartphone venduti. Tuttavia, questa evoluzione comporta un aumento dei costi: i wafer prodotti con processo a 2 nm potrebbero costare circa il 30% in più rispetto ai 3 nm.
Questo incremento si rifletterà sui prezzi dei processori di nuova generazione. I produttori difficilmente assorbiranno interamente i costi aggiuntivi, con un conseguente aumento dei prezzi medi. In termini di ricavi, i chip basati su nodi avanzati potrebbero rappresentare oltre l'86% del totale nel 2026.
Dal punto di vista industriale, TSMC mantiene una posizione dominante con oltre l'86% del mercato foundry. Tuttavia, la quota potrebbe ridursi leggermente con la crescita di Samsung Foundry e SMIC. Samsung sta inoltre valutando una collaborazione con Qualcomm, che potrebbe influenzare gli equilibri del settore.