DDL Concorrenza: i Content Creator sono ora riconosciuti ufficialmente in Italia

Con una svolta storica, l'Italia finalmente riconosce in maniera ufficiale la figura del Content Creator attraverso il DDL Concorrenza.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   07/08/2022
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Sistemando un problema che stava diventando sempre più evidente con l'avanzare dei nuovi media e della tecnologia, l'Italia ora riconosce ufficialmente al figura del content creator all'interno del panorama giuridico lavorativo, con nuovi regolamenti introdotti dal DDL Concorrenza.

Attraverso un emendamento costruito ad hoc per lo scopo, dopo anni viene finalmente riconosciuta ufficialmente la figura del Content Creator al livello legale in Italia, cosa che finora non esisteva, mantenendo coloro che facevano parte di questa categoria in una sorta di zona grigia del lavoro, anche in termini economici.

Dopo che ormai personaggi di questo tipo sono entrati nella cultura popolare da anni, la legge italiana si è finalmente mossa per riconoscerli ufficialmente, con il consueto ritardo con cui il paese tende ad adeguarsi alle nuove tendenze in termini tecnologici ma soprattutto culturali e sociali.

In ogni caso, a questo punto è stata messa una pezza importante sul buco finora molto problematico. L'art. 28 del DDL Concorrenza recita infatti, con un'aggiunta specifica attraverso emendamento:

l-bis) individuazione di specifiche categorie di controlli per i creatori di contenuti digitali, tenendo conto dell'attività economica svolta;
l-ter) previsione di meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie tra creatori di contenuti digitali e relative piattaforme.

Si tratta della prima menzione ufficiale, nella storia giuridica italiana, dei Content Creator come figure riconosciute in maniera ufficiale dalla legge, anche grazie alle forti spinte di WMF: Festival per l'innovazione digitale e varie figure appartenenti alla categoria, ora specificamente definita.

Questo dovrebbe aprire la porta a un inquadramento preciso del Content Creator di professione nell'ambito lavorativo, con possibile codice ATECO dedicato e maggiore chiarezza nel trattamento fiscale, che dovrebbe finalmente far emergere questo panorama dalla zona grigia in cui si trovava finora.