Il 2026 potrebbe segnare un punto di svolta per l'intero mercato degli smartphone. Carl Pei, CEO di Nothing, ha dichiarato che l'era degli smartphone accessibili è ormai al capolinea, prevedendo aumenti di prezzo fino al 30% a causa di un forte incremento dei costi dei componenti chiave. Secondo Pei, il modello industriale che per anni ha garantito hardware sempre più potente a prezzi stabili non è più sostenibile, e il settore dovrà presto affrontare una profonda riorganizzazione.
La memoria è il nuovo collo di bottiglia del mercato
Alla base di questo cambiamento c'è l'esplosione della domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale. I data center AI stanno assorbendo enormi quantità degli stessi chip di memoria utilizzati negli smartphone, prenotando in anticipo intere capacità produttive.
Questo ha generato una scarsità senza precedenti: secondo Pei, il costo di alcuni moduli di memoria è già triplicato nel giro di un anno. Componenti che fino a poco tempo fa costavano meno di 20 dollari potrebbero superare i 100 dollari nei modelli di fascia alta entro la fine del 2025, trasformando la memoria in una delle voci più pesanti del costo di produzione.
Prezzi più alti o specifiche ridotte: una scelta obbligata
Di fronte a questo scenario, i produttori si trovano davanti a un bivio: aumentare sensibilmente i prezzi finali oppure ridurre le caratteristiche tecniche dei dispositivi. Pei è netto nel sostenere che la formula "più prestazioni allo stesso prezzo", su cui si sono basati soprattutto i brand entry-level e mid-range, non è più praticabile.
La sua previsione parla di una contrazione di almeno il 20% proprio in questi segmenti, con difficoltà crescenti per quei marchi che hanno costruito il loro successo puntando esclusivamente sul rapporto specifiche/prezzo. Gli aumenti non risparmieranno nemmeno i prodotti Nothing. Alcuni modelli previsti per l'inizio del 2026 adotteranno memorie più veloci, come lo standard UFS 3.1, con un inevitabile impatto sui costi.