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Gli sviluppatori di Tomb Raider: Legacy of Atlantis vogliono preservare quasi intatti i momenti più memorabili dell'originale

Il remake del primo Tomb Raider punterà a rielaborare l'avventura del 1996, introducendo anche meccaniche moderne, senza però alterare le sequenze, gli ambienti e le immagini rimaste più impresse nella memoria dei giocatori.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   19/10/2026
Lara Croft con le pistole puntate in Tomb Raider: Legacy of Atlantis
Tomb Raider: Legacy of Atlantis
Tomb Raider: Legacy of Atlantis
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Tomb Raider: Legacy of Atlantis, il remake del capitolo originale pubblicato nel 1996, punta a recuperare gli elementi più memorabili dell'avventura di Lara Croft, rielaborandoli in chiave moderna. Gli sviluppatori hanno spiegato che alcuni momenti rimarranno pressoché intatti, soprattutto quelli capaci di suscitare le emozioni più forti nei giocatori, mentre altri aspetti potranno essere modificati per adattarsi alle aspettative contemporanee e a un'impostazione più realistica.

Il progetto segue un approccio simile a quello adottato da remake come Resident Evil e Final Fantasy VII: anziché limitarsi a riproporre fedelmente il gioco originale, Legacy of Atlantis utilizzerà ambientazioni e storia del classico del 1996 per costruire un'esperienza rinnovata. Si tratta quindi di una reinterpretazione più ampia rispetto a operazioni quasi identiche all'originale, come Metal Gear Solid Delta: Snake Eater o il remake di The Legend of Zelda: Link's Awakening.

Questa scelta ha già suscitato alcune critiche, in particolare per l'introduzione di meccaniche moderne tipiche delle produzioni tripla A, tra cui la creazione di oggetti e gli alberi delle abilità. Per gli sviluppatori, tuttavia, la priorità consiste nel conservare ciò che ha reso indimenticabile l'avventura originale, evitando che le modifiche ne compromettano l'identità.

I nemici egiziani di Tomb Raider: Legacy of Atlantis non leggono i geroglifici ma uccidono che è un piacere I nemici egiziani di Tomb Raider: Legacy of Atlantis non leggono i geroglifici ma uccidono che è un piacere

Michał Kuk, direttore creativo di Flying Wild Hog, ha illustrato questo principio in un'intervista concessa alla rivista Edge. "Immaginate di aver appena finito il primo Tomb Raider, poi chiudete gli occhi e ripensate mentalmente alla vostra partita", ha spiegato. "Il vostro cervello ricorda le cose che hanno suscitato le emozioni più intense".

Ricordi da conservare

Secondo Kuk, sono proprio questi ricordi a dover guidare il lavoro degli sviluppatori. "Questi momenti, questi luoghi, questi panorami e questi oggetti che rimangono impressi nella memoria sono gli elementi che devono essere riproposti nel remake quasi senza modifiche". L'obiettivo è dunque preservare le immagini e le situazioni che hanno contribuito a definire l'esperienza originale, anche quando il resto del gioco viene aggiornato in modo significativo.

Il problema è stabilire quali elementi possano essere modificati senza alterare l'essenza dell'avventura. Jeff Adams, direttore dell'esperienza presso Crystal Dynamics, ha sottolineato che l'aumento del realismo può rendere meno credibili alcuni aspetti del gioco del 1996. "Man mano che aumentiamo il livello di realismo, ci sono alcune cose dell'originale che facciamo fatica a giustificare", ha dichiarato.

Adams ha citato come esempio la possibilità di trovare un kit medico all'interno di una tomba rimasta nascosta per diecimila anni. Una situazione che poteva essere accettata nelle convenzioni del gioco originale, ma che risulta più difficile da giustificare in una reinterpretazione moderna.

La sfida per il team sarà quindi trovare un equilibrio tra coerenza narrativa, realismo e rispetto per il materiale di partenza. Tomb Raider: Legacy of Atlantis dovrà introdurre cambiamenti sufficienti a rendere l'esperienza attuale, senza perdere i luoghi, le situazioni e le suggestioni che hanno contribuito al successo dell'avventura originale.

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