Lo sviluppo di Marathon sarebbe stato caratterizzato da divergenze interne sulla direzione da dare al progetto. A raccontarlo è stato Joe Zeigler, ex director del gioco di Bungie, che in un'intervista a PC Gamer ha ripercorso parte della propria esperienza nello studio, soffermandosi sulle difficoltà incontrate nel tentativo di riunire le diverse idee in una visione unica e coerente.
Brancolare nel buio
Il nuovo Marathon è arrivato sul mercato in un momento complicato per l'azienda. Il titolo ha ricevuto un'accoglienza più tiepida rispetto alle aspettative, mentre Destiny 2 ha interrotto il proprio ciclo di aggiornamenti, per poi riaffacciarsi sul mercato vista la mala parata. A queste difficoltà si sono aggiunti i licenziamenti che hanno coinvolto lo studio, alimentando le incertezze sul suo futuro.
Zeigler ha spiegato che, quando è entrato nel progetto, aveva diverse idee su ciò che il gioco avrebbe dovuto diventare, ma mancava un accordo condiviso tra le persone coinvolte. "Ho trovato un progetto in cui esistevano alcune idee abbastanza definite sulla direzione da seguire, ma c'erano molte divergenze all'interno del team", ha dichiarato.
Il suo compito consisteva anche nel cercare di ricomporre queste differenze, aiutando gli sviluppatori a individuare un obiettivo comune. "Una parte del mio lavoro di consulenza consisteva proprio nel cercare di riunire tutte queste idee e chiedere: "Qual è la direzione coerente che volete seguire? E come possiamo arrivarci?"", ha raccontato. Una volta raggiunto un accordo, aggiunge, doveva guidare il gruppo verso quella meta.
L'esperienza maturata in precedenza presso Riot Games, dove aveva lavorato per anni su League of Legends, rappresentava un bagaglio utile per affrontare le esigenze di un gioco concepito per evolversi nel tempo. Zeigler era inizialmente entrato in Bungie con un ruolo consultivo, prima di assumere una posizione di maggiore responsabilità in Marathon. La sua collaborazione con lo studio è durata quasi quattro anni ed è terminata dopo la pubblicazione del gioco.
Cultura aziendale
Nel corso dell'intervista, l'ex director ha anche descritto alcuni aspetti della cultura aziendale di Bungie, sottolineando la convivenza tra la pressione derivante dalla propria storia e la disponibilità a mettere in discussione le proprie convinzioni.
"C'è una cosa che apprezzo molto di Bungie e che, secondo me, è ancora vera: l'azienda vive in due mondi", ha spiegato. "Da una parte c'è un'eredità importante da rispettare, che comporta molta pressione. Dall'altra, è un'azienda in cui l'ego conta poco".
Secondo Zeigler, lo studio cerca spesso nuove idee coinvolgendo persone esterne, nella convinzione che possano individuare problemi o opportunità che chi lavora da tempo sugli stessi progetti fatica a vedere. Un approccio che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe favorire il miglioramento dei giochi e dei processi di sviluppo.