Il 61% degli sviluppatori di videogiochi europei teme che l'intelligenza artificiale generativa possa aumentare le pressioni per farli lavorare più velocemente a produrre una quantità maggiore di contenuti. Il timore di perdere il posto di lavoro, invece, è meno diffuso: soltanto il 35% degli intervistati ritiene possibile che l'IA possa portare a una riduzione della domanda per il proprio ruolo o alla sua scomparsa.
Il lavoro cambia
Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto "Talent Signals Reshaping the Games Industry", realizzato da Tanja Loktionova, fondatrice di Values Value e cofondatrice di InGame Job. L'analisi si basa sui dati della decima edizione del Big Games Industry Employment Survey. Una versione preliminare e sintetica dello studio è già disponibile, mentre il rapporto completo è atteso per novembre 2026.
L'impatto dell'IA sul lavoro quotidiano appare comunque già significativo. Il 78% degli intervistati afferma infatti che l'intelligenza artificiale ha modificato il proprio modo di lavorare: per il 33% il cambiamento è stato significativo, mentre per il 45% si è trattato di una trasformazione più contenuta. Soltanto il 22% non ha riscontrato cambiamenti.
Tra le principali preoccupazioni emerge anche la qualità del lavoro. Poco più della metà degli sviluppatori teme che l'impiego dell'AI generativa possa portare a un peggioramento della qualità dei risultati, mentre il 46% ritiene che questi strumenti rendano più difficile valutare le competenze effettive dei professionisti.
Le perplessità di natura etica sembrano invece meno diffuse: il 29% degli intervistati dichiara di avere preoccupazioni sotto questo aspetto, mentre il 12% afferma di non avere alcuna preoccupazione legata all'IA.
Il cambiamento interessa anche le decisioni relative alle assunzioni. Il rapporto rileva infatti che il 35% dei fondatori di aziende ha deciso di non assumere una persona perché riteneva che il lavoro potesse essere svolto dagli strumenti di intelligenza artificiale.
A questo quadro si aggiunge una situazione economica ancora complessa per molte realtà del settore. Il 48% dei fondatori afferma che la propria azienda sta attualmente operando in perdita, mentre il 60% dichiara di mantenere intenzionalmente i propri team di dimensioni ridotte.
I dati sembrano quindi indicare che l'impatto dell'AI sull'occupazione videoludica potrebbe manifestarsi soprattutto attraverso una trasformazione delle mansioni e delle dimensioni dei team, più che attraverso una sostituzione immediata e generalizzata dei lavoratori. Nello specifico, il 36% degli intervistati ritiene che l'intelligenza artificiale porterà a un cambiamento dei ruoli senza necessariamente ridurre le dimensioni dei team, mentre il 33% prevede invece un ridimensionamento. Un ulteriore 14% ritiene che l'utilizzo dell'IA possa tradursi in una maggiore produttività individuale, mentre il 17% non prevede riduzioni della forza lavoro.
Il risultato è coerente con un'altra recente indagine condotta da Gamescom Dev, secondo la quale l'83% degli intervistati si aspettava che l'IA generativa avrebbe avuto un impatto sulla struttura dei team o sulla loro produttività.