Gli sviluppatori di Mega Cat Studios hanno spiegato che la grafica di God of War Sons of Sparta traduce in 2D l'originale, effettuando la trasformazione delle animazioni dei modelli 3D in un contesto bidimensionale e rifinendo il tutto con la pixel art.
Si tratta di un approccio che lo studio ha applicato anche al ricco bestiario della saga, e infatti i giocatori ritroveranno in Sons of Sparta creature come spettri, minotauri e gorgoni, con l'aggiunta di minacce inedite che tuttavia mantengono quella stessa identità mitologica.
Non mancano ovviamente spettacolari battaglie con i boss, anche qui spesso enormi e caratterizzati da un pattern di mosse e movimenti che dovremo memorizzare nel tentativo di evitare i loro attacchi e rispondere quando si apre una finestra di opportunità.
Dopodiché c'è il combattimento, con il giovane Kratos che riprende il repertorio della maturità fra colpi veloci e pesanti inferti con lancia e scudo spartani: un equipaggiamento che nel corso dell'avventura è possibile potenziare in vari modi.
Focus sull'esplorazione
Lanciato nel corso dell'ultimo State of Play, God of War: Sons of Sparta si focalizza anche sull'esplorazione, nell'ambito di un'ampia mappa divisa in zone che potremo scoprire solo visitandole di persona e tornandoci dopo aver acquisito nuove abilità.
A completare il pacchetto troviamo un comparto narrativo inatteso, che si presenta nella forma di un racconto dello stesso Kratos, che ripercorre i tempi della sua giovinezza in compagnia del fratello Deimos.