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I dipendenti TSMC minacciano uno sciopero sul modello Samsung dopo le indiscrezioni sui tagli ai bonus

I dipendenti TSMC minacciano proteste e possibili scioperi dopo le indiscrezioni su tagli ai bonus, nonostante gli enormi profitti generati dal boom dei chip IA.

NOTIZIA di Francesco Messina   —   28/05/2026
TSMC

TSMC, il più grande produttore mondiale di semiconduttori conto terzi, starebbe affrontando un crescente malcontento interno legato ai bonus aziendali, con alcuni dipendenti che discutono apertamente della possibilità di creare un sindacato e persino di organizzare uno sciopero sul modello di quanto accaduto recentemente in Samsung.

Secondo le indiscrezioni riportate, la tensione sarebbe nata dopo alcune voci secondo cui TSMC starebbe valutando una riduzione fino al 15% di alcuni bonus destinati ai dipendenti. Molti lavoratori ritengono che l'azienda stia chiedendo al personale di contribuire indirettamente ai costi dell'enorme piano di espansione globale.

Le tensioni in casa TSMC

La situazione sarebbe peggiorata dopo alcune dichiarazioni attribuite al CEO C.C. Wei, secondo cui i bonus attuali sarebbero troppo elevati e potrebbero generare una percezione pubblica negativa. Le stesse indiscrezioni parlano di possibili riduzioni comprese tra il 20% e il 30%.

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TSMC ha successivamente cercato di calmare le polemiche, affermando che i bonus legati alla partecipazione agli utili non sono stati ridotti quest'anno. Le tensioni arrivano nonostante i risultati economici record ottenuti dalla società.

Nel primo trimestre del 2026 TSMC ha registrato ricavi pari a 1,13 trilioni di dollari taiwanesi, equivalenti a circa 35,9 miliardi di dollari statunitensi, e un utile netto di 572,48 miliardi di dollari taiwanesi, circa 18,2 miliardi di dollari. Entrambi rappresentano record storici per l'azienda.

TSMC e l'ipotesi di un sindacato interno

I dipendenti contestano il fatto che, mentre l'azienda beneficia del boom dell'IA, la loro quota dei profitti potrebbe diminuire. TSMC sta infatti investendo pesantemente nell'espansione internazionale, con la costruzione di 12 nuovi impianti tra Taiwan, Stati Uniti, Giappone e Germania per mantenere la leadership produttiva nei processi a 2nm e 1,4nm.

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A differenza di Samsung, TSMC non possiede attualmente un sindacato interno, rendendo più complessa l'organizzazione di eventuali proteste. Tuttavia, il caso Samsung sembra aver fornito ai lavoratori un modello di riferimento. Staremo a vedere come si evolverà questa delicatissima situazione.

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