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Intel sposta parte della produzione di CPU dai PC ai server per soddisfare la domanda legata all'IA

La crescente richiesta di infrastrutture per l'intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione la capacità produttiva di Intel.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   31/10/2026
Il CEO di Intel

Intel sta riorganizzando la sua produzione per rispondere alla crescente domanda di processori destinati ai data center e alle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. La società ritiene che gli investimenti nel settore IA possano compensare il progressivo ridimensionamento del mercato dei PC consumer, previsto anche nei prossimi trimestri e dovuto per la gran parte proprio all'aumento dei prezzi causato dalla voracità dei data center, che stanno cannibalizzando l'offerta. Per questo motivo, Intel ha iniziato a spostare parte delle risorse produttive dai processori client alle CPU server, con particolare attenzione alla famiglia Xeon.

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Durante la presentazione dei risultati finanziari del terzo trimestre del 2026, raccontati da Tom's Hardware, il CEO Lip-Bu Tan ha descritto la situazione come una delle più importanti crisi di approvvigionamento mai affrontate dall'industria dei semiconduttori. "Il settore continua ad affrontare una delle più significative carenze di offerta della storia, determinata dalla domanda senza precedenti di Super Intelligenza (il nome propagandistico dell'IA voluto da Trump Ndr)", ha dichiarato, sottolineando i progressi compiuti dall'azienda nell'aumentare la disponibilità di processori server, ma anche le difficoltà che rimangono da affrontare.

Un data center in costruzione
Un data center in costruzione

I numeri confermano il peso crescente di questo comparto. La divisione Data Center and AI di Intel ha generato 7,3 miliardi di dollari di ricavi nel terzo trimestre, con un incremento del 17% rispetto al trimestre precedente e di quasi l'80% su base annua. Secondo le previsioni dell'azienda, la richiesta di CPU per data center dovrebbe rimanere sostenuta anche nel biennio 2027-2028, soprattutto per effetto della diffusione di sistemi IA basati su inferenza e agenti autonomi, che richiedono una maggiore capacità di elaborazione tradizionale oltre agli acceleratori specializzati.

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Una delle priorità è aumentare la produzione degli Xeon 6 Granite Rapids, realizzati con il processo produttivo Intel 3. Per raggiungere questo obiettivo, Intel sta ampliando il proprio stabilimento Fab 24 in Irlanda, anche se la nuova capacità produttiva dovrebbe diventare disponibile soltanto entro la fine del 2027. Parallelamente, l'azienda intende riconvertire parte delle risorse produttive in Oregon, inizialmente destinate ai processori consumer Panther Lake basati su Intel 18A, per realizzare un maggior numero di chip Intel 3 destinati ai server. Questa capacità aggiuntiva dovrebbe entrare in funzione nella seconda metà del 2027.

Un mercato instabile

Il CFO Dave Zinsner ha spiegato che la decisione è legata alla possibilità di sfruttare la capacità liberata dal mercato PC per aumentare la produzione di componenti destinati ai data center. Intel sta inoltre accelerando l'installazione delle apparecchiature nel complesso produttivo Fab 62 in Arizona, che diventerà il secondo grande impianto dell'azienda dedicato alla tecnologia Intel 18A. Questa struttura dovrà supportare anche le future generazioni di processori, tra cui prodotti server e la famiglia Core Ultra 400 Nova Lake.

Le difficoltà, tuttavia, non riguardano soltanto la produzione dei wafer. Intel segnala problemi anche nella disponibilità dei substrati organici avanzati necessari per assemblare i processori multi-chiplet e realizzare soluzioni basate sulle tecnologie EMIB e Foveros. L'azienda sta collaborando con i propri fornitori per aumentare la capacità produttiva di questi componenti, con l'obiettivo di ottenere un incremento del 40% nella seconda metà del 2027.

Per affrontare la situazione, Intel sta investendo anche nell'ampliamento delle strutture dedicate al packaging avanzato in New Mexico e Malesia. Si tratta di un passaggio importante per sostenere la produzione di processori sempre più complessi, che combinano diversi chip e utilizzano tecnologie di interconnessione e impilamento tridimensionale.

Il piano richiederà investimenti enormi. Intel prevede spese in conto capitale per circa 20 miliardi di dollari nel 2026, con un aumento significativo nel 2027. Gli ordini di acquisto di apparecchiature per la produzione di semiconduttori sono già cresciuti di quasi il 40% rispetto al trimestre precedente. La società sta inoltre valutando come accelerare la costruzione del proprio complesso produttivo in Ohio.

Nonostante gli interventi, i benefici non saranno immediati. L'installazione e la qualificazione dei macchinari, i lunghi cicli di produzione dei wafer e l'aumento della disponibilità dei substrati richiederanno tempo. Intel prevede quindi che le carenze di processori rimarranno particolarmente gravi almeno durante tutta la prima metà del 2027.

Chiaramente la situazione potrebbe avere conseguenze anche sul mercato consumer, già alle prese con un aumento dei costi dei componenti e con una domanda in contrazione. La priorità assegnata ai processori server rischia infatti di limitare ulteriormente la disponibilità di risorse per le CPU destinate ai PC. Intel punta a recuperare terreno nella seconda metà del 2027, quando l'espansione degli stabilimenti, il miglioramento delle rese produttive e una maggiore disponibilità di componenti per il packaging dovrebbero permetterle di sfruttare meglio la domanda proveniente dal settore dell'intelligenza artificiale.

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