Nel caso di The Witcher 3: Wild Hunt, una delle "leggende interne" più note dalla community riguarda il famigerato farming delle mucche nella zona iniziale del gioco. A distanza di anni dal lancio, un membro del team di sviluppo ha chiarito come CD Projekt Red ha gestito la cosa e perché sia nato uno degli incontri casuali più ricordati dai giocatori: l'arrivo del Chort.
Un problema divertente
Secondo quanto spiegato dal quest designer Paweł Sasko, il problema nasceva da una meccanica: i giocatori potevano uccidere ripetutamente le mucche per ottenere pelli, sfruttando il respawn troppo generoso degli animali. Il team aveva valutato diverse soluzioni, come rimuovere il respawn o ridurre il valore degli oggetti ottenuti, ma alla fine ha scelto un approccio diverso.
Sasko riassume la filosofia del team: "Avremmo potuto sistemare l'exploit del farming delle pelli di mucca in pochi minuti, semplicemente eliminando il respawn o abbassando il prezzo delle pelli. Ma non è così che lavoriamo. Il compito di un designer è creare divertimento, non eliminarlo. Così abbiamo aggiunto un Chort invece."
L'idea, quindi, non era punire il giocatore, ma far crescere il rischio di usare quell'exploit. In pratica, continuare a sterminare bovini finisce per attirare una creatura molto pericolosa per quella fase di gioco, che rende sconsigliato il prolungarsi dell'attività. Come osserva lo stesso Sasko, anche la ricompensa è stata bilanciata: le pelli di Chort valgono più di quelle delle mucche, proprio per riflettere l'aumento di rischio.
Nel tempo, questo episodio è diventato una piccola leggenda interna alla serie: il cosiddetto "Bovine Defense Force" è stato anche trasformato in contenuto aggiuntivo, tra cui una carta di Gwent e un riferimento narrativo nell'espansione The Witcher 3: Hearts of Stone, dove viene introdotto un personaggio che indaga sulle attività di commercio di pellame.
Sasko ha infine legato questa scelta a una visione più ampia del game design: invece di rimuovere sistematicamente alcuni buchi, il team preferisce reagire amplificando la situazione o trasformandola in un'interazione inattesa, così da sorprendere il giocatore.
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