PS5 vende bene, le Xbox Series vendono bene, Nintendo Switch vende bene, non è un bene per tutti?

Non è chiaro perché alcuni desiderino che le console che non possiedono falliscano, cosa gliene verrebbe in termini di esperienza videoludica?

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   14/01/2022
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Come spesso avviene con il cambio di anno, anche in questi primi giorni del 2022 sono iniziati a emergere i primi dati sulle vendite delle console durante il periodo natalizio. Senza farla troppo lunga, possiamo riassumerli con un serafico: stanno tutti bene, pupi compresi. Nintendo Switch sembra aver fatto segnare degli ottimi risultati, nonostante sia già da diversi anni sul mercato, PS5 va benissimo ed è desiderata al punto che Sony non riesce a stare dietro alla domanda, a causa soprattutto della crisi dei semiconduttori, e ha addirittura potenziato la produzione di PS4 per tamponare la situazione. Le Xbox Series godono entrambe di ottima salute, nonostante le difficoltà di scorte di Xbox Series X, e Phil Spencer ha dichiarato che stanno vendendo meglio delle Xbox precedenti, affermazione che ha portato gli analisti a parlare di 13 milioni di console vendute.

Insomma, si tratta di uno scenario ideale per l'industria dei videogiochi tradizionale, che le fa tirare un po' il fiato di fronte all'avanzata del settore mobile e degli altri settori emergenti, dimostrando una vitalità non scontata. Questa semplice considerazione dovrebbe bastare per far gioire tutti quanti, anche quelli che non possiedono determinato hardware. Invece...

Invece ogni volta che viene riportato un dato di vendita positivo per un certo marchio, partono subito le bordate che cercano di sminuirlo, andando a cavillare su ogni virgola pur di dimostrare che la situazione è meno rosea di quanto sembri. C'è addirittura chi arriva a mettere in discussione i dati forniti da compagnie attive da decenni sul mercato, come GfK o NPD, pur di non ammettere che il "nemico", ovviamente solo percepito, possa essere andato bene.

Al che viene da chiedere a queste persone cosa gli verrebbe in tasca nel caso le console "rivali" fallissero. Mettiamo che domani PlayStation chiudesse i battenti e si mettesse a produrre calzini colorati, o Microsoft abbandonasse il mercato dei videogiochi trasformando il marchio Xbox in una clipart di Office, o Nintendo tornasse a gestire case d'appuntamento e a produrre carte, questa gente che vantaggi ne trarrebbe dal punto di vista economico e umano?

Se fossero dei broker che scommettono sul fallimento di un'azienda sarebbe pure comprensibile il loro astio, ma parlando d'intrattenimento, sapere che la console che non si è scelta (per qualsiasi motivo, tutti leciti per quanto ci riguarda) abbia fatto una brutta fine, cosa comporterebbe per la loro vita? Migliorerebbe in qualche modo?