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PS5 vs Xbox Series X: è un 2013 all'incontrario?

Corsi e ricorsi storici nel mondo dei videogiochi, ma qualche volta con rapporti opposti.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   20/03/2020

Finalmente abbiamo assistito a delle "presentazioni" ufficiali, se così si possono definire, di PS5 e Xbox Series X e possiamo se non altro iniziare a parlare con un minimo di cognizione di causa della next gen che, se tutto va bene, dovrebbe arrivare entro la fine del 2020. Sebbene la console war sull'hardware sia sempre dannatamente stuzzicante, specialmente ora che abbiamo in mano gli spec sheet completi, ci teniamo a precisare che la discussione in questo caso riguarda specificamente la comunicazione e la percezione delle console presso pubblico e addetti ai lavori: nonostante i numeri parlino chiaro, la loro traduzione in performance effettive non è così diretta come si potrebbe pensare, dunque è difficile ora mettersi a fare confronti diretti tra le due macchine in attesa di vederle in funzione. È abbastanza evidente, tuttavia, che un messaggio sia giunto più chiaro dell'altro e che Xbox Series X sia emersa come console maggiormente definita rispetto a PS5, anche per via di strategie comunicative differenti, oltre al fatto che Microsoft ha sostanzialmente già mostrato la console, facendola anche provare ad alcuni giornalisti con tanto di dimostrazioni di giochi (o meglio di demo costruite ad hoc), mentre Sony ancora no.

La situazione ricorda un po' quella delle presentazioni iniziali del 2013 di Xbox One e PS4, ma a parti invertite, anche se con effetti molto più attenuati. C'è da dire che, in entrambi i casi, si è trattato di presentazioni alquanto noiose anche perché nessuna delle due ha coinvolto veramente nuove produzioni videoludiche in grado di dimostrare in maniera appropriata in cosa le diverse caratteristiche delle console si debbano tradurre, tuttavia Microsoft sembra essere arrivata più preparata a questa settimana che si è rivelata fatidica, dopo una prima presentazione risalente già allo scorso dicembre e una completezza di informazioni sicuramente maggiore. Tutte e due le console sono state presentate esclusivamente dal punto di vista tecnico, ma la presentazione di Mark Cerny è sembrata fin troppo teorica, supportata peraltro da grafici che sembravano quasi artificiosamente complicati. È vero che si trattava di un evento dedicato agli sviluppatori, inizialmente previsto per la GDC 2020 prima che questa venisse spostata e in effetti precisamente in linea con l'omologo "Road to PS4" che andò in scena sette anni fa, ma l'errore allora è stato caricare di aspettative il pubblico facendolo passare come una vera e propria presentazione di PS5. Quale è effettivamente stata, visto che si è trattato del primo caso in assoluto in cui le caratteristiche della console sono state rese note, dopo gli incontri a porte chiuse di Cerny con Wired e la pubblicazione del logo.

Ps5 Xbox


Sony sa bene quale sia il richiamo di PlayStation e non si poteva aspettare nulla di diverso che centinaia di migliaia di persone connesse a vedere Cerny su un palco finto a parlare a delle sagome di cartone, discutendo di diavolerie tecnologiche incomprensibili ai più, per oltre 50 minuti. Non siamo ai livelli di Mattrick e il suo famigerato "TVTVTV", ma considerando che fino al giorno prima furoreggiavano voci di possibili giochi da mostrare e una soverchiante potenza di oltre 13 TeraFLOPS - dettate dalla convinzione che la tempistica scelta da Sony per la presentazione di PS5 appena dopo le rivelazioni di Microsoft fosse pensata proprio per schiacciare l'avversario - è chiaro che ci sia stata una certa delusione nel pubblico. Insomma, la gestione della comunicazione, dopo mesi e mesi di silenzio assoluto, non è stata proprio ottimale da parte della compagnia nipponica, almeno se si guarda invece a come era stato gestito l'avvicinamento al lancio di PS4 all'epoca, anche se quest'ultimo fu decisamente facilitato invece dagli errori di Microsoft.

Il problema è che in questo caso l'avversario si è dimostrato alquanto combattivo e, laddove nel 2013 bastò la presentazione del banco di memoria GDDR5 da parte di Cerny per far venire giù lo stadio (figurativamente parlando), a questo giro sarebbe servito forse qualcosa di più dell'SSD più veloce del mondo. Anche il fatto che Microsoft abbia rimarcato come l'intera libreria di Xbox One sia compatibile con Xbox Series X (con tanto di applicazione dell'HDR in automatico), così come i giochi Xbox 360 e della prima Xbox già disponibili in retrocompatibilità, è sembrata una bacchettata diretta in seguito alle incertezze di Sony sulla retrocompatibilità di PS5 con PS4, in maniera simile (con le dovute proporzioni) a quanto era la compagnia nipponica a sbeffeggiare la concorrenza per quanto riguarda l'uso di dischi e giochi usati quanto Xbox One seguiva la tragica filosofia dell'always online e dei DRM, poi cancellata con la clamorosa inversione a U che contribuì a incasinare ulteriormente la console.

Ps5 Xbox Series X Specs


Dunque, è un 2013 alla rovescia? No, non proprio, se non altro gli errori comunicativi di Sony non sono molto paragonabili ai disastri fatti all'epoca da Harrison e soci, che coinvolgevano anche elementi concettuali della console stessa che non potevano essere ben accolti all'epoca e hanno portato a uno stravolgimento notevole del progetto Xbox One. PS5 non andrà incontro a problemi del genere, solo che dalla sua posizione di rilevanza ci si aspettava sicuramente qualcosa di più. A questo si aggiunge il fatto che, secondo una narrativa che effettivamente è quella che abbiamo seguito negli ultimi anni, è difficile non notare come il messaggio emerso al termine di questa rutilante settimana sia che Xbox Series X sia più potente di PS5.

La considerazione può essere parziale, finanche infondata finché non si vedono gli effetti di quei numerini sullo schermo, ma è quello che siamo abituati a pensare secondo gli standard che fino a ieri venivano considerati per valutare il potenziale di un hardware, prima che diventassimo tutti cultori di velocità di accesso al disco e I/O. C'è però da dire che tutto questo difficilmente può scalfire più di tanto la popolarità del marchio PlayStation - come dimostra appunto il favore generale con cui è stato accolto lo spostamento dell'attenzione sulle potenzialità dell'SSD - dunque gli errori di comunicazione di Sony, o l'eventuale gap di prestazioni, potrebbero avere effetti veramente limitati su PS5. La fidelizzazione dell'utenza PlayStation è generalmente molto più forte e anche questo allontana la situazione attuale dalla débâcle di Microsoft del 2013, anche se un colpo è stato sicuramente accusato. D'altra parte, come sempre, a parlare saranno soprattutto i giochi (e i prezzi).