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Resident Evil Requiem su Nintendo Switch 2 promosso da Digital Foundry: il DLSS fa la differenza

Resident Evil Requiem su Switch 2 sorprende: grazie al DLSS offre un'immagine superiore a Series S, pur con risoluzione bassissima. Ottimo port, ma il frame‑rate instabile resta il suo limite principale.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   26/02/2026
Uno zombie di Resident Evil Requiem
Resident Evil Requiem
Resident Evil Requiem
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Dopo le versioni PS5 e Xbox, Digital Foundry ora ha messo sotto la lente d'ingrandimento anche la versione Nintendo Switch 2 di Resident Evil Requiem. Riassumendo in poche parole, il verdetto è più che positivo: per i tech enthusiast si tratta di una conversione sorprendente solida, nonostante sia la console con l'hardware più debole e alcune scelte di Capcom non del tutto convincenti.

Gran parte del risultato è merito del DLSS, la tecnologia di upscaling AI di Nvidia, che permette a Switch 2 di offrire una qualità d'immagine paragonabile, se non superiore, a quella di Xbox Series S, pur partendo da una risoluzione molto più bassa: 540p in docked e 360p in portatile come base per raggiungere i 1080p.

L'impatto del DLSS, compromessi e framerate ballerino

Per Digital Foundry il divario con le console di Sony e Microsoft è meno ampio del previsto e nonostante l'upscaling aggressivo sono stati notati pochi artefatti evidenti. In tutto ciò, Capcom è stata brava a limitare le differenze tra la modalità di gioco portatile e quella docked, che condividono praticamente quasi tutte le impostazioni grafiche.

I compromessi ci sono, ma incidono relativamente poco sul gameplay. Le geometrie risultano semplificate, le texture meno definite e il sistema di capelli avanzato viene sostituito da una soluzione più leggera e visivamente arretrata, con un downgrade evidente nelle cutscene. Tuttavia, l'impatto complessivo resta contenuto.

Il vero tallone d'Achille sono le performance instabili. Il frame-rate è completamente sbloccato e le oscillazioni sono marcate: tra 30 e 60fps in dock, con cali più pesanti in portatile. L'assenza di modalità grafiche alternative, di un cap a 30 o 40fps e di un VRR pienamente funzionante penalizza la consistenza dell'esperienza, soprattutto nei momenti più pesanti.

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Al netto di questo grande difetto, Digital Foundry considera il port un successo: dimostra la scalabilità del RE Engine, la cura con cui Capcom sta affrontando le versioni per Switch 2 e il ruolo cruciale del DLSS nel superare limiti hardware altrimenti insormontabili.