Sony ha pagato per impedire a Cult of the Lamb di essere su Game Pass? Ecco la risposta di Devolver

Secondo quanto indicato da Kinda Funny, Cult of the Lamb non è su Game Pass perché Sony avrebbe pagato per far sì che non avvenga.

NOTIZIA di Stefano Paglia e Nicola Armondi   —   18/08/2022
433

Secondo una nuova voce di corridoio, Cult of the Lamb non è su Game Pass poiché Sony stessa ha pagato per far sì che non avvenisse.

Aggiornamento delle 21:26: un portavoce di Devolver Digital, il publisher di Cult of the Lamb, ha contattato la redazione di The Gamer, affermando che le indiscrezioni lanciate da Kinda Funny "sono assolutamente false".

Segue la notizia originale

L'informazione è stata condivisa da Gary di Kinda Funny, in un recente podcast che potete vedere poco sotto (minutaggio 32:23). Nel video si afferma: "Qualcuno mi ha detto che parte dei motivi per i quali [Cult of the Lamb] non è su Game Pass è che Sony li ha pagati per non metterlo su Game Pass."

Si aggiunge: "Per incentivarti a non fare alcun tipo di sottoscrizione con la piattaforma rivale. Perché sanno che se è su Game Pass... [i giocatori non lo compreranno su PlayStation]".

Non viene indicato chi sia la fonte, ma per certo non si tratta solo di una speculazione del conduttore di Kinda Funny. Non viene nemmeno precisato se questo presunto accordo tra Sony e gli autori di Cult of the Lamb prevenga l'inserimento del gioco su Game Pass per sempre, per pochi mesi o per un anno e più.

Per il momento questo è tutto quello che sappiamo in merito. Ripetiamo che per ora è solo una voce di corridoio e non ci sono conferme. Potrebbe inoltre sembrare strano che Sony si accordi per un gioco come Cult of the Lamb: pur vero che è un videogioco di qualità (come indicato nella nostra recensione), non pare essere il tipo di titolo che debba essere bloccato dall'aggiunta su Game Pass. Avrebbe senso però se Sony stesse creando accordi di questo tipo con tanti giochi minori, per assicurarsi che molti prodotti indie e di medio budget non arrivino sul servizio di Microsoft.

Non è inoltre una novità che Sony utilizzi questo tipo di strategie: la stessa Microsoft ha accusato Sony di pagare per impedire ai giochi di arrivare su Xbox Game Pass.