Spotify apre il 2026 con risultati finanziari solidi, segnando uno dei migliori trimestri della sua storia. La piattaforma di streaming registra una crescita significativa sia nei ricavi sia nella base utenti, confermando una traiettoria positiva nel breve periodo.
Nonostante i numeri superiori alle attese, emergono segnali più cauti per i mesi successivi, con previsioni che non raggiungono le aspettative degli analisti e incidono sull'andamento del titolo
Superati i 760 milioni di utenti
Nel primo trimestre del 2026, Spotify ha superato i 760 milioni di utenti attivi mensili, includendo sia utenti gratuiti sia abbonati. Si tratta di un incremento di circa dieci milioni rispetto al trimestre precedente, sostenuto soprattutto dalla crescita nei mercati extra europei e nordamericani.
I ricavi complessivi si attestano a 4 miliardi e 500 milioni di euro, in aumento dell'8% su base annua, che sale al 14% a cambi costanti. L'utile operativo raggiunge i 715 milioni di euro, segnando un incremento del 40% rispetto ai 509 milioni dello stesso periodo del 2025. Migliora anche il margine operativo lordo, che arriva al 33%, con un progresso di 140 punti base.
Sul fronte degli abbonamenti, gli utenti premium toccano quota 293 milioni, con una crescita di tre milioni nel trimestre e del 9% su base annua. Il flusso di cassa si attesta a 824 milioni di euro, in aumento del 54% rispetto all'anno precedente, confermando una gestione più efficiente delle risorse.
Le indicazioni per il secondo trimestre mostrano però un rallentamento rispetto alle attese. Spotify prevede un utile operativo di 630 milioni di euro, inferiore ai 684 milioni stimati dagli analisti. I ricavi sono attesi a 4 miliardi e 800 milioni di euro, mentre gli abbonati premium dovrebbero raggiungere i 299 milioni, al di sotto dei 302 milioni previsti.
Dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo ha registrato una flessione superiore al 15%. Il management sottolinea comunque segnali positivi legati al coinvolgimento degli utenti, anche grazie all'introduzione di un'esperienza gratuita più personalizzata in mercati chiave come gli Stati Uniti.
Secondo i vertici aziendali, la base utenti ampia e le relazioni con i creator, insieme agli investimenti nella personalizzazione e nelle infrastrutture, rappresentano elementi centrali per sostenere la crescita futura. Anche gli aumenti di prezzo degli abbonamenti non avrebbero generato reazioni inattese tra gli utenti.