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The Last of Us, la serie TV rivela che è semplice realizzare un'ottima trasposizione

Il grande successo della serie televisiva di The Last of Us rivela che in realtà è semplice realizzare un'ottima trasposizione partendo da un videogioco: ecco come.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   24/01/2023
The Last of Us, la serie TV rivela che è semplice realizzare un'ottima trasposizione

La serie TV di The Last of Us rivela che in realtà è semplice realizzare un'ottima trasposizione di un videogioco: basta restare fedeli al materiale originale, rispettare quel qualcosa che ha determinato il successo dell'opera di partenza e portarlo nella maniera migliore possibile in una dimensione differente.

In tal senso, coinvolgere gli autori rappresenta un gradito extra, specie se per qualche ragione è necessario cambiare un po' il percorso ma anche qui si desidera rimanere all'interno dei binari creativi che hanno dato origine a quel racconto, introducendo dunque novità che siano perfettamente in linea con la filosofia alla base del progetto. Tuttavia, diciamocelo, non è davvero fondamentale.

Craig Mazin è sicuramente un fan di The Last of Us e lo dimostra la passione con cui ha dato vita a una serie televisiva già definita fra le più interessanti dell'anno, sebbene siamo ancora a gennaio e al secondo episodio. In realtà per formulare un giudizio simile è bastato guardare l'esordio dello show, quelle sequenze che i videogiocatori già conoscevano eppure li hanno fatti commuovere di nuovo, ma non solo.

Tutto quadra alla perfezione: dal Joel di Pedro Pascal alla Ellie di Bella Ramsey, il casting più discusso nei mesi che hanno preceduto la messa in onda della serie per via delle marcate differenze estetiche fra la giovane attrice e il personaggio del gioco; e anche il resto degli interpreti sta dando prova delle proprie capacità, mettendosi al servizio della storia.

In questo mix di scelte (finora) sostanzialmente azzeccate, in quanto appunto effettuate tenendo in grandissima considerazione il materiale originale, risultano ancora più plateali e inspiegabili le soluzioni adottate dagli adattamenti che invece sembrano prendere solo il nome di un brand per poi partire per la tangente, rivoluzionare tutto e dimenticarsi appunto cosa ha determinato il successo di quella proprietà intellettuale.

È il caso ovviamente della serie televisiva di Resident Evil prodotta da Netflix, non a caso cancellata dopo la prima stagione, ma anche della serie televisiva di Halo, con il suo Master Chief che si toglie il casco annullando in un sol colpo tutto il fascino del personaggio. Sul fronte dei film, ottimi esempi sbagliati sono il buon vecchio Super Mario Bros., Doom, Max Payne e Monster Hunter.

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Parliamone è una rubrica d'opinione quotidiana che propone uno spunto di discussione attorno alla notizia del giorno, un piccolo editoriale scritto da un membro della redazione ma che non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.