L'app UE per la verifica dell'età è pronta. Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in un momento in cui l'Unione europea sta alzando l'attenzione verso la tutela dei minori online. Il tema è diventato centrale nel dibattito pubblico europeo, anche alla luce di misure adottate in altri Paesi come l'Australia, che ha introdotto restrizioni sull'uso dei social da parte dei minori.
Diverse nazioni europee stanno già valutando interventi simili, con l'obiettivo di rafforzare la protezione dei bambini e degli adolescenti.
L'app UE per la verifica dell'età
La nuova applicazione sarà compatibile sia con dispositivi mobili sia con computer e consentirà agli utenti di dimostrare la propria età caricando documenti come passaporto o carta d'identità. Il sistema, secondo quanto comunicato, dovrebbe garantire una verifica anonima, limitando la condivisione diretta dei dati personali con le piattaforme.
"Stiamo procedendo con la massima velocità e determinazione nell'applicazione delle nostre regole europee. Chiederemo conto a quelle piattaforme online che non proteggono a sufficienza i nostri bambini", ha dichiarato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen durante una conferenza stampa a Bruxelles.
L'app, che sarà compatibile sia con i dispositivi mobili che con i computer, richiederà agli utenti di caricare il proprio passaporto o la carta d'identità per confermare la propria età in modo anonimo, ha spiegato. "Questa app offre a genitori, insegnanti e tutori uno strumento potente per proteggere i minori, perché avremo tolleranza zero verso le aziende che non rispettano i diritti dei nostri figli", ha aggiunto von der Leyen.
L'obiettivo è fornire uno strumento concreto a genitori, insegnanti e tutori, rafforzando i controlli sull'accesso a contenuti potenzialmente non adatti. La Commissione ha sottolineato l'intenzione di applicare con maggiore rigore le normative europee già esistenti, chiedendo alle piattaforme maggiore responsabilità nella tutela dei minori.
Parallelamente, si rafforza la spinta verso l'introduzione di limiti minimi di età per l'utilizzo dei social network. Almeno una dozzina di Paesi europei, tra cui Regno Unito e Norvegia, hanno già adottato o stanno valutando soglie comprese tra i 13 e i 16 anni. A livello comunitario, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che propone un limite uniforme di 16 anni per tutti gli Stati membri.
Per garantire un'applicazione coerente delle regole, la Commissione sta lavorando a un meccanismo di coordinamento europeo. Questo per evitare frammentazioni tra i diversi sistemi nazionali e costruire un modello condiviso di verifica digitale, sviluppato a partire dai progetti avviati nel corso dell'ultimo anno.
Restano tuttavia alcune criticità tecniche. Il controllo dell'accesso ai contenuti online si scontra con strumenti come le VPN, già utilizzate per aggirare restrizioni in altri contesti. Anche le autorità europee riconoscono che il sistema non è infallibile, ma lo considerano una barriera utile per ridurre l'esposizione involontaria dei minori a contenuti non appropriati.
Una decisione definitiva su eventuali norme vincolanti a livello europeo è attesa nei prossimi mesi, dopo le raccomandazioni di un gruppo di esperti sulla sicurezza online dei minori.