La recensione di Dissidia Final Fantasy Opera Omnia  20

Lo spin-off di Square Enix arriva anche su sistemi mobile

RECENSIONE di Christian Colli   —   06/02/2018

Ovviamente non è un caso se Dissidia Final Fantasy Opera Omnia arriva in occidente proprio adesso, a distanza di un anno dall'uscita nipponica: in questi giorni esce infatti anche la più recente incarnazione di questa serie di spin-off, nata inizialmente in sala giochi e finalmente portata anche su PlayStation 4 dopo la lunga gestazione di Team Ninja. A differenza della controparte per console però, Opera Omnia non è un brawler o un picchiaduro, ma un gioco di ruolo appartenente alla categoria dei "gacha" come Final Fantasy: Brave Exvius o Fire Emblem Heroes. Con quest'ultimo, poi, condivide la premessa: gli eroi dei vari capitoli si incontrano e si scontrano in un mondo interdimensionale, in una specie di crossover impossibile. La solita solfa piena di microtransazioni?

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Opera Omnia è ambientato nel piano dimensionale che un tempo era presieduto da Cosmos e Chaos, soppiantati ora da due nuove entità chiamate Spiritus e Materia, e cioè le stesse che si sono manifestate agli eroi e ai villain di Dissidia Final Fantasy NT. L'inspiegabile comparsa di numerosi mostri convince Materia ad affidare a un Mog il potere di chiamare in aiuto i più grandi eroi del multiverso, e così ci ritroviamo a reclutare personaggi del calibro di Cloud, Terra, Tidus e via dicendo, girovagando per una mappa composta da vari nodi che si sbloccano via vai che guardiamo una nuova cutscene o sconfiggiamo alcuni nemici in battaglia. A differenza dei soliti gacha, infatti, questo Opera Omnia non affida al caso il reclutamento degli eroi: i protagonisti e i comprimari di Final Fantasy si uniranno a noi automaticamente, proseguendo nella storia o completando le missioni speciali pubblicate occasionalmente. La "pesca della fortuna" controlla invece l'equipaggiamento dei nostri beniamini, un'arma e un accessorio contraddistinti da un numero di stelle che ne indica la rarità e la potenza: questi oggetti migliorano le statistiche dei personaggi e in certi casi conferiscono loro abilità speciali.

Inoltre, è possibile consumare gli oggetti indesiderati per potenziare gli altri. Migliorare l'equipaggiamento e aumentare di livello non è abbastanza però, perché ogni personaggio possiede caratteristiche peculiari che lo rendono più o meno adatto a certi combattimenti. Il Guerriero della Luce può proteggere i compagni con una barriera, Tifa infligge più danno agli scheletri, la magia di Y'Shtola rallenta e così via. Gli scontri si svolgono a turni; anche se si può affidare l'esito a un automatismo, presto ci si rende conto che alcune battaglie vanno affrontate in maniera più strategica e ponderata. Opera Omnia è un Dissidia, perciò scende in campo il peculiare sistema basato sull'alternanza di attacchi normali e attacchi HP: i primi caricano un indicatore e i secondi lo scaricano, riducendo dell'equivalente la salute massima dei bersagli. Tuttavia bisogna stare attenti, perché consumando questo indicatore i nostri personaggi restano senza difese e gli attacchi nemici possono intaccare la loro salute. Strategiche il giusto, le battaglie di Opera Omnia ricordano quelle di un vero e proprio JRPG, anche se tendono a essere ripetitive in sessioni di gioco molto lunghe: bene o male è tutto quello che c'è da fare nel gioco, tra missioni della storia e obiettivi secondari che si possono giocare anche in cooperativa con gli altri utenti collegati.

Al di là delle meccaniche gacha, da valutare sulla lunga corsa visto che al momento si accumulano cristalli - la valuta necessaria a pescare le armi - come se piovesse, come spesso succede al lancio di un nuovo titolo di questo tipo, bisogna dire che Opera Omnia è un prodotto ben confezionato, coloratissimo e ricco di dettagli. I vari personaggi sono rappresentati bene attraverso uno stile "super deformed ma non troppo", anche se ad averci colpito è stata soprattutto la bellissima colonna sonora, piena di remix famosi e brani esaltanti. Nelle ore che abbiamo dedicato all'app, non abbiamo mai sentito la necessità di ricorrere alle famigerate microtransazioni, riuscendo a pescare armi di eccezionale qualità con i soli cristalli accumulati giocando la campagna: quest'ultima, infatti, non consuma i soliti indicatori a ricarica che limitano la fruizione, relegati invece a rallentare il progresso nelle attività secondarie che servono soprattutto a collezionare materiali di potenziamento e aumentare i personaggi di livello.

Versione testata
Android 1.0.0
Digital Delivery
Google Play
Multiplayer.it

8.0

Lettori (5)

8.5

Il tuo voto

Dissidia Final Fantasy Opera Omnia probabilmente farà la fine di tanti gacha: il brand attirerà i fan e poi, nel giro di qualche mese, molti giocatori passeranno ad altro. Questo ovviamente dipenderà dal supporto di Square Enix, ma il gioco sta riscuotendo ancora un buon successo in Giappone. In ogni caso, Opera Omnia è un tripudio di fanservice realizzato con cura e ha il merito di svecchiare le tradizionali meccaniche dei gacha, garantendo agli appassionati la possibilità di giocare nei panni dei loro beniamini senza ricorrere alle estrazioni e alle microtransazioni. E questo, per il genere, è già un gran bel passo avanti.

PRO

  • Tantissimi personaggi e nessuno vincolato alle estrazioni
  • Sistema di combattimento divertente e originale
  • Molto bella la colonna sonora

CONTRO

  • Alla lunga diventa molto ripetitivo
  • Le dinamiche di potenziamento delle armi e dei personaggi sono piuttosto confusionarie
  • Non è localizzato in italiano