La recensione di Kirby: Star Allies  98

Il batuffolo rosa arriva anche su Switch con un platform che non ci ha convinti completamente

RECENSIONE di Christian Colli   —   14/03/2018
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Kirby è sempre stato il protagonista di giochi pensati per un pubblico che comprende soprattutto i bambini, ma anche quei giocatori super casual che raramente prendono in mano un controller. È accaduto qualche volta, in passato, che lo sviluppatore HAL Laboratory abbia preso le distanze da questo tipo di filosofia per sperimentare qualcosa di completamente nuovo, ma bisogna ammettere che Kirby dà il meglio di sé quando torna alla formula che lo ha reso famoso negli anni '90, come dimostrato dalle sue ultime avventure per Nintendo 3DS: Triple Deluxe e Planet Robobot. La nuova console Nintendo, congegnata con un occhio di riguardo per le esperienze multigiocatore in locale, sembrava la piattaforma perfetta in cui esprimere lo spirito di Kirby alla massima potenza. HAL Laboratory aveva l'occasione per creare un gioiellino... e se l'è lasciata sfuggire.

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I fantastici quattro

Kirby: Star Allies ruota principalmente intorno a due caratteristiche del gameplay. La prima, ovviamente, è la componente multigiocatore. Star Allies non è il primo Kirby che si può giocare in compagnia, ma c'è qualcosa di innovativo nel modo in cui questa iterazione per Switch propone la dinamica. Una volta che Kirby ha "reclutato" un nemico nella sua squadra, i giocatori - quattro al massimo - possono partecipare alla partita in qualunque modo e in qualsiasi momento: si può giocare con una coppia di Joy-Con oppure dividerli, o in alternativa usare il Controller Pro e ogni altra combinazione possibile. Essenzialmente, una copia del gioco per Switch garantisce già la possibilità di giocare in due, assegnando un Joy-Con a ciascun giocatore. Non esiste split-screen e i personaggi a schermo sono vincolati a Kirby, quindi il gioco li "trasporta" automaticamente sul batuffolo rosa nel caso in cui restino indietro. In alternativa, la CPU prende il controllo dei personaggi senza giocatore, impiegando un'intelligenza artificiale reattiva e intraprendente. Ciò rende Kirby: Star Allies un perfetto gioco da salotto, adatto a grandi e piccini che vogliono trascorrere qualche ora nei mondi coloratissimi e vivaci di HAL Laboratory.

La seconda caratteristica importante di Kirby: Star Allies è la possibilità di combinare i poteri del batuffolo rosa e dei suoi compagni. Farlo è semplicissimo: basta inclinare la levetta analogica verso l'alto per predisporre il nostro personaggio alla fusione dei poteri. Se un nostro amico o la CPU sta controllando un personaggio compatibile e utilizzerà il suo potere su di noi, si otterrà una combinazione specifica. Esistono molti tipi di abbinamenti, ma generalmente sono due categorie principali. A volte due poteri possono intrecciarsi e formare una sorta di super attacco, ma nella maggior parte dei casi è semplicemente possibile conferire una proprietà elementale (fuoco, ghiaccio, acqua, elettricità o vento) a un'abilità che si basa su un'arma. Per esempio, combinando il fuoco di Fiammelleo col potere Ninja di Kirby, quest'ultimo si ritroverà ad attaccare con dei kunai fiammeggianti. In realtà, queste combinazioni cambiano solo in parte le varie abilità, limitandosi per l'appunto a modificare l'aspetto dei vari attacchi e la loro efficacia se i bersagli si proteggono con l'elemento opposto, ma si tratta di un vantaggio marginale se si considera che tutti i nemici crollano dopo pochissimi colpi.

Kirby: Star Allies è un gioco di una facilità disarmante, forse il più semplice tra tutti quelli che hanno avuto la pallina rosa per protagonista negli ultimi anni. Il problema non risiede solo nella debolezza dei nemici e dei boss che, a parte l'ultimo, danno ben poco filo da torcere, ma anche e soprattutto in un level design poco ispirato, ben lontano dai picchi raggiunti in Triple Deluxe. Invece di costruire i vari stage intorno alla dinamica combinazione dei poteri, HAL Laboratory ha preferito collocare qualche rompicapo ambientale qua e là, suggerendone la soluzione attraverso indizi visivi inequivocabili: vedete quella miccia? Datele fuoco. Guardate quel ventilatore! Colpitelo con un potere che genera vento. E se al giocatore dovessero essere sfuggiti i numerosi nemici dello stesso tipo sul percorso che conduce a un rompicapo, è il gioco stesso a offrirgli il potere necessario a risolverlo nella stessa stanza. E se non è un giocatore a possedere quel potere, in quel momento, ci pensa automaticamente la CPU a risolvere l'enigma per lui. In certi momenti, Kirby: Star Allies sembra autoguidato. I rompicapi ambientali ci hanno ricordato a più riprese quelli presenti nei titoli LEGO di Traveller's Tales, ma in quel caso bisognava spesso ricominciare i livelli da capo per raggiungere il puzzle con i personaggi e i poteri giusti. In Kirby: Star Allies, invece, è raro completare uno stage senza aver raccolto tutti i collezionabili al primo giro.

Vuoi un palloncino?

In certi stage, ci siamo ritrovati davanti a un bivio o a tre percorsi differenti. I cartelli segnaletici indicavano precisamente uno di essi e abbiamo pensato che fosse un diversivo e che il percorso migliore fosse quello pieno di nemici. Invece no: era proprio il percorso indicato quello sgombro, e alla fine ci abbiamo trovato anche un tassello, una sorta di collezionabile presente in quantità variabile nei vari livelli che serve a comporre una serie di illustrazioni. Star Allies prende letteralmente per mano i giocatori e li conduce lungo i sentieri più sicuri e remunerativi, e quando non lo fa, raramente cerca di ostacolarli. Occasionalmente ci si imbatte in pedane che riuniscono la squadra e costringono il giocatore ad affrontare bizzarre sequenze sparatutto o divertenti corse a perdifiato, ma più spesso si arriva alla fine dello stage senza neppure rendersene conto. Ciò accade per un altro problema, legato a doppio filo col bassissimo livello di difficoltà: i quattro personaggi che si muovono e combattono sullo schermo, creano molto semplicemente un'enorme confusione.

Tra fiamme, scintille, bombe e lame rotanti, diventa difficile più che altro seguire l'azione. A tratti si ha la netta sensazione di star premendo i pulsanti a caso, e questo è particolarmente vero quando si combattono i boss: la velocità con cui si sconfigge la maggior parte di essi e il caos generale che si viene a creare impediscono di riconoscere e assimilare i pattern degli avversari, cosa che tornerebbe molto utile in una delle modalità extra che si sbloccano alla fine del gioco, in cui bisogna sfidare i boss uno dopo l'altro. Tutta questa confusione, tuttavia, non giustifica la fluidità di un titolo che, pur essendo visivamente molto pulito e colorato, certo non è proprio all'ultimo grido e inspiegabilmente non raggiunge i sessanta fotogrammi di Super Mario Odyssey, restando ancorato ai trenta e fortunatamente senza incertezze.

I mondi si suddividono in una variopinta quarantina di stage: spiagge soleggiate, grotte subacquee, caverne vulcaniche, verdi praterie... La varietà non manca, ma Star Allies sembra proprio cercare i cliché di Dream Land a tutti i costi e la scelta degli scenari stupisce raramente. Anche i minigiochi ci hanno impressionato poco: ben lontani da alcuni esempi illustri del passato, come A ritmo con Dedede, sono davvero banali e forse, dopo averli provati una volta, non li rigiocherete mai più. È un vero peccato perché il tocco di HAL Laboratory ogni tanto emerge prepotente e fa rimpiangere quello che, forse, è stato uno sviluppo frettoloso. I nuovi poteri di Kirby sono molto originali - Racno, in particolare, è veramente forte in combattimento, mentre Pulitore vince il premio simpatia - e i rompicapi che hanno bisogno di più poteri per essere risolti, e quindi della microgestione della squadra, strappano un sorriso soddisfatto. Se solo il resto del gioco fosse stato a quei livelli, ora forse staremmo parlando di un nuovo metro di paragone nel franchise.

Multiplayer.it

7.0

Lettori (12)

7.9

Il tuo voto

Kirby: Star Allies è un'esplosione di colori e simpatia e, in questo senso, rispetta fortemente la tradizione. Giocarlo rasserena e distende gli animi, ma a tratti induce anche attacchi di sonnolenza: non stiamo esagerando, ci troviamo veramente di fronte a uno degli esponenti più facili della serie. Il level design poco ispirato e la banalità di alcune situazioni danno l'idea che lo sviluppatore giapponese si sia limitato a fare i compiti senza metterci troppo impegno, sfornando in fretta e furia un Kirby pieno di buone idee che, però, ha sfruttato maldestramente.

PRO

  • La modalità multigiocatore è particolarmente adatta a Switch
  • Combinare i poteri è molto divertente
  • Buona varietà di stage e ambientazioni

CONTRO

  • Level design piatto e poco ispirato
  • È di una facilità davvero disarmante
  • In certi momenti c'è troppa confusione a schermo