Partiamo subito dall'elefante nella stanza: Amazfit Active 3 Premium arriva sul mercato a circa 169 euro, un rincaro che tocca il 70% rispetto alla generazione precedente. Niente modello base, con l'etichetta "Premium" che, sulla carta, promette un salto evidente, con la conferma del vetro zaffiro per maggiore resistenza ai graffi dello schermo e una ghiera in acciaio inox che vuole dare la sensazione di avere un prodotto di fascia superiore. Anche l'interazione cambia con quattro pulsanti fisici, una scelta che punta a migliorare l'usabilità durante l'attività sportiva. Ma quando si va a provare lo smartwatch sul campo, l'aumento è giustificato da miglioramenti tangibili oppure si tratta di un semplice riposizionamento verso l'alto? Scopriamola nella nostra recensione dell'Amazfit Active 3 Premium.
Design
Uno degli elementi che si notano subito nel confronto con la passata generazione è che Amazfit Active 3 Premium è più grande, e non di poco. Le dimensioni della cassa rotonda passano a 45 mm nonostante un display dalle dimensioni invariate; lo spessore sale a 11 mm da 9,9, mentre il peso si attesta su 54,6 grammi con cinturino. Numeri che lo rendono decisamente più pesante e presente al polso rispetto all'Active 2 (che nella versione Premium si fermava a 31,5 gr). Pur senza compromettere troppo il comfort durante l'attività sportiva, ora non è più un orologio che si dimentica di avere al polso, e questo potrebbe fargli perdere alcuni fan.
Il vetro zaffiro della versione Premium è confermato e resta uno degli elementi distintivi in questa fascia: è piuttosto resistente ai graffi, un po' meno alle impronte. Il look si basa su un design bicolore, dove la ghiera riflettente stacca visivamente dal colore del resto della cassa: la costruzione combina infatti acciaio inox per la cornice, tasti in lega di alluminio e fondello in plastica, una scelta che punta a bilanciare resistenza e leggerezza, ma che potrebbe non piacere a tutti. Gli agganci per il cinturino non sono fissi, ma possono ruotare intorno a una piccola vite per adattarsi meglio ai movimenti del polso.
A migliorare l'interazione contribuiscono poi quattro pulsanti fisici. Sono tasti dal profilo basso e discreto, ma con un "clic" ben marcato, e permettono di usare lo smartwatch senza mai toccare lo schermo: una funzione essenziale quando si indossano i guanti, si hanno le dita sudate o ci si allena in acqua (l'orologio ha un'impermeabilità di 5 ATM). Il dispositivo arriva sul mercato con un classico cinturino in silicone in tre opzioni di colore: Apex Silver, Arrow White e Atlas Blue (ovvero argento, bianco e blu).
Esperienza d'uso
Passando all'utilizzo quotidiano e sportivo, Amazfit Active 3 Premium mostra un netto passo avanti sul fronte dei sensori, pur restando ancorato a qualche limite strutturale della fascia di prezzo. Il nuovo sensore PPG a doppia sorgente luminosa restituisce dati generalmente affidabili: nelle uscite a ritmo costante e in condizioni climatiche favorevoli le rilevazioni della frequenza cardiaca si avvicinano molto a quelle di dispositivi più costosi. Le differenze emergono soprattutto negli allenamenti a intervalli molto intensi o con temperature basse, dove la reattività del sensore cala. Si tratta però di un limite intrinseco a questa tecnologia rispetto a una fascia toracica. Può inoltre lavorare con campionamento continuo, superando un limite dei precedenti modelli Active: in passato, infatti, si poteva impostare la rilevazione del battito a intervalli minimi di un minuto.
Sul fronte della localizzazione, la scelta di un sistema GNSS single band L1 si fa sentire più sulla carta che nell'uso reale. È chiaro che manca la precisione dei sistemi dual band nei contesti più complessi, come centri urbani con palazzi molto alti o percorsi con ostacoli naturali importanti, ma nei test su tracciati aperti e suburbani il comportamento è stato solido. Tracce e distanze si sono dimostrate coerenti anche nel confronto con modelli di fascia molto più alta, segno che l'ottimizzazione software compensa almeno in parte il limite hardware. La velocità di acquisizione del segnale invece, rimane un po' lenta.
Dove il dispositivo prova davvero a distinguersi è nella corsa. L'introduzione della stima della soglia del lattato, insieme a VO₂ max e zone di intensità, aggiunge un livello di analisi che fino a poco tempo fa era riservato a prodotti ben più costosi. Una volta configurate correttamente le zone cardiache tramite app, i valori restituiti risultano coerenti e utilizzabili nella pratica, soprattutto per chi segue allenamenti strutturati. Resta però una funzione che può essere usata solo per la corsa all'aperto e su pista, non per il trail running o il tapis roulant.
L'esperienza è supportata da un sistema di coaching basato su IA che adatta i piani di allenamento nel tempo. Non è ancora sofisticato come quello dei brand più affermati nel mondo running, ma rappresenta un passo concreto verso un utilizzo più guidato anche per chi non ha grande esperienza. Le schermate sportive sono ben personalizzabili e permettono di tenere sotto controllo più parametri contemporaneamente, rendendo l'orologio pratico durante l'attività.
Nel quotidiano, il sistema risulta fluido e semplice da gestire, con un buon equilibrio tra completezza e immediatezza. La presenza del sensore NFC amplia le possibilità d'uso, ma è ancora limitato da Zepp Pay: le banche supportate in Italia si contano sulle dita di una mano, quindi si finisce per forza di cose a utilizzare la carta virtuale Curve per associare i propri istituti di credito. Restano alcune assenze - come il Wi-Fi e alcune app essenziali, da Spotify a Maps - che ci ricordano come il dispositivo non punti a competere direttamente con i top di gamma.
Conclusioni
Multiplayer.it
8.0
Amazfit Active 3 Premium è uno di quei prodotti che segnano un'evoluzione chiara, ma anche una rottura con il passato. Migliora praticamente in tutto: materiali, display, sensori e soprattutto funzioni dedicate alla corsa. Il problema è che cresce anche il prezzo, e lo fa in modo significativo, spostando lo smartwatch in una fascia dove le aspettative sono inevitabilmente più alte. Nell'uso reale convince più di quanto lasci intendere la scheda tecnica: il monitoraggio è affidabile, le nuove metriche hanno senso e l'esperienza complessiva è solida, soprattutto per chi corre e vuole iniziare a fare un salto di qualità senza spendere cifre da top di gamma. Allo stesso tempo, però, alcuni limiti restano evidenti, dal GPS single band alle funzioni software ancora non del tutto mature.
Il risultato è uno smartwatch più completo e più ambizioso, ma anche meno "facile" da consigliare rispetto ai modelli precedenti. Non è più il best buy automatico della fascia economica, bensì una proposta più mirata: interessante per chi cerca specifiche funzioni avanzate a un prezzo ancora accessibile, meno per chi vuole semplicemente un buono smartwatch a tutto tondo.
PRO
- Display molto luminoso e sempre leggibile
- Funzioni running avanzate e credibili
- Materiali premium
CONTRO
- Prezzo in forte aumento
- GPS solo single band
- Software e funzioni ancora da rifinire