Boomerang X, la recensione di un arena shooter essenziale ma molto divertente!

Da Devolver Digital un altro prodotto di valore, essenziale ma dal grande appeal: scopriamo Boomerang X nella nostra recensione.

RECENSIONE di Tommaso Valentini —   24/07/2021
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Quando hai una singola idea eccellente, soprattutto se sei uno studio indipendente, è bene creare qualcosa che ruoti attorno a quel concetto principale, anche se questo dovesse significare tagliare fuori tutti gli altri elementi di contorno. È un mantra che spesso viene dimenticato ma che, per chi ha poche risorse e tempi solitamente ristretti, può fare la differenza tra la pubblicazione del proprio titolo e l'abbandono in toto del progetto.

DANG! di questo concetto ne ha fatto tesoro, portando su PC e Nintendo Switch Boomerang X, sparatutto d'azione tremendamente lineare nella sua essenza, ma confezionato in un pacchetto curato sotto molteplici aspetti.

Un titolo allora imperdibile o qualcosa poteva essere fatto diversamente? Scopriamolo nella recensione di Boomerang X!

Di sparatutto arena non ce ne sono mai abbastanza

Una scena di Boomerang X
Una scena di Boomerang X

È incredibile osservare l'evoluzione e la crescita degli sparatutto in arena sul mercato indipendente. Da grandissimi appassionati del genere negli ultimi anni abbiamo potuto mettere le mani su giochi, magari essenziali come questo Boomerang X, ma dalle qualità assolute. Pensiamo a Devil Daggers, per esempio, e alla sua feroce oscurità pronta a divorarvi mentre tentate di raggiungere un nuovo record personale o a quella piccola perla di BPM: Bullets Per Minute che, ancora oggi, tiriamo saltuariamente fuori per una partita adrenalinica tra schitarrate rock e precisi colpi di revolver.

Una tale qualità e varietà nell'offerta ha però, ovviamente, alzato anche l'asticella delle aspettative e questa è forse la prima e più significativa sfortuna di Boomerang X: è costretto a fare conti con tanti altri capolavori recuperabili ad un prezzo ormai irrisorio. Nel caso però vogliate provare qualcosa di completamente nuovo il titolo Devolver Digital vi mette a disposizione un'arma piuttosto singolare, un boomerang dentato capace di perforare i nemici e dotato di poteri misteriosi.

Non c'è una vera e propria struttura narrativa alle spalle del titolo, ma è anche comprensibile se pensiamo al genere di riferimento e alla durata complessiva racchiusa in circa tre/quattro ore di scontri adrenalinici. Arriverete su un'isola misteriosa dopo un naufragio e tutto quello che scoprirete verrà raccontato attraverso statue e indizi sparsi, senza un vero racconto a fare da sfondo.

Come dicevamo inizialmente dunque è solo il combattimento che vi spingerà ad andare avanti e, fortunatamente, è proprio quello in cui Boomerang X riesce meglio. Le ore di gioco per finire il titolo vengono così frazionate in tredici differenti arene dalla difficoltà progressiva, con un sistema pratico di ondate a cui resistere prima che le porte delle stanze si aprano e voi possiate così procedere all'ostacolo successivo. Una delle cose migliori in assoluto sperimentate sulla nostra pelle è ovviamente la curva di difficoltà, non solo estremamente bilanciata e graduale ma capace altresì di inserire nuovi nemici in concomitanza di nuovi poteri per il giocatore, così da trasformare l'esperienza in una crescita costante ed evitare il fortissimo rischio di ripetitività marcata che in titoli come questo è solitamente prorompente.

Un sistema di combattimento certosino

Parliamo allora del cuore del sistema di combattimento. L'unica arma a nostra disposizione può essere lanciata velocemente o con un colpo penetrante caricato, può essere fatta rimbalzare sui nemici e poi richiamata istantaneamente nelle nostre mani per uccidere tutto ciò che si trova sulla sua strada.

Con un sistema di combattimento legato unicamente ad un'arma le cose potrebbero diventare noiose velocemente, ma per nostra fortuna DANG! ha dato assoluta importanza anche a tutta la gestione del movimento, non solo legato agli spostamenti laterali o ai salti del protagonista ma anche alla possibilità di teletrasportarsi nell'esatta posizione del boomerang una volta lanciato, anche se questo dovesse trovarsi a mezz'aria. Questo porta a vedere le arene come un parco giochi dove spostarsi in completa libertà tridimensionale, sfruttando assi verticale per sorprendere i nemici dall'alto o evitare proiettili sparati ad altezza uomo. I nemici, oscure creature dall'aspetto mostruoso, possono essere uccisi sul colpo per la maggior parte delle volte ma alcuni, più coriacei richiederanno l'individuazione e la distruzione di alcuni punti deboli, indicati da gemme rosse.

In questo modo le arene vi costringeranno a pensare e ideare strategie basate sul posizionamento, per combattimenti molto diversi fra loro e sempre stimolanti. Peccato che il tutto, una volta portata a termine la prima run, perda di mordente non mettendo il giocatore nelle condizioni di competere per classifiche online come faceva Devil Daggers o proponga una quantità di armi e livelli alternativi come BPM. Non aiuta nemmeno lo stile grafico, piacevole ma non strabiliante in termini concettuali, studiato più per essere digerito da qualsiasi piattaforma, Switch in primis, piuttosto che realizzato per titillare il vostro occhio.

Commento

Multiplayer.it

7.5

Lettori (8)

6.9

Il tuo voto

Arrivati a questo punto avrete già capito benissimo se Boomerang X fa al caso vostro. la sua genialità nel gameplay può essere uno stimolo sufficiente all'acquisto ma il rischio di trovarsi tra le mani una buona esperienza ma dalla breve longevità è un pericolo concreto che abbiamo provato sulla nostra stessa pelle. Divertente, ben congegnato ma non una pietra miliare per il genere, che a oggi vanta esponenti di assoluto valore. Non bastano le sfide extra o la possibile rigiocabilità con il new game plus a fornire gli stimoli aggiuntivi per continuare a restarci sopra a lungo e questo è purtroppo davvero un peccato. Questa volta un pizzico di contorno aggiuntivo avrebbe sicuramente giocato.

PRO

  • Gameplay esaltante
  • Alcune idee davvero indovinate
CONTRO
  • Poca rigiocabilità una volta concluso
  • Visual style non strabiliante