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Kingdom Come: Deliverance Royal Edition, la versione per Nintendo Switch è un portento!

Dopo The Witcher 3, Saber Interactive compie un altro miracolo convertendo anche Kingdom Come: Deliverance su Nintendo Switch: ecco la nostra recensione.

RECENSIONE di Francesco Serino   —   22/03/2024
Kingdom Come: Deliverance Royal Edition, la versione per Nintendo Switch è un portento!
Kingdom Come: Deliverance Royal Edition
Kingdom Come: Deliverance Royal Edition
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Incredibile, ma vero: nella recensione di Kingdom Come: Deliverance Royal Edition per Switch vi possiamo dire con sicurezza che il complesso GdR di Warhorse Studios esiste ed è anche giocabile. Esattamente come accaduto con The Witcher 3 nel 2019, Saber Interactive è riuscita a strizzare questa enorme esperienza dentro la piccola console di Nintendo, ottenendo oltretutto straordinari risultati. Naturalmente la perdita di dettaglio è in certi frangenti pesante, ma buona parte di queste lacune viene nascosta dalle ridotte dimensioni dello schermo della console. Diverso il discorso utilizzando la TV, dove inevitabilmente il ridimensionamento tecnico si fa più visibile e pesante, specialmente se si è abituati a qualcosa di meglio.

Bentrovato, Henry!

Il colpo d'occhio offerto dalla Kingdom Come: Deliverance Royal Edition su Switch resta notevole
Il colpo d'occhio offerto dalla Kingdom Come: Deliverance Royal Edition su Switch resta notevole

Avere tra le mani un Kingdom Come: Deliverance portatile è stato emozionante. Giochi come questo vent'anni fa non sarebbero nemmeno usciti su PlayStation e Xbox, figuriamoci su una macchina di Nintendo, oltretutto con le caratteristiche peculiari, e oramai datate, di Switch. E invece eccoci qui a rivestire di nuovo i panni di Henry, un personaggio che a differenza dei soliti protagonisti è un pappamolle illetterato che non sa nemmeno tenere in mano una spada, che passa le giornate a rimestare nel fango e a lavarsi a sera in un trogolo. Scassinare una porta? È molto più probabile che ci riesca tu che stai leggendo, con la tua porta di casa, che Henry nelle prime cinque ore di Kingdom Come: Deliverance.

Porting D’acciaio

Non è facile diventare maestri d'armi in Kingdom Come: Deliverance Royal Edition. Per crescere Henry ci dovremo impegnare a fondo
Non è facile diventare maestri d'armi in Kingdom Come: Deliverance Royal Edition. Per crescere Henry ci dovremo impegnare a fondo

Kingdom Come: Deliverance gira su Switch a 720p, ma la risoluzione è dinamica e può scendere ulteriormente. Il frame rate, specialmente dopo l'ultima patch arrivata proprio mentre stavamo per iniziare a scrivere questo articolo, è prevalentemente stabile sui 30fps, ma ci sono situazioni dove si nota la fatica della console nello stare dietro a tutto. Succede specialmente di notte se si è nei pressi di tante fonti di luce, e come sempre nelle città e nelle situazioni con molteplici personaggi su schermo. Niente di grave, non lo era nemmeno prima della patch che ha poi reso l'esperienza molto più piacevole.

Graficamente la perdita di dettaglio maggiore la subiscono i personaggi e le loro texture, mentre effetti di luce e bellezza dei panorami rimangono incredibilmente simili alle versioni originali. I raggi di sole filtrano tra le fronde degli alberi, gli specchi d'acqua hanno riflessi forse mai visti su questa console. Del resto i meravigliosi boschi di Kingdom Come: Deliverance meritano di essere rispettati poiché hanno caratteristiche uniche per un videogioco: sembrano veri, anche su Switch.

Il gioco resta l'esperienza ruvida, ma rivoluzionaria, di un tempo. Kingdom Come: Deliverance è un vero gioco di ruolo, non uno dei tanti ibridi in circolazione, e introduce elementi di realismo decisamente appassionanti. Henry inizialmente non sa nemmeno leggere e non saprà mai farlo se non dedicherete del tempo a questa attività, inoltre è possibile giocarlo quasi come un simulatore di vita: tra le tante nostre partite, in una ci siamo limitati a raccogliere funghi nel bosco all'alba, per rivenderli durante la mattina al villaggio, poi bagno, ma vestiti puliti solo una volta a settimana. Il pomeriggio? Lezioni di arco e spada.

Kingdom Come: Deliverance propone anche missioni indimenticabili: come il primo Mafia, non a caso creato dallo stesso autore Daniel Vavra, le missioni principali non hanno paura di sperimentare con nuove meccaniche e situazioni di gioco non per forza legate al combattimento. Alcune missioni vanno avanti più o meno dinamicamente, potranno quindi essere risolte nei modi più disparati, ma quasi mai in modo triviale.

Ma come ti vesti?

Kingdom Come: Deliverance su Switch arriva in versione Royal Edition, quindi con tutti i contenuti aggiuntivi inclusi
Kingdom Come: Deliverance su Switch arriva in versione Royal Edition, quindi con tutti i contenuti aggiuntivi inclusi

Questo è un gioco che richiede impegno in ogni suo aspetto: nel combattimento iperrealistico, nell'esplorazione sempre pericolosa, nella crescita del personaggio come nella gestione dei suoi averi. E anche per avanzare nelle sue missioni serve intuito, furbizia, intelligenza. Siete forti con l'erboristeria e gli indizi raccolti vi hanno portato al campo degli stessi criminali che hanno incendiato le stalle della fattoria qualche giorno prima? Strisciate di notte verso le loro riserve e avvelenate il loro cibo! Oppure no, magari siete più bravi con le lame: tagliate le loro gole mentre dormono! Ma cosa farà Henry dipende da voi, i più furbi per esempio potrebbero tornare al villaggio per chiedere aiuto, del resto in questo contesto così realistico solo un pazzo sfiderebbe da solo un plotone di malvissuti armati e corazzati fino ai denti. Anche diventare bravi con le armi necessita tempo, come trovare l'armatura giusta bilanciando velocità, campo visivo offerto da eventuali elmi e protezione. Pulizia e condizione di armature e vestiti influiscono sul modo in cui saremo percepiti dagli altri, quindi come per l'igiene personale è necessario prestare attenzione a come conceremo Henry.

Imperfetto, ma unico

Pronti a tornare indietro nel tempo fino al medioevo boemo? Altro che Animus...
Pronti a tornare indietro nel tempo fino al medioevo boemo? Altro che Animus...

L'originalità di Kingdom Come Deliverance non si esaurisce in questi piccoli esempi: quello dei Warhorse Studios è un gioco imperfetto, ma unico, esattamente come lo è stato a suo modo per esempio S.T.A.L.K.E.R., che è tornato recentemente su console. Un'esperienza che ci sentiamo assolutamente di consigliare a tutti gli appassionati non solo di videogiochi e giochi di ruolo ma anche di medioevo, qui ricreato naturalmente con qualche inevitabile concessione, ma in una purezza mai vista in un videogioco di simile fattura. Bello il power fantasy americano, bello il folklore polacco, ma non dimentichiamoci di quanto può essere avvincente immergersi in una ricostruzione storica credibile, e con un gameplay che rimanga prevalentemente con i piedi per terra esattamente come in questo caso.

Conclusioni

Multiplayer.it
8.0
Lettori (17)
8.0
Il tuo voto

La Kingdom Come: Deliverance Royal Edition su Switch è una conversione dai connotati miracolosi. Se la vostra idea è di giocarci in versione portatile prendetelo ad occhi chiusi, se invece puntate allo schermo della TV optate per questa versione solo se non avete alternative. La situazione non è troppo dissimile da quella sperimentata con la versione per l'ibrida di Nintendo di The Witcher 3, quindi se avete apprezzato il lavoro fatto con il capolavoro di CD Projekt RED, non avrete problemi con il giocone Warhorse Studios.

PRO

  • Ottima conversione
  • Il solito grande gioco
  • In modalità portatile è sorprendente

CONTRO

  • Su TV il calo grafico si vede tre volte tanto
  • I combattimenti? Decisamente meglio con un gamepad pro
  • Il gioco conserva tutti i suoi difetti originali