Nintendo Labo Toy-Con Kit VR: recensione 20

Anche la casa di Kyoto entra nella realtà virtuale con Nintendo Labo Toy-Con Kit VR, la nuova serie di giocattoli di cartone per Switch: la nostra recensione.

RECENSIONE di Raffaele Staccini   —   11/04/2019

Indice

Con l'arrivo del quarto set di Toy-Con, Nintendo Labo Kit VR, anche la casa di Kyoto si avvicina al mondo della realtà virtuale e lo fa nel modo più inaspettato possibile. Certo, non è la prima volta che la società giapponese propone qualcosa del genere. Chi non ricorda, infatti, Virtual Boy? L'esperimento di visore 3D del padre del Game Boy, Gunpei Yokoi, è stato un insuccesso talmente portentoso che, nel confronto, Wii U non è andato poi così male.

Nel frattempo la situazione è cambiata molto: Switch è una delle console più amate e vendute sul mercato, ha dato una casa ad alcuni dei migliori giochi degli ultimi anni e Nintendo sembra tornata a sperimentare con quella spensieratezza che oscilla funambolicamente tra genio e follia, potenziale blockbuster e fragoroso flop. E il prodotto che incarna maggiormente questa filosofia è senza dubbio alcuno proprio Nintendo Labo. La linea di periferiche di cartone lanciata lo scorso anno è stato un mix esplosivo di sensazioni contrastanti, confermate e, se possibile, amplificate dall'ultimo set disponibile dal 12 aprile in esclusiva per Nintendo Switch. Il Kit VR è infatti l'emanazione più sorprendente della Nintendo che stupisce e fa discutere, che divide e che, quasi sempre, fa centro.

VR di cartone

Le prime reazioni all'annuncio del Kit VR di Nintendo Labo sono state, comprensibilmente, cariche di ironia e sarcasmo. Già la realtà virtuale non gode di grande fama, se poi la associ ad un hardware di cartone, apriti cielo! C'è chi ha paragonato subito il visore cartaceo a Google Cardboard e chi, con arguto spirito d'osservazione, si è lanciato in irriverenti parallelismi anatomici. Eppure, come spesso accade quando si passa a provare con mano anche il più assurdo dei prodotti Nintendo, il Kit VR si rivela un'esperienza originale e - fa fatica dirlo alla soglia dei 30 anni mentre si imbraccia un sobrio blaster di cartone arancione - assolutamente divertente.

Inutile dilungarci in questa sede sull'esperienza di costruzione. Ne abbiamo già parlato abbondantemente nella recensione del Kit Assortito e il Kit VR mantiene tutti i pro e i contro dei tutorial guidati per i precedenti Toy-Con. Abbiamo impiegato circa 7 ore ad assemblare tutte le periferiche all'interno del kit: siamo partiti ovviamente dal Visore VR (effettivamente la versione nintendosa del Google Cardboard), per poi dedicarci, nell'ordine, a una girandola, alla fotocamera con annessa maschera da sub, all'elefante, al volatile, a un pedale "ventaglio" e, infine, al blaster, un fucile con tanto di carica manuale che rappresenta, a nostro avviso, il pezzo forte del lotto (e infatti è l'unico che può essere acquistato separatamente insieme al kit base: gli altri vengono venduti come espansioni).

Torna anche la sezione Scopri, dove il trio composto da Tina Sapien, Giò C. Allagrande e Professor Cosimo De Aggeggis è ancora una volta pronto a rivelare i segreti dietro il funzionamento dei diversi Toy-Con e a guidare il giocatore nella modalità Garage Toy-Con, il luogo dov'è possibile programmare nuovi giochi come il nostro Poltergust 5000. La novità principale di questa sezione è il Garage Toy-Con VR: si tratta a tutti gli effetti di una versione per realtà virtuale del garage, che aggiunge però nuovi nodi e un editor 3D dove sperimentare le proprie creazioni. Per capirne le potenzialità basta pensare che la Piazza VR, una raccolta di simpatici minigiochi presente nella sezione Gioca, è stata creata interamente sfruttando gli strumenti presenti nel garage.

Le esperienze in realtà vituale

Parlando di giochi, il Kit VR di Labo rappresenta il livello base di avvicinamento alla realtà virtuale. Le piccole esperienze offerte da Nintendo sfruttano in maniera intelligente le caratteristiche specifiche dei singoli Toy-Con. Ecco allora che la fotocamera viene sfruttata per un tour sottomarino alla ricerca di tutte le diverse specie di pesci; la proboscide dell'elefante diventa un pennello per realizzare i più disparati disegni in 3D o risolvere rompicapo in stile santuari di The Legend of Zelda: Breath of the Wild; il "cigno" dà accesso all'esplorazione in volo di un mondo open world e a una serie di sfide di velocità a checkpoint; il pedale mette nei panni di una rana salterina che deve evitare i colpi di un robot che sembra uscito direttamente da un episodio di Yattaman; il blaster, infine, è associato a uno sparatutto in prima persona su binari, che ricorda da vicino Until Dawn: Rush of Blood, e a una modalità 1 contro 1 dove due giocatori possono sfidarsi a chi riesce a portare più ippopotami dalla propria parte nutrendoli con della frutta.

Al netto di numerosi extra sbloccabili completando determinati incarichi, non c'è nulla di particolarmente originale in queste esperienze, ma la particolarità di Nintendo Labo è che sfrutta le periferiche come solo alcuni cabinati da sala giochi riescono a fare. In questo modo si può fare lo zoom sui soggetti più interessanti ruotando fisicamente l'obiettivo della camera di cartone. Ci si scompigliano i capelli con il vento generato dal pedale quando si salta o si è in piena accelerazione con il proprio volatile da competizione. Infine, si sente il peso della ricarica di ogni colpo del blaster mentre si cerca di liberare la città dal maggior numero di alieni possibile.

È proprio questa sorta di quarta dimensione, quasi una replica del cinema odoroso immaginato ne Il Mondo Nuovo di Huxley, che compensa i limiti tecnici di una tecnologia che farebbe altrimenti fatica ad essere apprezzata a una risoluzione così bassa. Per forza di cose, infatti, la qualità dell'immagine è il punto più debole del kit: la definizione del testo è spesso ai limiti dell'illeggibilità, i contorni sono sfocati, il pop-in delle texture è all'ordine del giorno. C'è persino un leggero ritardo nel riconoscimento di alcuni movimenti che richiede un po' di adattamento extra per non soffrire di cinetosi. Ma nulla di tutto questo riesce a minare la godibilità di una realtà virtuale immediata, semplice, coinvolgente e, come dicevamo in apertura, sorprendentemente divertente.

Prezzo
79,99 €
Multiplayer.it

S.V.

Lettori (4)

7.1

Il tuo voto

La realtà virtuale non è per tutti: il costo dei visori, i problemi di motion sickness e la carenza di esperienze strutturate ad hoc ne hanno via via rallentato la diffusione. Eppure, che si sia o meno interessati alla VR, che si sia o meno nel target dei giovanissimi a cui Labo si rivolge, il nuovo kit prodotto da Nintendo è forse quello più trasversale tra quelli visti fino a oggi. Questa versione lite della realtà virtuale è infatti accessibile e coinvolgente, ed è capace di sorprendere anche i giocatori più smaliziati grazie alla perfetta fusione tra l'esperienza virtuale e la riproduzione di alcune sensazioni fisiche nella realtà. In attesa di vedere come si comporterà quando arriveranno gli aggiornamenti per Super Mario Odyssey e The Legend of Zelda: Breath of the Wild, il Kit VR è consigliato a tutti coloro che cercano un'esperienza di gioco in famiglia innovativa e particolare.

PRO

  • Esperienza di costruzione intuitiva
  • Realtà virtuale a tutto tondo
  • Nuova modalità Garage VR
  • Extra per il completamente delle avventure

CONTRO

  • Evidenti limiti tecnici

Nintendo Labo - Kit VR nsw

nsw 

Data di uscita: 12 Aprile 2019