Nintendo Switch OLED, la recensione del nuovo modello con display più grande

La recensione di Nintendo Switch OLED, il nuovo modello della console Nintendo che abbiamo potuto provare qualche giorno prima dell'arrivo nei negozi

RECENSIONE di Vincenzo Lettera   —   06/10/2021
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Con interi mercati afflitti dalla carenza di semiconduttori e una crisi del trasporto merci in corso su scala globale, lanciare una nuova console di videogiochi mentre si avvicina al periodo delle festività è una mossa... uhm, interessante. Voluta o meno, la decisione di Nintendo di proporre una revisione di Nintendo Switch più conservativa è forse la scelta più sensata per la compagnia giapponese. All'annuncio avvenuto lo scorso luglio, l'accoglienza della console è stata tiepida poiché in molti speravano nell'arrivo di un modello con un hardware capace di assicurare performance migliori, magari in grado di supportare una risoluzione a 4K per il proprio TV nuovo di pacca. Una "Switch Pro", insomma.

Come da tradizione, la casa di Kyoto rema però nella direzione opposta alle previsioni del pubblico, e Nintendo Switch OLED non è niente di tutto questo. In uscita l'8 ottobre, al prezzo consigliato di 349€, Switch OLED è invece una revisione del modello originale di Switch che ne corregge alcune delle più evidenti imperfezioni di design e vuole offrire una migliore esperienza in portabilità con uno schermo OLED più ampio, luminoso e vibrante.

Per la recensione di Nintendo Switch OLED abbiamo passato un po' di giorni con la console e possiamo dire con convinzione che sì, il passo in avanti c'è e si nota, ma se la console vale l'acquisto dipende soprattutto dalle vostre esigenze e abitudini di gioco, e dall'avere già Switch oppure no.

Lo schermo OLED

The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Nintendo Switch OLED
The Legend of Zelda: Breath of the Wild su Nintendo Switch OLED

Chi utilizza Switch soprattutto in casa probabilmente non sentiva la necessità di un nuovo schermo, eppure l'utilizzo di un pannello con tecnologia OLED è la novità principale della nuova console Nintendo, al punto tale da definirne il nome. La cornice nera che circonda lo schermo del modello originale è sempre stata stranamente pronunciata, e forse nelle intenzioni iniziali c'era quella di far utilizzare la console a mo' di tablet.

In realtà applicazioni di questo tipo sono state negli anni estremamente rare, e Switch OLED riduce così le dimensioni della cornice (comunque presente) per permettere di giocare su uno schermo più ampio. Certo, non parliamo di un balzo netto come avvenne tra il Nintendo DSi e il DSi XL, ma anche se il passaggio dai 6.2 pollici di Switch classico ai 7 pollici del modello OLED può sembrare all'apparenza un aumento di poco conto, dopo un po' di giorni passati con la nuova console ci si mette un po' a riabituarsi alle dimensioni più contenute del modello originale. Figuratevi poi tornare ai 5.5 pollici di Switch Lite.

Nei giorni passati abbiamo messo a confronto il display di Switch OLED sia coi modelli precedenti della console Nintendo, sia con lo schermo OLED di PlayStation Vita, e la differenza tra i vari modelli è inequivocabile. Disattivando la luminosità automatica e aumentandola al massimo, Switch OLED ha uno schermo sensibilmente più luminoso, al punto da essere quasi troppo luminoso quando si gioca in casa e con una normale illuminazione ambientale.

La maggiore luminosità dello schermo permette però di fruire meglio della console quando si gioca all'aperto. Il problema non è risolto del tutto, sia chiaro. In giornate particolarmente soleggiate farete ancora fatica, cercando l'inclinazione migliore per evitare i tanti riflessi sullo schermo, ma fianco a fianco col modello originale, l'immagine su Switch OLED risulta un po' più chiara e in generale è un passo nella giusta direzione.

Lo schermo più luminoso di Nintendo Switch OLED rende l'esperienza all'esterno migliore
Lo schermo più luminoso di Nintendo Switch OLED rende l'esperienza all'esterno migliore

Oltre a essere più luminoso, il nuovo display permette inoltre di avere immagini meglio contrastate e con colori più brillanti. In Metroid Dread, il nero assoluto delle caverne rende l'ambientazione ancora più cupa e fa spiccare in maniera più intensa luci e fiumi di magma. Giochi come Super Mario Kart 8 Deluxe e Super Smash Bros. Ultimate sono un carnevale di colori vivi e pulsanti, mentre il verde dei prati nel remake di Zelda Link's Awakening non è mai stato così brillante.

Il risultato è dovuto in parte alla tecnologia utilizzata, in parte a un'opzione del sistema operativo che si chiama "Brillantezza dello schermo della console", che è attiva di default nelle impostazioni di sistema ed è esclusiva per Switch OLED. Come suggerisce il nome, l'opzione cambia la colorimetria e la calibrazione dello schermo OLED, tendendo ad aumentare la vividezza dei colori, portando a un'immagine più vibrante anche a costo di alterare leggermente la resa originale pensata per i diversi giochi.

Quando si parla di schermi OLED, è tuttavia inevitabile che il timore di una parte della community sia legato al rischio del cosiddetto burn-in, uno scolorimento o la persistenza di una immagine in quelle aree del display dove vengono mostrati elementi statici per periodi di tempo prolungati. Gli elementi più "rischiosi" sono ovviamente icone e indicatori dell'interfaccia che tendono a restare visibili a schermo anche per lunghe sessioni, ma quello del burn-in è un problema la cui incidenza sulle console sarà possibile verificare solo nei prossimi mesi e dopo utilizzi intensivi.

La luminosità automatica e il fatto che lo schermo vada in modalità riposo dopo pochi minuti di inutilizzo sono semplici funzioni che dovrebbero tuttavia aiutare a prevenire o limitare i casi di burn-in.

Scheda tecnica Nintendo Switch OLED

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  • Dimensioni: 102 mm x 242 mm x 13,9 mm (con Joy-Con collegati
  • Peso: 320 grammi circa (420 grammi con i Joy-Con collegati)
  • Schermo: touchscreen OLED capacitivo da 7 pollici
  • SoC: Nvidia Tegra Custom
  • Memoria di sistema: 64GB (espandibili tramite microSD fino a 2TB)
  • Connettività: WI-Fi (802.11 a/b/g/n/ac), Bluetooth 4.1
  • Uscita video: risoluzione massima 1920 x 1080 in modalità TV; 1280 x 720 nelle modalità portatile
  • Uscita audio: 5.1 Linear PCM tramite cavo HDMI in modalità TV
  • Altoparlanti: Stereo
  • Porta USB: USB Type-C per ricaricare la console e collegarla alla base
  • Presa audio: mini-jack audio da 3.5mm
  • Durata batteria: dalle 4.5 alle 9 ore a seconda dei giochi
  • Tempo di ricarica: 3 ore (in modalità riposo)
  • Prezzo: 349€

Il design

I Joy-Con di Nintendo Switch restano identici a parte la colorazione bianca
I Joy-Con di Nintendo Switch restano identici a parte la colorazione bianca

Il fatto che Switch OLED sia una versione "migliorata" del vecchio modello, e non un salto evolutivo più evidente, è intuibile anche dal design che resta perlopiù identico a quello della console originale, fatta eccezione per alcuni aggiustamenti più o meno piccoli. I pulsanti d'accensione e quelli del volume hanno una forma diversa, sono stretti e allungati, e lo stesso vale per la griglia di ventilazione. Si tratta di una soluzione più estetica che funzionale, che dà l'impressione di un dispositivo più raffinato e "premium".

Un cambiamento più utile e benvenuto è invece presente nella parte posteriore della console, dove Nintendo ha risolto uno dei difetti più grossolani del vecchio modello. Mentre la versione originale di Switch ha un minuscolo cavalletto, instabile, scomodo e impossibile da regolare, Switch OLED ha un ampio stand che copre tutta larghezza dello schermo, è rigido e può essere regolato a diverse angolazioni senza il rischio che la console cada. Nella parte inferiore della macchina sono anche presenti due microscopici piedi in gomma che permettono alla stessa di non scivolare e di non rischiare graffi alla base. Non c'è dubbio: Nintendo Switch doveva avere un cavalletto di questo tipo fin dal primo modello.

Le dimensioni più ampie dello stand hanno anche altri vantaggi indiretti: lo slot per inserire micro-SD è ancora una volta nascosto dietro il cavalletto, ma stavolta in una posizione orizzontale più comoda da raggiungere; anche il codice a barre e le marcature sono a loro volta nascosti nella parte interna dello stand, lasciando quindi il retro di Switch più pulito ed elegante. Una sciocchezza, ma anche l'occhio vuole la sua parte.

I Joy-Con: nessuna novità

Lo stand posteriore di Nintendo Switch OLED può essere regolato liberamente
Lo stand posteriore di Nintendo Switch OLED può essere regolato liberamente

Se il cuore di Switch OLED è cambiato, nessuna modifica è stata invece introdotta per i Joy-Con, che restano esattamente identici a quelli precedenti, fatta eccezione per la colorazione nel modello bianco. Questo certamente per preservare una compatibilità tra i vari modelli, permettendo a chi ha comprato più controller di utilizzarli anche sulla nuova console, ma vuol dire anche che difficilmente Nintendo sarà riuscita a risolvere l'annoso problema del drifting degli analogici che ha colpito molti possessori di Switch negli ultimi anni. Una curiosità riguarda la "presa" dei Joy-Con alla console, visto che sul vecchio modello di Switch i due controller tendevano a fare un po' di movimento quando agganciati alle due guide laterali. Speravamo che su Switch OLED i Joy-Con potessero agganciarsi in maniera più salda alla console, ma almeno nel nostro caso abbiamo riscontrato lo stesso leggerissimo movimento anche sul nuovo modello.

Il nuovo dock

Ci sono piccoli cambiamenti nei pulsanti del volume e dell'accensione di Nintendo Switch OLED
Ci sono piccoli cambiamenti nei pulsanti del volume e dell'accensione di Nintendo Switch OLED

Il lancio di Nintendo Switch OLED ha permesso a Nintendo di rivedere anche il design della base (o dock) che serve a collegare la console alla TV. Dal punto di vista funzionale, l'unica novità rilevante è l'aggiunta di un ingresso LAN integrato, permettendo così di collegare un cavo Ethernet per giocare online senza la necessità di acquistare un adattatore esterno. Le porte USB scendono così da tre a due, ma poiché uno dei tre ingressi USB era quasi certamente occupato dall'adattatore Ethernet, nessuno ne sentirà davvero la mancanza.

Confrontando la nuova base con quella vecchia si può notare che lo spazio dentro cui inserire la console è ora leggermente più ampio: di conseguenza, quando alloggiata al suo interno, Switch OLED sembra un pelo più traballante, ma in compenso c'è meno rischio che la console possa toccare le pareti all'interno e graffiarsi. Per il resto i cambiamenti sono soprattutto estetici, con angoli smussati, una colorazione in tinta con i nuovi Joy-Con e una plastica nera lucida nella parte interna.

Lo slot posteriore stavolta si può rimuovere completamente, cosa a cui gli utenti più disordinati ci metteranno un po' ad abituarsi. Nella parte inferiore, infine, i piccoli piedini del vecchio modello sono stati sostituiti da una superficie ruvida, più elegante ma che tuttavia non fa un gran lavoro nel tenere ferma la base. Ovviamente Switch e Switch OLED sono perfettamente compatibili con entrambe le basi, ed è possibile quindi utilizzare le diverse console in modalità TV a prescindere dal dock in cui vengono inserite.

Accessori e compatibilità

Riprendendo il form factor del modello precedente, Switch OLED è compatibile con molti degli accessori prodotti negli ultimi anni per Switch. Alternative ai Joy-Con come l'Hori Split Pad dovrebbero funzionare senza problemi, così come non abbiamo fatto alcuna fatica a riporre la macchina all'interno delle nostre vecchie custodie. Tuttavia non mancheranno le eccezioni a causa di piccole differenze con l'originale. La console è di appena tre millimetri più larga rispetto al modello precedente, e tanto basta per rendere inutilizzabili molti gusci protettivi, accessori come il Flip Grip o alcuni giochi contenuti nei kit Nintendo Labo. Il consiglio è quindi quello di informarsi bene e fare attenzione prima di acquistare un accessorio non pensato per essere compatibile con Switch OLED.

Le prestazioni hardware

La confezione di Nintendo Switch OLED è decisamente più compatta
La confezione di Nintendo Switch OLED è decisamente più compatta

Fin dall'annuncio di Nintendo Switch OLED, il pomo della discordia tra gli appassionati è sicuramente rappresentato dalle prestazioni della console. L'hardware del nuovo modello resta pressoché immutato rispetto a quello precedente, e sia che giochiate in modalità TV, sia che lo facciate in portabilità, non si noterà alcun miglioramento in termini di fluidità, risoluzione o tempi di caricamento.

Giochi come Hyrule Warriors: L'era della Calamità continuano ad avere evidenti cali di framerate, mentre la risoluzione massima è ancora 1080p quando collegata alla TV e 720p in portabilità. La memoria interna è invece più capiente, passando a 64 GB dai 32 GB del vecchio modello: questo vuol dire che c'è più spazio per giochi, screenshot e filmati di gameplay, ma chi è abituato ad acquistare tanti giochi in digitale avrà comunque necessità di espandere la memoria tramite una microSD.

Discorso a parte anche per quanto riguarda la batteria: Nintendo stima che l'autonomia di Switch OLED sia in linea con quella della revisione di Switch uscita nel 2019, ovvero tra le 4.5 e le 9 ore a seconda del gioco. È una stima realistica e il più delle volte non abbiamo notato grosse differenze nell'autonomia dei due modelli, ma non mancano le eccezioni: poiché sui display OLED i pixel neri sono effettivamente spenti, giochi come Metroid Dread oppure Hollow Knight, che fanno ampio uso del nero per ambientazioni, menù e personaggi, tendono a consumare la batteria più lentamente. Non di molto, sia chiaro, ma durante un viaggio in treno anche solo 30-40 minuti di gioco in più possono fare la differenza.

La base di Switch OLED ha un ingresso LAN integrato ma una porta USB in meno
La base di Switch OLED ha un ingresso LAN integrato ma una porta USB in meno

L'esatto opposto avviene se si disattiva la luminosità automatica e si spinge l'illuminazione al massimo: dal momento che Switch OLED ha uno schermo più luminoso del vecchio modello, la console tende ovviamente a consumare di più e con un gioco brillante e impegnativo come Breath of the Wild l'autonomia finisce per essere prosciugata in un tempo anche inferiore alle 4.5 ore stimate da Nintendo.

Gli speaker frontali sono ancora posizionati nella parte bassa dello schermo, ma adesso le griglie sono un po' più ampie pur essendo meno visibili: rispetto al vecchio modello il suono risulta un po' più nitido, con musiche, voci ed effetti sonori che si distinguono meglio e non si confondono tra loro. Un fattore di poco conto per chi gioca indossando un paio di cuffie o di auricolari, ma comunque un miglioramento ben gradito.

Nintendo Switch OLED arriva con un nuovo cavo HDMI 2.0 appena appena più lungo
Nintendo Switch OLED arriva con un nuovo cavo HDMI 2.0 appena appena più lungo

Una piccola curiosità è invece legata al cavo HDMI incluso nella confezione di Switch OLED: a differenza di quello venduto assieme al modello originale, la nuova console arriva assieme a un cavo 2.0 High Speed, cosa confermataci anche da Nintendo stessa durante i nostri test. Mentre scriviamo questa recensione, online circolano già teorie che riconducono il cambio di cavo alla possibilità, in futuro, di fruire di contenuti in 4K, ma allo stato attuale si tratta solo di speculazioni senza grosso fondamento. Per quanto riguarda invece la lunghezza, i due cavi sono quasi identici, con quello 2.0 di pochissimi centimetri più lungo rispetto a quello vecchio.

Commento

Prezzo 349 €

Una settimana passata in compagnia di Nintendo Switch OLED non ha fatto che confermare le impressioni iniziali. Non si tratta di un salto in avanti così netto come in passato lo furono alcune console portatili Nintendo, e probabilmente molti degli attuali possessori di Switch preferiranno risparmiare e attendere il prossimo hardware della compagnia giapponese. Quelli che utilizzano Switch quasi sempre in modalità TV non hanno alcun motivo valido per passare al nuovo modello, ma se si gioca spesso in portabilità le cose cambiano. Magari avete la primissima versione di Switch - quella del 2017, che aveva una minore autonomia della batteria - o magari volete semplicemente la migliore esperienza di gioco in portabilità. Non c'è dubbio che Switch OLED rappresenti oggi il modello ideale, meglio rifinito e più versatile per chi ancora non ha acquistato la console Nintendo, ma per vedere un netto passo in avanti nella famiglia Switch c'è ancora da pazientare.

PRO

  • Schermo OLED più ampio, luminoso e brillante
  • Audio dagli speaker più pulito
  • Uno stand posteriore finalmente utilizzabile
CONTRO
  • In modalità TV non si percepisce alcun miglioramento
  • Gli stessi Joy-Con, nel bene e nel male