One Punch Man: A Hero Nobody Knows, la recensione per PlayStation 4 88

La nostra recensione di One Punch Man: A Hero Nobody Knows per PlayStation 4: Saitama è tornato, ma neppure lui può sconfiggere la noia

RECENSIONE di Simone Pettine   —   28/02/2020

Indice

La recensione di One Punch Man: A Hero Nobody Knows per PlayStation 4 deve rendere chiaro un concetto, uno soltanto e subito: Saitama sarà anche l'eroe più potente della Terra, sarà anche invincibile, ma neppure lui riuscirebbe a sconfiggere la noia del videogioco che dovrebbe celebrare le sue avventure. Gli sviluppatori di Spike Chunsoft ce l'hanno messa tutta nel realizzare un titolo il più fedele possibile al manga e anime di partenza, e dal punto di vista delle idea in teoria ce l'hanno fatta: non era affatto facile realizzare un action / picchiaduro / GDR (tutte componenti legate tra loro, come vedremo) il cui protagonista è invincibile. Il problema è che, buone intenzioni a parte, One Punch Man: A Hero Nobody Knows diventa una produzione dimenticabile dopo neppure un'ora di gioco. E vediamo anche i motivi, allora.

La trama, il progetto, il protagonista

Il progetto che ruota attorno a One Punch Man: A Hero Nobody Knows è stato ben studiato dagli sviluppatori di Spike Chunsoft. Manga e anime di partenza sono letteralmente esplosi negli ultimi anni, registrando un'accoglienza estremamente positiva da parte dei lettori: merito del carisma e dell'originalità dell'eroe protagonista, l'improbabile ed invincibile Saitama. Per chi non lo sapesse, il Pelato Mantellato è in grado di stendere qualsiasi nemico, mostro e creatura misteriosa desidera di minacciare la Terra con un pugno: un solo pugno, e senza subire il benché minimo danno.

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Ora, potreste giustamente chiedervi, come si fa a realizzare un videogioco in cui il protagonista è invincibile e ultrapotenziato? Anche i trailer di One Punch Man: A Hero Nobody Knows hanno da subito scherzato su Saitama, mostrando scontri nella tipica interfaccia dei picchiaduro concludersi in appena due secondi: il tempo, da parte dell'eroe, di scagliare il suo pugno micidiale. Spike Chunsoft ha comunque trovato il modo di offrire ai fan un prodotto studiato accuratamente sulle loro esigenze, il primo videogioco al mondo dedicato specificamente a Saitama e compagnia.

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La prima idea degli sviluppatori riguarda la trama di One Punch Man: A Hero Nobody Knows, che segue fedelmente ma in modo parallelo la narrazione della prima stagione dell'anime, fino allo scontro con Scarabeo Asura e la Casa dell'Evoluzione. Il giocatore ritrova così tutti gli eroi celebri dell'opera di partenza, dagli improbabili a quelli più calzanti all'interno di un videogioco che oscilla costantemente tra l'action e il picchiaduro. E incontra, naturalmente, lo stesso Saitama, che accorre (ma in ritardo) a salvarlo dalle schermaglie con i nemici più pericolosi, come ad esempio quella contro Vaccine Man, e in generale dai cattivi storici della prima stagione.

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Avete capito bene: se Saitama corre ad aiutare il giocatore, chi è l'eroe protagonista di One Punch Man: A Hero Nobody Knows? Un avatar. Sì, un avatar: come in Jump Force (e non finiscono qui, purtroppo, i paragoni), come in Code Vein. Come i più recenti titoli pubblicati da Bandai Namco negli ultimi anni in cui pare che il protagonista assoluto debba essere per forza una creatura realizzata da zero, il nuovo arrivato di turno che si farà valere nel mondo fino a diventare l'eroe di cui tutti, per forza, hanno bisogno. E che, tanto per rimanere fedeli, sarà contraddistinto dal fastidioso mutismo di sempre.

Editor e contenuti

I primi venti minuti di One Punch Man: A Hero Nobody Knows, come avrete capito, se li porta via l'editor del personaggio principale: il giocatore può creare minuziosamente da zero il suo alter ego, personalizzandolo in ogni aspetto. Vari accessori secondari verranno sbloccati tramite le missioni principali e secondarie, senza fretta. È anche possibile selezionare una voce, che poi non verrà mai utilizzata se non per emettere versi gutturali in combattimento: insomma, il solito compitino senza alcun tipo di miglioramento.

Questa volta, però, l'editor si estende anche all'abitazione del protagonista: una sorta di sgabuzzino deserto (almeno inizialmente) simile a quello di Saitama nell'anime. Anche qui, però, proseguendo nell'avventura principale sarà possibile ottenere nuovi oggetti d'arredo, alcuni particolarmente graziosi, con cui personalizzarlo a piacimento. Altri verranno acquistati in determinati negozi della città principale.

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Parlando invece dei contenuti, l'avventura principale di One Punch Man: A Hero Nobody Knows consiste in tutta una serie di missioni principali e secondarie. Il giocatore deve completarle una alla volta, passando dalle une alle altre, e sarà impossibile perdere il filo: il titolo, insistentemente e in modo quasi ossessivo, continuerà ad inviare messaggi su messaggi e notifiche su notifiche spiegando cosa bisogna fare, dove, quando e come. Il personaggio più odioso di tutti, Tutorial Man, diventerà il vostro incubo, perché vi seguirà ovunque costringendovi a leggere fiumi di testo, messaggi ridondanti di cui a conti fatti non vi è alcun bisogno, perché l'offerta di One Punch Man: A Hero Nobody Knows si riduce a: scontri con i nemici, dove capita.

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Completando le missioni secondarie, nelle quali rientrano sia le quest sporadiche in città che le vere e proprie missioni assegnate dalle filiali dell'agenzia degli eroi (in cui si combatte), il giocatore sblocca le missioni principali dell'Associazione degli Eroi. Queste sono anche le cosiddette main quest che portano avanti la storia principale: permettono di affrontare i "veri" nemici del franchise e generalmente richiedono un impegno leggermente maggiore a quello di premere tutti i tasti a caso contemporaneamente. Approccio che consente comunque di arrivare ai titoli di coda quasi sempre indenni. Completando queste missioni, il grado eroe del giocatore salirà da C ad S, proponendo (nelle intenzioni) scontri sempre più appaganti.

Trofei PlayStation 4

One Punch Man: A Hero Nobody Knows offre un buon quantitativo di Trofei, indicati anche in un'apposita bacheca nella piazza principale del mondo di gioco. Ottenere il Trofeo di Platino richiederà parecchio tempo e dedizione, dovuti alle fasi di grinding (amicizia con i personaggi secondari, missioni da rigiocare, punti esperienza da guadagnare) ma non abilità particolari.

Gameplay

One Punch Man: A Hero Nobody Knows è un ibrido tra l'action, il picchiaduro e il GDR, ma dovete considerare che mentre la prima componente spicca all'interno del gameplay, le rimanenti si limitano ad offrire un'infarinatura generale delle loro meccaniche di base. Il giocatore, quando accetta una missione, viene lanciato in un'arena simile a quella dei picchiaduro, dove lo scopo principale quasi sempre è eliminare l'avversario (o sopravvivere al timer a schermo).

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Comandi, controlli e sistema di combattimento sembrano quelli di un picchiaduro, ma di un picchiaduro alla lontana e semplificato: oltre allo scatto, difesa, attacco pesante e leggero, gli eroi di One Punch Man: A Hero Nobody Knows possono eseguire fino a tre potenti mosse speciali equipaggiate, ciascuna eseguibile mediante la pressione combinata di L2 + Triangolo o Cerchio o Quadrato. Con L2 + X, invece, si carica l'aura del protagonista, contrassegnata da un indicatore numerico in alto a sinistra.

I tutorial di gioco spesso tenderanno a sottolineare la profondità, lo stile diverso di ogni personaggio, le tante combinazioni possibili: niente di tutto questo vi servirà davvero, e anche se presente non aspettatevi il livello di tecnicismo offerto da qualsiasi vero picchiaduro. Non fosse per la superficialità di fondo della produzione, ciò non sarebbe neppure un male, perché rende One Punch Man: A Hero Nobody Knows adatto anche ai più piccoli.

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Un lato positivo della produzione tutto particolare è rappresentato dalla componente RPG: ogni personaggio può appartenere a più classi, una per ogni stile di combattimento (da quella equilibrata di Saitama ai combattenti che usano le armi o si specializzano nella forza bruta, e via dicendo); inoltre salendo di livello si ottengono punti esperienza da spendere per potenziare il proprio alter ego, specializzandolo in un parametro piuttosto che in un altro. Anche le mosse speciali possono essere equipaggiate e modificate all'occorrenza, ma prima dovrete sbloccarle proseguendo nella trama principale o diventando amici (tramite missioni secondarie) degli altri personaggi della serie. Silver Fang, Dolcetto Mask e Molla Baffuta saranno i primi che incontrerete.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
70,77 €
Multiplayer.it

6.0

Lettori (19)

5.5

Il tuo voto

One Punch Man: A Hero Nobody Knows è il primo videogioco dedicato allo specifico manga e anime di partenza: per i fan non vi sono dunque alternative, sul mercato. Le idee alla base della produzione sono buone, a volte anche originali (come ad esempio nel mix tra componenti action, picchiaduro e GDR), né era facile costruire un gioco attorno ad un personaggio invincibile. Tuttavia, sono i difetti a sopravanzare in modo evidente i pochi pregi presenti. Al di là del comparto tecnico ormai datato, di una città principale praticamente immobile e di una componente online che lascia il tempo che trova (hub principale invaso da giocatori, e possibilità di sfidarli all'occorrenza), One Punch Man: A Hero Nobody Knows è infarcito di missioni tediose e ripetitive, intervallate da centinaia e centinaia di messaggi di spiegazioni inutili. Al giocatore vengono proposti sempre gli stessi scontri, sempre le stesse missioni, sempre negli stessi luoghi, e quella notevole libertà di personalizzazione concessa si arena dopo poche ore, vittima di una struttura che predilige la quantità dei contenuti alla qualità degli stessi. Ci sentiamo di consigliare One Punch Man: A Hero Nobody Knows solo ai fan che idolatrano il franchise in questione; e forse neppure loro lo porteranno a termine.

PRO

  • Fedele a personaggi, situazioni e storia di partenza
  • Tante ore di gioco
  • Buone possibilità di personalizzazione

CONTRO

  • Estremamente ripetitivo
  • Tecnicamente e graficamente datato
  • Gameplay in parte originale, ma estremamente superficiale