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River City Saga: Journey to the West, la recensione di un roguelike ispirato dal famoso romanzo cinese

La saga di Kunio-kun si arricchisce di un nuovo capitolo che realizza una sorta di parodia de Il Viaggio in Occidente con un gameplay che fonde beat 'em up e roguelike.

RECENSIONE di Silvio Mazzitelli   —   15/06/2026
River City Saga Journey to the West
River City Saga: Journey to the West
River City Saga: Journey to the West
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La saga di Kunio-kun (o, fuori dal Giappone, River City) è poco conosciuta in Occidente, ma ha avuto un ruolo importante nella storia dei videogiochi, soprattutto per il genere dei picchiaduro a scorrimento. Creata da Yoshihisa Kishimoto (autore anche di Double Dragon, purtroppo scomparso di recente), la serie si fece notare già negli anni '80 con titoli innovativi come River City Ransom, che fuse per la prima volta elementi da beat 'em up e RPG.

Dopo il fallimento di Technos Japan, il franchise è rimasto inattivo per anni, fino a quando Arc System Works ne ha acquisito i diritti nel 2015, rilanciandolo con successo grazie a giochi come River City Girls. Negli ultimi tempi la compagnia ha iniziato a reinterpretare celebri opere della tradizione cinese attraverso i personaggi della serie. Dopo Il Romanzo dei Tre Regni, è ora il turno de Il Viaggio in Occidente con River City Saga: Journey to the West, che aggiunge una marcata componente roguelike alla classica formula beat 'em up.

Il Viaggio in Occidente in versione roguelike

In River City Saga: Journey to the West, la famosa storia de Il Viaggio in Occidente, che non ha bisogno di presentazioni, in quanto ispiratrice di molti anime come Dragon Ball e anche di videogiochi come Black Myth: Wukong, viene reinterpretata dai personaggi di Kunio-kun in chiave parodistica, ma con rispetto dell'originale, tanto che all'interno del gioco è presente una piccola enciclopedia che spiega personaggi e luoghi dell'opera.

Kunio interpreta tutti i personaggi principali: da Wukong al monaco Sanzang, mentre gli altri, come Misako e Kyoko di River City Girls, assumono le vesti di diversi comprimari in ruoli di supporto. Chi non conosce la saga di Kunio-kun probabilmente farà fatica a cogliere i riferimenti, ma quest'aspetto è abbastanza secondario, in quanto la vera protagonista è l'azione.

Sul fronte del gameplay ci troviamo davanti a un beat 'em up contaminato da elementi roguelike, il cui punto di forza risiede nella sua immediatezza. Il sistema di combattimento offre tutte le azioni tipiche del genere: attacchi base concatenabili in combo, mosse speciali, abilità magiche, schivate e una potente Ultimate. Ogni tecnica può essere migliorata attraverso numerosi potenziamenti ottenibili durante la partita, permettendo così di creare build sempre diverse. Ed è proprio su questo elemento che si concentra l'intera esperienza.

All'interno dell'hub di gioco potremo acquistare i potenziamenti permanenti e cambiare personaggio
All'interno dell'hub di gioco potremo acquistare i potenziamenti permanenti e cambiare personaggio

Di per sé il gioco non è particolarmente lungo. L'avventura è suddivisa in quattro capitoli, ciascuno composto da nove livelli e intervallato da diverse battaglie coi boss. La struttura è molto semplice: ci si ritrova all'interno di arene chiuse dove bisogna affrontare ondate di nemici o il boss di turno e, al termine di ogni sfida, scegliere uno tra i diversi potenziamenti offerti per sviluppare il proprio personaggio.

Le possibilità in questo senso sono numerose. Si può ottenere il favore di diverse divinità, che si traduce in bonus attivi e passivi capaci di modificare persino gli effetti degli attacchi, ad esempio aggiungendo status alterati come la Debilitazione, che indebolisce i nemici, o lo Shock, che li rallenta. Altri potenziamenti consentono invece di aumentare la salute, ridurre i danni subiti o migliorare altre statistiche. Alcuni arrivano addirittura a sostituire determinate mosse con altre completamente nuove, trasformando in maniera significativa il proprio stile di gioco.

I tanti potenziamenti permetteranno di sbizzarrirsi nella creazione di diverse build per i propri personaggi
I tanti potenziamenti permetteranno di sbizzarrirsi nella creazione di diverse build per i propri personaggi

Esistono poi altre ricompense che permettono di accumulare diverse valute da spendere una volta sconfitti o tornati all'hub centrale dopo aver completato un capitolo. Qui è possibile acquistare potenziamenti permanenti che rendono i tentativi successivi più semplici: si va dall'aumento della salute e della probabilità di colpi critici alla possibilità di resuscitare dopo la morte o di equipaggiare più di un talismano contemporaneamente.

Anche l'equipaggiamento ha un suo peso. I talismani migliorano alcune statistiche specifiche, mentre le Sorcery permettono di trasformarsi temporaneamente in uno dei nemici già affrontati durante l'avventura per scatenare un potente attacco speciale. Oltre a questo, conferiscono anche bonus passivi permanenti ad attacco e difesa, offrendo davvero molte opzioni per costruire il combattente definitivo.

Semplice ma efficace

Tutti questi elementi, pur non essendo particolarmente originali, riescono a rendere River City Saga: Journey to the West più profondo di quanto possa sembrare a una prima occhiata. La possibilità di sperimentare build molto diverse l'una dall'altra a ogni partita permette infatti di affrontare ogni tentativo in maniera differente.

Nel gioco sarà possibile scegliere fra tre personaggi, ognuno molto diverso dall'altro
Nel gioco sarà possibile scegliere fra tre personaggi, ognuno molto diverso dall'altro

Partita dopo partita, si inizierà a capire quali potenziamenti siano migliori di altri, come solitamente avviene in ogni roguelike, ma ci sarà comunque un buon margine di sperimentazione tra le varie opzioni disponibili, specialmente perché ci sono anche tre personaggi giocabili. Oltre a Wukong infatti, un guerriero equilibrato e basato soprattutto sulla velocità, sarà possibile sbloccare anche Zhu Bajie, più lento ma decisamente più potente e dotato di una sorta di parry, e Sha Wujing, specializzato invece negli attacchi a distanza.

Anche il sistema di combattimento funziona piuttosto bene. Gli scontri sono veloci e non chiedono semplicemente di schiacciare i tasti a caso; al contrario, alcuni potenziamenti permettono di adottare strategie interessanti. È possibile, ad esempio, creare con uno scatto delle aree che infliggono danni continui ai nemici e combinarle con incantesimi capaci di bloccarli sul posto, massimizzando così l'efficacia delle proprie abilità.

Il combat system è semplice e molto intuitivo
Il combat system è semplice e molto intuitivo

Buona anche la varietà degli avversari, che cresce progressivamente da un capitolo all'altro rendendo l'avanzata sempre più impegnativa. Alcuni nemici sono particolarmente aggressivi e resistenti, altri attaccano dalla distanza, mentre altri ancora sono addirittura in grado di teletrasportarsi alle spalle del giocatore. Solo nelle fasi finali abbiamo notato una certa confusione a schermo, che in alcuni momenti rende difficile leggere chiaramente l'azione.

Ben realizzati anche i boss, piuttosto numerosi nel corso dell'avventura. Si passa da nemici di dimensioni umane, spesso dotati di attacchi molto potenti in grado di coprire gran parte dell'arena - il raggio d'azione è comunque segnalato da indicatori sul terreno - a enormi colossi che richiedono di distruggere specifiche parti del corpo per essere sconfitti. Anche in questo caso, però, alcune battaglie tendono a diventare fin troppo caotiche, avvicinandosi quasi a un bullet hell.

Nel gioco ci troveremo ad affrontare numerosi boss
Nel gioco ci troveremo ad affrontare numerosi boss

L'aspetto che ci ha convinto meno è senza dubbio la struttura dei livelli. Le aree sono chiuse, molto limitate e costruite quasi esclusivamente per ospitare ondate di nemici. Anche dal punto di vista artistico risultano piuttosto poco ispirate, differenziandosi principalmente per gli sfondi e per la disposizione casuale di oggetti distruttibili e trappole. Almeno gli sprite bidimensionali dei personaggi e gli effetti speciali delle loro mosse sono realizzati e animati con grande cura.

Essendo un roguelike, ovviamente, il gioco non è pensato per essere completato una sola volta. Serviranno diverse ore di tentativi e potenziamenti prima di riuscire a portarlo a termine, ma anche dopo averlo completato la rigiocabilità resterà alta non soltanto per la sperimentazione delle varie build e la tipica assuefazione che hanno i migliori roguelike, ma anche perché i livelli diverranno più complessi e si potrà sbloccare, finendolo una seconda volta, il vero finale.

Conclusioni

Versione testata Nintendo Switch 2
Digital Delivery Steam, PlayStation Store
Prezzo 19,99 €
Multiplayer.it
7.0
Lettori
ND
Il tuo voto

Nonostante la sua semplicità, River City Saga: Journey to the West si può considerare un action roguelike nel complesso molto essenziale, ma che fa il suo dovere dove conta davvero, ossia nel combat system e nella possibilità di sbizzarrirsi con la creazione di build sempre diverse. Al di là di questo aspetto, il gioco non offre molto altro, ma per gli appassionati del genere che hanno già consumato i titoli più celebri può rappresentare una valida alternativa, o una versione più leggera e immediata rispetto a esperienze più complesse. Anche il prezzo particolarmente accessibile lo rende una buona scelta per chi desidera avvicinarsi ai roguelike senza affrontare sistemi troppo elaborati.

PRO

  • Parecchia varietà nella creazione delle build
  • Combat system semplice ma efficace
  • Buona rigiocabilità a un prezzo budget

CONTRO

  • La struttura dei livelli è molto limitata
  • In alcune situazioni il caos a schermo rende difficile leggere l'azione
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