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Tales of Eternia Remastered, la recensione del JRPG Bandai Namco tornato dopo vent'anni

Dopo Graces f, Xillia e Berseria tocca a Eternia: storia, cast e colonna sonora di Motoi Sakuraba reggono, mentre comparto tecnico e combattimenti mostrano tutta l'età.

RECENSIONE di Christian Colli   —   09/10/2026
I tre protagonisti di Tales of Eternia Remastered
Tales of Eternia Remastered
Tales of Eternia Remastered
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Tales of Eternia è uno dei titoli più discussi nella comunità degli appassionati di JRPG e della serie Tales in particolare, se non altro per via della sua limitata diffusione: uscito tra il 2000 e il 2001 solo in Giappone e in Nord America, è arrivato solo qualche anno dopo anche in Europa in versione PSP per poi sparire completamente dai radar per quasi vent'anni. A complicare ulteriormente la sua posizione è stato il titolo. La prima uscita, infatti, è stata ribattezzata Tales of Destiny II in Nord America, ma il gioco non aveva nulla a che fare con il precedente Tales of Destiny, che nel 2002 ricevette un seguito effettivo intitolato proprio Tales of Destiny 2.

Insomma, la stessa esistenza di questo gioco è un nodo che Bandai Namco ha deciso di sciogliere con una riedizione rimasterizzata: una scelta a sua volta controversa, dato che esistono alcuni titoli della serie, come il suddetto Tales of Destiny 2 e Tales of Rebirth, che non sono mai neppure stati localizzati, mentre i fan aspettano ansiosamente un nuovo episodio moderno della serie. A conti fatti, tutti questi ragionamenti quanto pesano su questa riedizione? Vale la pena giocarla a distanza di vent'anni?

Due pianeti, quattro eroi e tante opzioni

Nonostante la sua semplicità anche in termini di narrativa, e forse proprio questa semplicità, Tales of Eternia resta ancora oggi uno dei capitoli più memorabili della serie: il cast ridotto, ma ben caratterizzato, è impreziosito da dinamiche e interazioni convincenti, mentre l'intera avventura, che si completa in una trentina di ore tirando dritti senza dedicarsi ai contenuti opzionali, ha il profumo dei JRPG vecchia scuola che non si perdevano in sottotesti esistenziali, pur trattando tematiche di un certo valore con delicatezza.

La storia ruota intorno a quattro personaggi principali (ma si uniranno più o meno temporaneamente al cast anche altri personaggi) che si ritrovano a viaggiare tra due pianeti per sventare una vera e propria catastrofe. Il "mondo" di Eternia è infatti diviso in due pianeti: Celestia, tecnologicamente sofisticato, e Inferia, che è più arretrato, quasi medievaleggiante. Proprio su Inferia precipita una capsula spaziale in cui ha viaggiato una ragazzina, che i protagonisti Reid, Farah e Keele prendono sotto la loro ala. La dinamica è interessante perché i tre sono amici di lunga data, dunque il gioco non perde tempo a imbastire un rapporto di confidenza tra loro, che risalta subito per la sua spontaneità, mentre Meredy inizialmente non parla la loro lingua e si integra pian piano ma in modo efficace nel gruppo.

Tra una cosa e l'altra, i nostri partono per un viaggio alla ricerca degli spiriti elementali che presiedono i due pianeti, nel tentativo di ottenere i loro favori e trovare i responsabili del pericolo prima che scoppi pure una guerra: tra microstorie legate ai singoli spiriti e un arco narrativo più ampio, forse un pelo scontato ma comunque godibile, Tales of Eternia è un JRPG decisamente all'antica non solo nella narrativa, ma anche nella struttura, divisa tra esplorazione di piccole località, dungeon (o segrete, come li chiama la nuova localizzazione italiana) e mappa del mondo in scala.

I protagonisti di Tales of Eternia viaggiano tra due mondi in cerca degli spiriti elementali
I protagonisti di Tales of Eternia viaggiano tra due mondi in cerca degli spiriti elementali

La progressione è piuttosto lineare con alcuni momenti in cui il giocatore può dedicarsi a obiettivi secondari e svariati minigiochi, spesso contrassegnati da un nuovo sistema di segnalazione pensato per questa riedizione, comunque disattivabile a discrezione del giocatore, che permette di non perdersi nessun contenuto extra. La remaster integra infatti la solita pletora di funzionalità che permettono di personalizzare l'esperienza: si può cambiare la frequenza dei combattimenti, moltiplicare i gald e i punti esperienza ottenuti combattendo, migliorare in varia misura le capacità dei personaggi in battaglia o in cucina e così via.

È inoltre possibile passare in qualsiasi momento alla versione originale del gioco che, a dirla tutta, oggi appare un po' un pugno in un occhio. Tales of Eternia è un titolo PlayStation del 2000, appartenente a una serie che all'epoca era alla sua terza uscita su console, e si porta dietro tutte le spigolosità del caso: escludendo la mappa del mondo in miniatura e l'effettistica abbastanza preistorica, il gioco è praticamente tutto in 2D, cosa che "sgrana" scenari e sprite anche in versione rimasterizzata. Si tratta, insomma, di un titolo dal comparto tecnico fortemente antiquato, ulteriormente sgraziato da una remaster superficiale, in cui resta immortale solo la splendida colonna sonora di Motoi Sakuraba, ancora oggi una delle migliori nell'intera serie Bandai Namco.

Combattimenti action all'antica

L'età di Tales of Eternia si riflette anche sul sistema di combattimento, il Linear Motion Battle System (LMBS) della serie, qui nella variante Aggressive, evoluzione di quello visto in Tales of Destiny: in questa iterazione appare ancora spoglio di tutte quelle sofisticatezze, funzionalità e aggiunte che lo hanno trasformato nei vent'anni successivi, cambiandogli spesso anche nome all'occorrenza. Quello di Tales of Eternia è asciutto, basilare: i combattimenti casuali si traducono in uno scontro sul solo piano orizzontale, in cui si muovono i quattro sprite del giocatore e gli eventuali nemici o eventuali boss. Il giocatore controlla direttamente un solo membro del party, affidando a una discreta intelligenza artificiale gli altri tre, che seguiranno direttive generiche o ordini impartiti attraverso un menu a comparsa.

Il sistema di combattimento asciutto rappresenta le radici della serie Bandai Namco
Il sistema di combattimento asciutto rappresenta le radici della serie Bandai Namco

Il sistema di controllo prevede un tasto dedicato all'attacco, da combinare con le direzioni per sferrare colpi di natura diversa, uno per la parata, che riduce relativamente i danni, e una serie di combinazioni e scorciatoie che attivano le abilità, vere e proprie mosse speciali che si imparano aumentando di livello e usando gli attacchi e le altre abilità già apprese. L'inizio è un po' sconfortante: la mobilità è limitata alla corsa e al salto e la povertà di mosse a disposizione rende difficile inanellare le combo, che appaiono perciò sgraziate e poco fluide. Col passare del tempo, tuttavia, il sistema di combattimento si apre un po' di più, sbloccando alcune funzionalità aggiuntive, abilità articolate che diventano più facili da mettere in serie e incantesimi singoli e ad area che includono invocazioni tematiche.

Nonostante le discrete differenze tra i personaggi e le loro peculiarità in combattimento, Tales of Eternia resta comunque un JRPG particolarmente basilare dal punto di vista del gameplay, un vero e proprio antipasto della serie che conosciamo oggi e di cui rappresenta un monolitico caso di studio. Per questo motivo, è un titolo difficile da consigliare a chi cerca un gioco di ruolo nipponico in un periodo come questo, in cui il genere è rappresentato da altre eccellenze del calibro di Trails in the Sky 2nd Chapter, Fire Emblem: Fortune's Weave o Final Fantasy Resonance. Il prezzo "budget" sicuramente invoglia a un recupero, ma lo consigliamo soprattutto a chi vuole riscoprire le radici della serie Bandai Namco, consapevole della loro veneranda età.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery PlayStation Store
Prezzo 29,99 €
Multiplayer.it
6.5
Lettori
ND
Il tuo voto

Se amate la serie Tales e vi siete persi le precedenti versioni di questo capitolo che risalgono a oltre vent'anni fa, Tales of Eternia potrebbe essere una lacuna da colmare, venendo a patti con la sua arretratezza sul profilo tecnico e nel gameplay: l'operazione di remaster operata da Bandai Namco è la solita all'acqua di rose, compensata dall'aggiunta di svariate opzioni e funzionalità pensate soprattutto per agevolare l'esperienza a chi magari vuole solo scoprire o riscoprire questa storia a tutta velocità. La narrativa, il cast e la colonna sonora sono infatti i punti di forza di un JRPG che sente tutto il peso di oltre vent'anni, ma che rappresenta una delle pietre fondanti su cui Bandai Namco ha costruito questa serie: forse più che una remaster frettolosa aveva bisogno di un rifacimento in stile Trails in the Sky.

PRO

  • La storia asciutta ma coinvolgente e il cast affiatato
  • La colonna sonora di Motoi Sakuraba

CONTRO

  • Tecnicamente è davvero molto antiquato
  • Il sistema di combattimento primordiale ci mette un po' a ingranare
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Abbiamo recensito il gioco grazie a un codice PlayStation 5 fornito dall'editore.
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