Apex Legends, le tappe del successo

Ripercorriamo la strada di Apex Legends, dal suo atipico annuncio all'arrivo della Stagione 9

SPECIALE di Tommaso Valentini —   25/05/2021
2

In collaborazione con Electronic Arts

Ogni tanto è interessante guardarsi indietro e cercare di capire come un determinato titolo sia stato capace di raggiungere inaspettate vette di successo. Oggi, nel panorama dei Battle Royale, Apex Legends è sicuramente uno dei giochi di punta per il genere ma la strada percorsa per arrivare a questo punto non è stata priva di rischi, costellata da idee coraggiose e segnata da iniziative fuori dall'ordinario per permettere alla produzione di Electronic Arts di distinguersi e far parlare di sé.

Vogliamo quindi cercare di ripercorrere oggi, a distanza di oltre due anni dal lancio, le tappe che ne hanno segnato il successo e le caratteristiche salienti grazie alle quali Apex Legends è diventato quello che tutti noi conosciamo e giochiamo regolarmente.

Un lancio contro ogni regola

La presentazione di Apex Legends fu completamente fuori dall'ordinario
La presentazione di Apex Legends fu completamente fuori dall'ordinario

Apex Legends ha preso tutti di sorpresa con un lancio incredibile, capace di attirare le attenzioni di milioni di giocatori e in grado di sovvertire, ai tempi, le consuete regole di ingaggio. Niente press tour in anteprima, niente eventi di prova per far parlare la stampa del gioco prima dell'apertura ufficiale dei server, niente trailer di annuncio e bocche cucite fino al fantomatico day one, con un lancio sospinto poi incredibilmente solo da una stretta, ma seguitissima, cerchia di influencer. Incredibile come Electronic Arts fosse riuscita ai tempi a mantenere sotto chiave tutti i segreti del titolo Respawn, ottenendo un effetto esplosivo a catena grazie al quale più di dieci milioni di giocatori si riversarono sui server nelle prime settantadue ore, un primato che ancora oggi fatica ad essere eguagliato. Al primo fugace sguardo, Apex poteva sembrare un mero clone futuristico di Call of Duty ma sotto quell'aspetto similare nascondeva in realtà un'ossatura ben diversa. Respawn aveva infatti svolto molto bene i compiti a casa, e Apex raccoglieva a piene mani dagli altri Battle Royale le meccaniche basilari, riportandole poi su schermo remixate in soluzioni decisamente più fresche e immediate, tratteggiando così qualcosa di incredibilmente unico e riconoscibile.

Il cast di personaggi è stato tra gli aspetti più caratteristici di Apex fin dall'inizio
Il cast di personaggi è stato tra gli aspetti più caratteristici di Apex fin dall'inizio

A partire dallo smart loot, ad esempio, già visto in altri Battle Royale ma messo in campo in maniera così fluida da lasciare sorpresi anche gli utenti più scafati. Gli oggetti comuni non hanno priorità durante la frenetica raccolta dell'equipaggiamento, gli accessori vengono montati automaticamente sulle armi e l'intera interfaccia urla ai giocatori la propria leggibilità grazie a una quantità enorme ma mai fastidiosa di suggerimenti a schermo. Il sistema di ping poi, preso in prestito dai Battlefield ma migliorato enormemente, è sempre stato capace di donare una lettura dell'azione di gioco sublime e, ancora oggi, rimane uno dei sistemi migliori in ambito Battle Royale. Perfetto per giocare in squadra con amici e ancora più efficace se utilizzato con il matchmaking casuale del gioco, per avvisare compagni senza voice chat o abbinati casualmente attraverso il crossplay.

Il gioco permetteva di attraversare una ricca mappa rapidamente e in maniera strategica
Il gioco permetteva di attraversare una ricca mappa rapidamente e in maniera strategica

Ultima cosa che Apex faceva e riesce a fare ancora oggi meglio di tutti gli altri, che poi si sono adattati con il tempo, è quella capacità di distruggere i tempi morti durante i match, sfruttando un sistema di respawn dei compagni che garantisce, a chi viene eliminato precocemente, di poter essere schierato nuovamente in campo direttamente dagli alleati ancora in gioco, soluzione a un problema atavico dei Battle Royale che, invece, hanno sempre punito eccessivamente una morte nelle fasi iniziali di un match.

Un concetto allargato alla volontà di mantenere i team attivi sempre con il massimo numero di giocatori, permettendo di rialzarsi una volta atterrati, di richiamare i compagni caduti con le navette di supporto e dando comunque ulteriori scudi una volta feriti gravemente, per resistere ad eventuali cecchinate improvvise dalla distanza. Apex era insomma l'unico Battle Royale che voleva con tutte le forze fare in modo che il gioco fosse sempre indirizzato ai team e mai al giocatore solitario, che difficilmente poteva attendere nascosto nell'erba o in un costruzione nascosta sperando di portarsi a casa la vittoria finale semplicemente camperando, soluzione che lo rese a suo modo decisamente unico.

Dalle basi all'esplosione

L'ultima stagione di Apex Legends introduce delle particolari arene 3v3
L'ultima stagione di Apex Legends introduce delle particolari arene 3v3

Con una base di partenza così solida, recensioni, feedback e commenti positivi sono piovuti da tutte le parti all'unisono, compresa quella stessa stampa lasciata in disparte inizialmente ma convinta comunque a supportare un gioco di altissima qualità. Non solo Apex Legends era incredibile da giocare ma anche il comparto tecnico risultava leggerissimo e adatto a un'ampia fascia di PC. Merito soprattutto del Source Engine di Valve, un motore all'avanguardia soprattutto per la fisica, e già utilizzato da Respawn su Titanfall, con cui ottenne risultati strabilianti.

A rafforzare tutto il pacchetto ci pensavano le Leggende, personaggi carismatici e mai eccessivamente stereotipati ben disegnati e assolutamente riconoscibili nel panorama dei Battle Royale. Il roster di partenza includeva un buon ventaglio di opzioni, soprattutto in termini di varietà nel sistema di gioco, ma è stato con l'avanzare delle stagioni che il titolo si è arricchito a sufficienza da arrivare a proporre diciassette personaggi, con l'ultima aggiunta di Valkyrie, nata dall'idea di ridisegnare la mobilità in gioco. Il percorso di crescita si è dunque strutturato attorno ai regolari Season Pass, in grado di ripagarsi da soli a patto di completarne il percorso, a eventi temporanei e all'aggiunta di regolari attività a rotazione per mantenere il Battle Royale di casa EA sempre fresco e pungente.

Respawn ha aperto recentemente un nuovo studio a Vancouver, proprio focalizzato sullo sviluppo di Apex Legends
Respawn ha aperto recentemente un nuovo studio a Vancouver, proprio focalizzato sullo sviluppo di Apex Legends

Con il passare degli anni e delle stagioni, tuttavia iniziavamo a sentire il peso di una ciclicità fin troppo marcata e, per fortuna, Respawn ha ben pensato di sorprenderci introducendo poche settimane fa la modalità permanente delle arene 3v3, gettando le basi per stagioni competitive parallele e permettendoci di alternare le enormi battaglie mono mappa a un arena shooter nettamente più nelle nostre corde. Tutto ciò è stato possibile grazie a una community ormai numerosissima e alla possibilità di dividere proprio per questo il sistema di matchmaking senza paura di andare a svuotare gli altri circuiti.

Cento milioni di giocatori registrati sono insomma numeri da capogiro per un prodotto capace in due anni di far registrare introiti per più di un miliardo di dollari, situazione che chiaramente porterà il supporto di Electronic Arts a perdurare a lungo sul titolo mettendo i giocatori e i pro nella situazione di un sicuro aggiornamento costante nei prossimi anni. Non si parla quindi solo di cambiamenti estetici alla mappa, come è lecito aspettarsi ma proprio un ulteriore ampliamento del mercato globale visto che esattamente come successo da prima per PlayStation e Xbox e nel 2020 anche per Nintendo Switch il titolo approderà nel 2022 anche su mobile, con il conseguente atteso nuovo picco di giocatori.

Dopo il recente approdo su Switch, Apex Legends arriverà nel corso del prossimo anno anche su smartphone e tablet
Dopo il recente approdo su Switch, Apex Legends arriverà nel corso del prossimo anno anche su smartphone e tablet

Apex Legends ha avuto una crescita esponenziale stagione dopo stagione e non sembra volersi arrestare. Ad ogni aggiornamento le colonne portanti del titolo vengono rafforzate, vengono aggiunte nuove armi, meccaniche interessanti ma non rivoluzionarie e viene consolidata una fanbase che non accenna a voler lasciare i server di gioco ma che, anzi continua ad essere estremamente attiva su tutte le piattaforme. Il futuro insomma sembra ancora roseo e ricco di sorprese dopo due anni e noi siamo decisi a continuare a usufruirne fino all'ultima schermaglia.