Black Shark all’E3 2019 0

Nel corso dell'E3 2019 abbiamo potuto incontrare l'azienda cinese Black Shark che sta cercando di farsi largo nel mondo del mobile gaming

INTERVISTA di Umberto Moioli   —   17/06/2019

Black Shark non si definisce un'azienda di smartphone, nonostante finora abbia sopratutto lanciato prodotti in questo ambito. Il brand cinese intende essere un protagonista nel mondo del gaming, a partire dal Paese e dalla regione di riferimento, ma guardando anche all'Occidente. Finora il mobile gaming è stato visto con un certo sospetto dagli appassionati ma piano piano, con l'arrivo di esperienze sempre più vicine e in alcuni case identiche a quelle console e PC, le cose stanno per cambiare. Senza tenere in considerazione l'arrivo del 5G e del cloud gaming, che potrebbero completamente sparigliare le carte. Nei prossimi giorni pubblicheremo la recensione del loro ultimo dispositivo ma nel frattempo ne abbiamo parlato brevemente con David Li, vice presidente dell'azienda.

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Cosa avete portato di nuovo all'E3 2019?
Siamo venuti per la prima volta all'E3 per farci conoscere meglio dai giocatori occidentali: il mobile gaming è un mercato in rapidissima espansione e con il cloud gaming sempre più concreto, intendiamo raccontare ai nostri potenziali utenti i nostri prodotti. All'E3 in particolare abbiamo confermato le nostre partnership con alcuni importanti produttori di software come Tencent, Epic e Gameloft.

Qual è l'obiettivo di queste partnership?
Con Gameloft, ad esempio, abbiamo stretto un accordo per creare la Asphalt 9 Black Shark Series, un torneo e-sport che coinvolgerà nove paesi inclusa l'Italia, la Spagna e la Francia. Crediamo molto anche nel gioco competitivo su mobile, è un ambito che può avere grandi sviluppi e la nostra intenzione è quella di essere dei pionieri in questo campo.

Hai citato brevemente i servizi di cloud gaming: pensi che prodotti come Stadia o Project XCloud possano cambiare il nostro modo di giocare?
Il 5G sta arrivando, è oramai una realtà alle porte: la velocità di queste connessione unita alle bassissime latenze renderà questo tipo di esperienze sempre più concrete. Black Shark intende entrare in questo campo offrendo i migliori strumenti per giocare in mobilità con uno schermo portatile.

Creerete qualche software specifico per il cloud gaming? O vi appoggerete unicamente alle piattaforme altrui?
La nostra azienda intende lavorare anche nel campo dei servizi, stiamo discutendo con alcuni provider telefonici in diversi paesi e con diverse aziende attive in questo campo per ottenere delle collaborazioni. Più che una piattaforma di cloud gaming dedicata mi immagino delle applicazioni che ottimizzino al meglio l'esperienza di gioco. In fondo abbiamo già il Game Mode in continua evoluzione, e periferiche come il nostro game pad per offrire possibilità di gioco migliori rispetto a quelle del classico touchscreen.

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Per il momento vi state muovendo nel mercato iper competitivo degli smartphone: in futuro pensate a qualche dispositivo dedicato unicamente al gaming?
Come dicevo, noi ci definiamo una compagnia attiva nel gaming, non nella telefonia. Hardware, software e servizi sono tutti ambiti che esploreremo sempre più approfonditamente. In due o tre anni mi immagino un nostro dispositivo per il gioco in mobilità che non sia necessariamente un telefono ma qualcosa di diverso. La base di partenza sarà sempre Android per ovvie ragioni, però sarà qualcosa di dedicato con funzioni speciali e un focus unico sul gaming.

Già oggi si notano molte differenze nel modo di giocare in Occidente e in Asia: paesi come la Cina, il Giappone e la Sud Corea hanno visto l'esplosione del mobile gaming anche tra un'utenza di appassionati, non solo di casual gamer. In futuro penserete a prodotti diversi per ciascun mercato così da soddisfare ogni esigenza?
In realtà secondo noi anche in Occidente si vedrà un progressivo aumento degli appassionati che giocano su mobile, non sarà necessariamente un'alternativa a console e PC ma qualcosa che è destinato a crescere. In Sud Corea ad esempio abbiamo già la collaborazione con due provider di servizi su tre, SK ed LG+, e lo stesso sta accadendo in Giappone e in molti Paesi del sud est asiatico. Queste partnership saranno per noi sempre più fondamentali, anche in Occidente, per far crescere la consapevolezza nei nostri prodotti e nel mobile gaming.

Come pensate di farvi conoscere sempre di più anche sul nostro mercato?
Lavoreremo molto sulle community, vogliamo creare un gruppo di appassionati che giocano e discutono attorno alla nostra piattaforma. Il secondo punto è certamente quello del prezzo: vogliamo mantenerlo competitivo per far sperimentare il nostro prodotto a più persone possibili.