Dodici anni fa, durante la conferenza di Sony all'E3 2014, i tetti appuntiti di Yharnam si stagliarono contro il suo cielo rossastro, svelando al mondo l'esistenza di Bloodborne. Allora la platea e il pubblico da casa reagirono con qualche timido applauso, presi com'erano da cose come il nuovo Far Cry 4 e il ritorno inatteso di Dead Island 2, ancora completamente ignari del futuro che attendeva l'industria del videogioco. È quasi catartico riguardare quella presentazione consapevoli di cosa significhi, oggi, presentarsi al grande appuntamento con il pubblico potendo fare affidamento su un'esclusiva firmata FromSoftware, compagnia che in meno di un decennio è giunta fino alla vetta dell'industria. Per lunghissimo tempo quella è rimasta l'ultima volta che lo studio di Hidetaka Miyazaki ha deciso di legare il proprio nome in esclusiva a una piattaforma, almeno fino alla presentazione ufficiale di Nintendo Switch 2 che la scorsa primavera, contro ogni pronostico, ha alzato il sipario su The Duskbloods.
E The Duskbloods è un progetto particolare, non solo perché avvolge con tinte decisamente più oscure del solito le atmosfere gioiose della Grande N, ma perché rappresenta il secondo lavoro consecutivo di FromSoftware interamente costruito sul comparto multigiocatore, questa volta addirittura di matrice competitiva. Se da una parte gli appassionati attendevano notizie in occasione del recente Nintendo Direct, dato che la finestra di lancio rimane ancora prevista per il 2026, dall'altra la demo del Closed Network Test non è riuscita a sciogliere tutti i dubbi riguardo la natura dell'opera, mettendo lo studio in una posizione inedita. Se da una parte la distanza fra due "videogiochi principali" non si era mai fatta così lunga, dall'altra l'esclusiva Switch 2 fa parte di una corrente che si sta allontanando in maniera molto rischiosa dall'esperienza di gameplay che l'ha trainata ai vertici del medium.
Che cosa sta facendo, dunque, FromSoftware?
Il multigiocatore: The Duskbloods e Elden Ring: Nightreign
Nelle scorse settimane si è tenuto il Closed Network Test di The Duskbloods, esclusiva Nintendo Switch 2 confezionata sotto la supervisione di Hidetaka Miyazaki, artefice del filone di produzioni scaturite da Dark Souls e attuale presidente di FromSoftware. A differenza delle opere che hanno segnato gli ultimi quindici anni della compagnia - e che hanno cambiato la storia dello studio di proprietà della Kadokawa Corporation - si tratta di un videogioco fondato esclusivamente sul multigiocatore online. Per la precisione si tratta della seconda fatica di questo tipo dopo Elden Ring: Nightreign, spin off del GOTY 2022 che adottava una particolare formula da roguelite orientato alla cooperativa, scagliando gruppi di tre giocatori in una mappa da navigare alla velocità della luce per prepararsi alle complesse battaglie congiunte contro i Signori della Notte, infilando nel calderone gran parte degli asset confezionati dagli artisti della casa nel corso degli anni.
Se in quel caso si trattava pur sempre di azione PvE e permaneva l'offerta della variante per un singolo giocatore, The Duskbloods ha deciso di alzare ulteriormente l'asticella, ancorandosi a una struttura PvPvE che ricorda una sorta di videogioco Battle Royale nel quale mietere orde di nemici controllati dall'intelligenza artificiale e guardarsi le spalle dagli assalti degli altri giocatori. La sostanza, di contro, non è cambiata: si tratta di partite dai ritmi serratissimi, bisogna sfrecciare a velocità folle attraverso l'ambientazione per completare il maggior numero possibile di obiettivi, perché l'orologio ticchetta inesorabile e tutti coloro che non hanno accumulato abbastanza punti saranno eliminati all'inizio della fase successiva. Insomma, l'architettura generale e le sensazioni attorno a cui è costruita sono molto distanti dai ritmi compassati che hanno fatto la fortuna delle classiche opere di Miyazaki. Dove nasce questo improvviso interesse verso il paradigma online?
In realtà, stando ai racconti dei leader dello studio, la preproduzione di Elden Ring: Nightreign ha avuto inizio nel 2021 - ancora prima del lancio di Elden Ring - ma il concetto risalirebbe addirittura al periodo immediatamente successivo alla pubblicazione di Dark Souls 3, attorno alla seconda metà del 2016. Miyazaki e la dirigenza hanno raccontato di essersi preoccupati della crescita dei costi e delle dimensioni dei videogiochi moderni, sentendo la necessità di concentrare i rischi in progetti minori perseguendo due obiettivi fondamentali: da una parte la formazione di nuovo personale di alto livello, dall'altra la sperimentazione di idee e meccaniche di gioco. Fu proprio Junya Ishizaki - poi divenuto director di Nightreign - a presentare il pitch di un progetto interamente dedicato alla componente cooperativa online, con il desiderio di testare una nuova formula di gameplay ricamata attorno a partite più brevi e immediate da affrontare con gli amici.
Al di là delle considerazioni legate al gusto degli appassionati, è stata senza dubbio una scommessa vinta: Nightreign ha superato i 5 milioni di copie vendute nell'arco di un singolo mese e mantiene tutt'ora una media di oltre 30.000 giocatori giornalieri sulle sole sponde di Steam, al netto di un processo di sviluppo decisamente più snello rispetto agli standard della compagnia. Già allora, tuttavia, diversi fan si chiesero se si trattasse dell'inizio di una nuova traiettoria per FromSoftware, una intenzionata a distanziarsi dalle opere della sua tradizione moderna. Nonostante le iniziali rassicurazioni di Hidetaka Miyazaki, l'annuncio di The Duskbloods l'ha portato a rilasciare una dichiarazione molto precisa nelle interviste successive: "Non fa parte di un 'grande piano' aziendale per abbandonare il passato, ma di una coincidenza nelle tempistiche dello sviluppo", per poi aggiungere che "Lavorare su progetti online ha fatto venire al team ancora più voglia di tornare a sviluppare progetti principalmente per il giocatore singolo".
Quale sarà il destino di The Duskbloods?
Sta di fatto che The Duskbloods segna la seconda produzione consecutiva a deviare dalla ricetta del "soulsborne" classico, e nonostante la curiosità che l'avvolge è stato accolto in maniera decisamente più tiepida fuori dai cancelli del Closed Network Test. Questo perché, a differenza di un Nightreign che si manteneva in parte vicino alle sensazioni tipiche di FromSoftware, la formula PvPvE segna un netto cambio di paradigma che rimane ancora molto difficile da decifrare, una sintesi di tante diverse meccaniche che sembrano fare fatica a incastrarsi l'una con l'altra.
Per approfondire potete leggere la nostra anteprima dettagliata, ma in caso non lo sapeste The Duskbloods adotta una struttura del gameplay atipica: all'inizio della partita, otto giocatori vengono schierati all'interno della mappa e si avvia lo spietato timer che scandisce le diverse fasi dell'esperienza. Oltre a dover potenziare le classi predefinite salendo di livello e ottenendo strumenti utili, i partecipanti devono accumulare dei punti chiamati Virtù sconfiggendo boss, esplorando l'ambientazione ed eliminando gli altri giocatori; al termine di ciascuna fase - che ha una durata compresa fra i 5 e gli 8 minuti - gli ultimi della classifica vengono eliminati progressivamente e il ciclo si ripete fino al raggiungimento della fase finale, momento in cui i quattro sopravvissuti si giocano tutto per la vittoria. Miyazaki ha affermato che non sarà necessario "vincere" le partite per scoprire l'interezza dell'universo costruito dallo studio, ma è evidente che si tratta di un'architettura davvero lontanissima dalle meccaniche che hanno fatto innamorare decine di milioni di videogiocatori.
La sessione di Closed Network Test è stata accompagnata dal divieto di trasmettere in diretta il gameplay così come di registrarlo per produrre analisi, ma questo non ha impedito ad alcune delle voci più autorevoli della community di esprimere pareri molto in bilico fra la curiosità e lo scetticismo. Spiegare il gameplay di The Duskbloods è un po' come cercare di insegnare le regole di un gioco da tavolo molto complicato a una persona che non li gioca abitualmente, inoltre l'acronimo PvP sembra di per sé sufficiente per tagliar fuori una grossa fetta del pubblico affezionato di FromSoftware, rendendo di fatto questo progetto una delle prove più difficili mai affrontate dalla casa giapponese. L'atmosfera è intrigante come al solito, il design rimane il gioiello della corona dello studio, gli autori hanno parlato spesso dell'impegno che hanno riversato nella costruzione del mondo e della narrazione, ma non è affatto scontato che i reduci di Elden Ring decidano di oltrepassare tutti gli scogli necessari per poter scoprire questo nuovo immaginario.
La speranza è che questa considerazione invecchi molto in fretta, ma vale la pena ricordare che The Duskbloods è stato il grande assente dell'ultima edizione del Nintendo Direct, momento nel quale ci si aspettava quantomeno la definizione di una data d'uscita definitiva. Dal momento che rimane tuttora previsto per il 2026, erano in molti ad aspettarsi una pubblicazione antecedente alla seconda metà di novembre - momento in cui l'attenzione sarà inevitabilmente monopolizzata da Grand Theft Auto VI - ma l'uscita del nuovo The Legend of Zelda: Ocarina of Time sembra intenzionata a prendersi tutto quello spazio, spostando la finestra più in là nel futuro. Può darsi che la Grande N opti per un posizionamento a dicembre per spingere il Natale di Switch 2, anche perché proprio negli ultimi giorni sono tornati gli immancabili bundle di fine anno, eppure sono in molti a ritenere che un rinvio non sia poi così improbabile. E questa ipotesi, che speriamo sia smentita presto, ne genera necessariamente una ulteriore: possibile che il Closed Network Test abbia spinto gli sviluppatori a rimettere mano ad alcune delle dinamiche che regolano le partite?
Che cosa sta facendo FromSoftware?
Durante le interviste tenutesi fra giugno e luglio 2026 Hidetaka Miyazaki ha dichiarato che FromSoftware ha più di un progetto ancora non annunciato in sviluppo da tempo, confermando indirettamente che la compagnia ha cambiato parecchio la struttura interna e il rapporto con i cicli di produzione. Negli ultimi quattro anni, infatti, lo studio ha pubblicato quattro videogiochi gestiti da quattro unità operative differenti, e la direzione di Miyazaki si è avvicendata con quelle di Masaru Yamamura e Junya Ishizaki rispettivamente per Armored Core VI: Fires of Rubicon e Elden Ring: Nightreign. Un elemento di cui si tende a non tener conto è l'estrema rapidità e la densità di produzioni sfornate da FromSoftware nel corso degli ultimi quindici anni, fattore che vale la pena analizzare nel dettaglio alla luce di questa nuova natura di casa articolata in più team coordinati.
| Gioco | Anno | Direttore | Vendite |
|---|---|---|---|
| Dark Souls | 2011 | Hidetaka Miyazaki | 13 Milioni |
| Armored Core V | 2012 | Naoyuki Takahashi | 400.000 |
| Armored Core: Verdict Day | 2013 | Naoyuki Takahashi | N/A |
| Dark Souls II | 2014 | Yui Tanimura | 10 Milioni |
| Dark Souls II: Scholar of the First Sin | 2015 | Yui Tanimura | 10 Milioni |
| Bloodborne | 2015 | Hidetaka Miyazaki | 9.3 Milioni |
| Dark Souls III | 2016 | Hidetaka Miyazaki | 15.3 Milioni |
| Déraciné | 2018 | Hidetaka Miyazaki | N/A |
| Sekiro: Shadows Die Twice | 2019 | Hidetaka Miyazaki | 10 Milioni |
| Elden Ring | 2022 | Hidetaka Miyazaki e Yui Tanimura | 36 Milioni |
| Armored Core VI: Fires of Rubicon | 2023 | Masaru Yamamura | 3 Milioni |
| Elden Ring Nightreign | 2025 | Junya Ishizaki | 5 Milioni |
| The Duskbloods | 2026 | Hidetaka Miyazaki | N/A |
Nell'aprile del 2023, il producer di FromSoftware Yasuhiro Kitao ha rilasciato un'intervista affermando che FromSoftware aveva già iniziato a gestire più videogiochi in contemporanea, mettendo in cantiere dei progetti secondari nel tentativo di ridurre il più possibile gli intervalli fra un lancio e l'altro. Sta di fatto che, escludendo dall'equazione The Duskbloods, l'avvento del 2027 segnerebbe di gran lunga la forbice di pubblicazione più ampia nella storia dello studio, basti pensare solamente al fatto che Sekiro e Elden Ring si passano appena tre anni e la produzione dell'Interregno è dovuta passare indenne attraverso la pandemia globale. Alla luce della nuova struttura dello studio, tuttavia, è ancora molto difficile inquadrare la differenza che passa fra "progetti principali" e "progetti secondari", sempre che di fatto ne esista una.
Nel corso delle ultime settimane sono emerse diverse indiscrezioni riguardo l'esistenza di un grosso progetto di FromSoftware di natura multipiattaforma che si troverebbe ormai nelle fasi avanzate dello sviluppo, a detta di alcuni leaker molto più vicino di quel che potrebbe sembrare. Stando ai report più accreditati il nome in codice sarebbe "Project FMC": questa potrebbe sembrare un'informazione inutile, ma storicamente la nomenclatura provvisoria ha sempre rappresentato un qualche genere di indizio per l'ispirazione alla base del videogioco successivo.
| Nome in Codice | Significato | Gioco |
|---|---|---|
| Project FRPG | Project Dark | FromSoftware Role-Playing-Game | Dark Souls |
| Project FRPG2 | FromSoftware Role-Playing-Game 2 | Dark Souls II |
| Project SPRJ | Project Beast | Sony Project | Bloodborne |
| Project FDP | Fires Dies Past | Fantasy Dark Project | Dark Souls III |
| Project FHD | FromSoftware High-Definition | Dark Souls Remastered |
| Project NTC | New Tenchu | Sekiro: Shadows Die Twice |
| Project GR | Great Rune | Elden Ring |
| Project FNR | FromSoftware New Robot | Armored Core VI: Fires of Rubicon |
| Project CL | Cooperation-Layer | Elden Ring: Nightreign |
| Project PHX | Phoenix | The Duskbloods |
| Project FMC | ??? | ??? |
Cercare di capire di cosa si tratti al momento è pura speculazione, i rumor si sono rincorsi per settimane ma non esiste alcun inizio concreto al di là delle dichiarazioni rilasciate da Miyazaki. Nelle scorse settimane abbiamo raccolto tutte le risposte pubbliche che ha fornito ogni volta che gli è stata posta la questione del futuro di FromSoftware:
- Produzioni come Nightreign e The Duskbloods non rappresentano il futuro della compagnia, che è intenzionata a continuare a realizzare le esperienze che l'hanno resa celebre. Nightreign è stato un esperimento in materia di cooperativa, mentre The Duskbloods un laboratorio nel quale testare tutte le idee multiplayer maturate nel corso degli anni.
- L'obiettivo di FromSoftware è e rimane quello di realizzare il videogioco che gli sviluppatori della casa vorrebbero giocare.
- Miyazaki vorrebbe realizzare un "fantasy più astratto" che non rientra nell'immaginario alla base dei videogiochi passati.
- Elden Ring ha rappresentato il limite di ciò che FromSoftware è in grado di realizzare in un singolo progetto in termini di dimensioni. Nel 2024, Miyazaki ha affermato esplicitamente che la compagnia non disponeva della forza produttiva richiesta per mettersi al lavoro su un eventuale Elden Ring 2.
- La lezione più importante imparata dallo studio è il rapporto che esiste tra libertà e difficoltà (il riferimento è Elden Ring), dunque questa relazione sarà alla base dei prossimi progetti, senza adottare necessariamente la formula open world.
- Il rapporto fra attacco e difesa nei sistemi di combattimento si è evoluto con Bloodborne e per ora ha toccato il suo apice con Sekiro, ma Miyazaki è convinto che ci sia un livello ulteriore di complessità e pulizia che vorrebbe raggiungere con il prossimo progetto.
- Miyazaki ha affermato di avere già in mente il suo gioco ideale ma di non avere ancora avuto l'occasione di realizzarlo.
- Miyazaki ha affermato esplicitamente che gli piacerebbe realizzare un universo ispirato a due opere che gli stanno molto a cuore: Aura Battler Dunbine e The Visions of Escaflowne.
- Stuzzicato dal Guardian, ha detto anche che sarebbe molto interessato a realizzare un JRPG di stampo classico basato sullo stile della FromSoftware moderna.
- FromSoftware ha raggiunto una condizione in cui può realizzare liberamente i videogiochi che desidera senza interferenze e pressioni esterne, quindi il pubblico è invitato ad attendere "i videogiochi non ancora annunciati".
Il futuro
Guardando concretamente al futuro, sono tre le opzioni più quotate: la prima è un sequel per Elden Ring o un altro videogioco ambientato nell'Interregno, anche se le più recenti dichiarazioni di Miyazaki sembrano puntare in un'altra direzione. La seconda è una nuova IP originale di FromSoftware realizzata attorno ai concetti su cui l'autore ha martellato negli ultimi mesi, probabilmente lontana dalla struttura open world dell'ultimo grande progetto. La terza, ovviamente, è un videogioco diretto da un altro esponente dello studio, magari legata ad Armored Core o ad altri franchise del passato. L'unico elemento su cui tutte le fonti sembrano concordare è lo stato della produzione, che dovrebbe essere molto avanzato: la speranza è che i The Game Awards possano essere il teatro di un eventuale teaser, il che sarebbe perfettamente in linea con la strategia di comunicazione adottata per gli ultimi progetti e giustificherebbe i quasi cinque anni trascorsi dall'ultimo lavoro massiccio.
Al momento della pubblicazione di questo articolo The Duskbloods non ha ancora ricevuto una data d'uscita definitiva e il Closed Network Test ha offerto una visione più che parziale di ciò che sarà l'esperienza nell'insieme, ma - almeno per un certo tipo di giocatori - è inevitabile volgere già adesso lo sguardo all'orizzonte. La formula PvPvE ha sicuramente del potenziale e si è percepito tutto il desiderio di FromSoftware di sfruttare il teatro della vicenda come un grosso centro di ricerca nel quale mettere alla prova meccaniche sperimentali, tuttavia si tratta della seconda produzione consecutiva che sceglie di discostarsi dagli elementi essenziali di quest'era moderna: l'esplorazione, la scoperta, la progressione costante, la narrazione che si nasconde in silenzio in ogni angolo del mondo virtuale. La quasi totalità degli studi di sviluppo che hanno sfornato un successo da oltre trenta milioni di copie si sono affacciate su momenti d'incertezza, e i prossimi anni ci sveleranno se la casa giapponese sia una delle poche eccezioni che confermano la regola.