Crash Team Racing: Nitro-Fueled, la storia della serie 12

Tutti i titoli della serie racing game targata Crash Bandicoot e la loro evoluzione nel tempo

SPECIALE di Simone Pettine   —   27/06/2019

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Crash Team Racing: Nitro-Fueled nel momento in cui scriviamo è già disponibile su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, è la riedizione supercurata di tutta una serie di racing game dedicati alla celebre mascotte della prima PlayStation. Come abbiamo avuto modo di sottolineare nella recensione di Crash Team Racing: Nitro-Fueled, infatti, Activision ha realizzato il remake attingendo a piene mani (e in modo particolarmente evidente, per una riedizione fedele) a titoli molto amati dai fan della serie, come l'indimenticabile Crash Team Racing, Crash Nitro Kart e Crash Tag Team Racing. Eppure, guardando verso il passato più o meno recente, ci si accorge che Crash Bandicoot è stato il protagonista di non tre, ma di ben cinque diversi titoli di corse: li conoscete davvero tutti? E quanto bene ve li ricordate? Sapevate che alcuni di loro sono arrivati in esclusiva su dispositivi iOS? Proviamo a tracciare la storia della serie, così da apprezzare ancora di più il suo punto di arrivo, e cioè Crash Team Racing: Nitro-Fueled.

Crash Team Racing e l’era della prima PlayStation

Se ancora oggi il personaggio Crash Bandicoot è così tanto amato e Activision ha ridestato l'entusiasmo dei fan con la pubblicazione di Crash Team Racing: Nitro-Fueled, il merito è in gran parte dovuto al primissimo Crash Team Racing. Fu il capitolo principale di una serie di successo, pubblicato in esclusiva sulla prima PlayStation nell'ormai lontano 1999 da Naughty Dog, sotto la direzione di Jason Rubin e con l'accompagnamento sonoro curato da Josh Mancell. All'epoca non era così scontato che un personaggio appartenente a un genere molto differente (nello specifico un platform) ottenesse anche un capitolo spin-off dedicato alle corse, ma la notorietà di Crash Bandicoot e il fortunato esperimento di Mario Kart 64 convinsero Naughty Dog e PlayStation a tentare l'impresa; ne derivò una pietra miliare del genere in salsa arcade.

Crash Team Racing: Nitro-Fueled, la storia della serie

La trama di Crash Team Racing è quella che Activision ha scelto e preso di peso per la sua opera di restauro, mettendo da parte le linee narrative dei successivi Crash Nitro Kart e Crash Tag Team Racing (che possiedono comunque delle trame specifiche, scollegate da quella del primo capitolo). Il nemico principale è quindi l'alieno Nitros Oxide del pianeta Gasmoxia, che viaggia nello spazio cercando nuovi corridori in grado di tenergli testa; autoproclamatosi il più grande pilota della galassia, sfida Crash e compagni (anche compagni teoricamente nemici del marsupiale) ad una gara di corse. Se vinceranno i buoni la Terra sarà salva; se vincerà Oxide, l'intenzione dell'alieno è di trasformare la Terra in un parcheggio di cemento. Nel 1999 Crash Team Racing vantava già un numero di piloti complessivo degno di tutto rispetto: erano ben otto i personaggi principali, cui si accompagnavano altri 9 eroi e nemici da sbloccare, tra i quali lo stesso Nitros Oxide. Le modalità di gioco, le meccaniche e gli strumenti all'epoca presero notevole spunto da quello che la momento era il titolo più famoso della mascotte rivale di Crash Bandicoot, e cioè Super Mario, ma non senza adattare questi contenuti allo spirito personalissimo della serie in questione.

Crash Team Racing: Nitro-Fueled, la storia della serie

Naughty Dog chiaramente sapeva bene dove andare a pescare le idee per gli strumenti di gioco da utilzzare in pista: ecco quindi che le casse con il punto interrogativo diventavano ufficialmente i distributori di potenziamenti, e questi ultimi richiamano da vicino l'atmosfera del primo Crash Bandicoot. Due elementi su tutti restano indicativi dell'operazione, e difatti furono ripresi anche in seguito: le scatole di TNT (le stesse, identiche e fastidiosissime che erano presenti nel platform Crash Bandicoot) e le maschere di Aku Aku e Uka Uka, che potenziavano il kart del giocatore rendendolo più veloce e invulnerabile a qualsiasi attacco nemico. Come vedremo la gran parte dei contenuti del primo Crash Team Racing, così come idee e personaggi, verrà ripresa anche negli episodi successivi, in una linea molto continuativa ma non esente da sperimentazioni di vario tipo (che culmineranno in Crash Tag Team Racing).

Da esclusiva a multipiattaforma: Crash Nitro Kart e Crash Tag Team Racing

Nel 2003 Crash Team Racing riceve un seguito spirituale: Crash Nitro Kart. Il timone della produzione è passato a Vicarious Visions, mentre la pubblicazione a Vivendi: questo significa che il sequel non è più un'esclusiva per PlayStation 2 (che nel frattempo ha preso il posto della prima PlayStation 1), ma approda contemporaneamente anche su Nintendo GameCube, Xbox, Game Boy Advance e (in versioni chiaramente riviste) persino su N-Gage e telefoni cellulari (in questo secondo caso durante l'anno successivo, nel 2004, e non in tutto il mondo). Il comparto narrativo si sviluppa in modo molto lineare, riprendendo addirittura la stessa tematica di Crash Team Racing: ancora una volta il cattivone è un alieno, questa volta Velo XXVII, che invece di invadere la terra preferisce però rapire direttamente i suoi piloti provetti, di cui tanto ha sentito parlare. Crash, Coco, Neo Cortex, Tiny Tiger e Dingodile vengono quindi prelevati e trasportati sul pianeta di Velo XXVII, dove sono poi costretti a gareggiare tra loro per il divertimento dei sudditi di quest'ultimo; ancora una volta, in caso di rifiuto o fallimento sarà la Terra a pagarne le conseguenze.

Crash Tag Team Racing 1

Personaggi inediti e piccole variazioni a parte, il secondo capitolo dei racing game dedicato a Crash Bandicoot si mostra molto conservativo: in particolare, alle cinque zone della Terra in Crash Team Racing si sostituiscono i cinque pianeti e il Caveau di Crash Nitro Kart, mentre le diciotto piste del primo capitolo diventano tredici. La versione per Game Boy Advance, pubblicata in un secondo momento, riceve anche dei personaggi giocabili aggiuntivi: Krunk, Nash, Norm, Geary, Velo e il piccolo Spyro. Appena due anni più tardi un nuovo capitolo della serie approda sulle console di attuale generazione, con l'aggiunta della neo arrivata PlayStation Portable: è Crash Tag Team Racing, che per la terza volta di seguito cambia i propri sviluppatori con quelli di Radical Entertainment (la pubblicazione resta invece legata a Vivendi). Questa volta il capitolo è più ambizioso, sia dal punto di vista del gameplay che da quello tecnico-grafico: non solo ogni personaggio presente (otto in tutto) possiede la sua arma di gioco principale, ma altre vengono trovate lungo i circuiti.

Crash Tag Team Racing 2

Per di più le auto dei piloti (e questa è la novità principale) si possono combinare tra di loro per creare dei mezzi più resistenti e potenti, dotati di una torretta per fare fuoco sui nemici. L'accelerazione dei veicoli questa volta è legata al soddisfacimento di particolari requisiti: il turbo viene concesso non solo dalle "vecchie" superscivolate, ma anche distruggendo altre auto, mettendo più avversari KO e sparando ai bersagli ai margini della pista. Inoltre la combinazione di più personaggi in un unico veicolo o l'ottenimento di più potenziamenti lungo il percorso porta alla nascita dei potenziamenti uniti, tra i quali il celebre cane robot che inseguiva le auto mordendone i paraurti per poi esplodere rallentandole, o la pioggia di bistecche legata alle mucche.

Crash su dispositivi iOS: Crash Bandicoot Nitro Kart 3D e Nitro Kart 2

Anche se i più ritengono conclusa la serie dei racing game di Crash Bandicoot con Crash Tag Team Racing, in realtà dopo quest'ultimo vennero pubblicati altri due giochi, Crash Bandicoot Nitro Kart 3D (nel 2008) e Crash Bandicoot Nitro Kart 2 (nel 2010). Il primo fu sviluppato direttamente da Vivendi e pubblicato da Activision: entrambi i capitoli, comunque, si presentarono come riedizioni del più noto Crash Nitro Kart, adattato ai comandi touch screen dei dispositivi Apple con sistema operativo iOS. Nulla di particolarmente innovativo da segnalare, come potrete immagine, dal punto di vista della trama di gioco: in Crash Bandicoot Nitro Kart 3D, per esempio, tornò alla ribalta per l'ennesima volta Nitros Oxide, questa volta alleato di Neo Cortex e Ripper Roo. Venne introdotto tra le fila dei buoni Yaya, un panda alleato con Crash e Coco. Il gameplay più complesso e profondo di Crash Tag Team Racing venne lasciato da parte per un ritorno alle origini, con potenziamenti da raccogliere nelle casse lungo il trafitto, frutti wumpa per rendere più veloce il veicolo e via dicendo. Poche le modalità di gioco che vennero proposte: oltre alla modalità storia erano presenti la corsa rapida, la coppa (una serie di quattro tracciati) e la prova a tempo su circuiti specifici; esigui anche i personaggi giocabili, appena sei (ma un aggiornamento successivo ebbe la bontà di aggiungere Polar e Dingodile).

Crash Nitro Kart 2

Nonostante il numero esiguo di contenuti proposti, l'esperimento di Crash Bandicoot su iPhone, iPod Touch e iPad si rivelò un discreto successo, tanto da spingere Activision a realizzarne un seguito diretto. Crash Bandicoot Nitro Kart 2 fu proposto nel 2010, esclusivamente su dispositivi iOS, puntando ad un ampliamento dell'offerta di gioco: dieci personaggi disponibili da subito, dodici circuiti e sei diverse modalità di gioco. La grande novità fu naturalmente l'introduzione del multigiocatore online, che permetteva per la prima volta nella serie di sfidare avversari dall'altra parte del mondo in una qualsiasi delle modalità di gioco proposte. I comandi touch screen rendevano l'approccio al titolo fresco e intuitivo: bastava inclinare l'iPhone, ad esempio, per sterzare, oppure toccare lo schermo per saltare e utilizzare le armi disponibili. Chissà, forse non è da escludere che in futuro più o meno lontano Activision voglia tornare a proporre un titolo di Crash Bandicoot per dispositivi mobile android e iOS; del resto l'arrivo di Mario Kart nel settore mobile è imminente.