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FlexStrike e PULSE Elevate, due facce della stessa immersività

Esistono diversi modi per immergere il giocatore all'interno di un videogioco. Grazie al controller FlexStrike e alle casse PULSE Elevate, Sony sembra averne trovati altri due per i giocatori PlayStation.

PROVATO di Luca Mazzocco   —   01/06/2026
Immagine promozionale del FlexStrike, nuovo arcade stick targato Sony

Se c'è una cosa che hanno insegnato le console è che il divertimento nel giocare un videogioco passa non solo per la qualità dello stesso, ma anche attraverso le periferiche utilizzate. Periferiche come i controller, che nel tempo hanno subito variazioni più o meno grandi, riuscendo sempre a trovare una fetta di appassionati disposti ad abbracciare nuove idee. Che si tratti dello stick analogico del Nintendo 64, dei sensori di movimento del WiiMote o delle diverse chicche del DualSense poco importa. L'esperienza offerta dai vari dispositivi ha contribuito in maniera sensibile a cristallizzare nel tempo le varie generazioni.

Questo discorso è ancora più vero quando si riflette sull'importanza che hanno avuto in passato i cabinati arcade. Giocare a Street Fighter II su un coin-op, fianco a fianco con un proprio amico, è un'esperienza diversa anche dal compiere la stessa azione sul divano con il pad in mano, figurarsi dall'affrontare il medesimo scontro online, da lontani. La tensione, il suono dei tasti, il vigore nel cercare di effettuare quelle maledettissime mosse speciali è qualcosa di indimenticabile. Una sensazione che, purtroppo, in poche persone possono provare oggigiorno. Le sale giochi sono una rarità, i cabinati privati non sono alla portata economica di tutti e la maggior parte degli arcade stick non riesce a restituire il medesimo feedback delle partite degli anni Ottanta.

L'estetica del FlexStrike segue lo stile di PlayStation 5, risultando però un meraviglioso oggetto di design
L'estetica del FlexStrike segue lo stile di PlayStation 5, risultando però un meraviglioso oggetto di design

È proprio per questo motivo che siamo rimasti colpiti dall'annuncio del FlexStrike da parte di Sony. Annunciato il 28 luglio dello scorso anno, il controller FlexStrike è il tentativo di Sony di riportare in auge un "vecchio" modo di giocare. Un metodo che richiama esplicitamente i succitati cabinati arcade (con levetta da muovere e pulsanti da premere con "violenza"), ma aggiornato all'epoca attuale. Di recente siamo volati a Londra, convocati da Sony per testare con mano questa nuova-vecchia periferica. Seguiti da Edwin Foo, Product Development di Sony Interactive Entertainment, abbiamo quindi potuto affrontare qualche partita a Marvel Tōkon: Fighting Souls, scoprendo tutti i retroscena di uno strumento che farà la gioia di numerosi appassionati. La ciliegina sulla torta? Un test anche delle PULSE Elevate, i nuovi altoparlanti wireless che si preparano a rivoluzionare il gaming da scrivania.

Uno strumento appagante

Mentre passeggiavamo tra le vie di Soho, ci chiedevamo quale potesse essere il punto di forza del controller FlexStrike. La qualità costruttiva dell'oggetto? La piena compatibilità con PlayStation 5 e PC? Un prezzo altamente competitivo? Domande che hanno trovato risposta nel giro di pochi minuti, non appena ci siamo seduti sul divano degli uffici di Sony per testare questo nuovo dispositivo.

Il FlexStrike viene venduto con in dotazione il cavo, il dongle e una pratica borsa per portarlo in giro
Il FlexStrike viene venduto con in dotazione il cavo, il dongle e una pratica borsa per portarlo in giro

Il primo elemento ad averci colpito è la cura riposta nella riproduzione delle medesime sensazioni di un cabinato arcade. La sfera posta in cima della levetta, infatti, non è incollata allo stick del FlexStrike, ma permette quel minimo di rotazione in grado di garantire la giusta manovrabilità al giocatore. Lo stesso si può dire dei pulsanti sulla parte sinistra del controller. Una volta che la mano si poggia sul FlexStrike ci si rende conto che il palmo si posiziona perfettamente sullo spazio vuoto, permettendo alle dita di scattare in avanti sui pulsanti. Un'attenzione tutt'altro che banale, dato che molti cabinati presentano ancora oggi dei pannelli di controllo così corti da costringere il giocatore a poggiare le mani sul bordo, con conseguente fastidio dopo poche decine di minuti. I pulsanti, pur non trasmettendo la stessa sensazione "meccanica" dei cabinati originali, ci sono sembrati estremamente solidi e silenziosi. Nonostante la frenesia degli scontri, il FlexStrike si è dimostrato una periferica in grado di mescolare il lessico del passato con la tecnologia moderna. Un dettaglio non da poco, che dimostra le grandi competenze di coloro che hanno lavorato a questo nuovo strumento.

Mentre giocavamo a Marvel Tōkon: Fighting Souls ci siamo resi conto per l'ennesima volta di quanto i picchiaduro siano fatti per essere giocati attraverso il lessico dei cabinati arcade. Esattamente come i volanti per i titoli di guida e le cloche per i simulatori di volo, gli arcade stick riescono a spremere al massimo il potenziale dei picchiaduro. E Sony, questa cosa, sembra averla capita alla grande, dato che il FlexStrike si è dimostrato uno strumento perfetto al tatto.

Tecnologia ed efficienza

Se gli elementi base del controller ci hanno colpito e la sensazione finale è più che ottima, sono però, i dettagli ad averci conquistato. La squadra messa in piedi da Edwin Foo sembra aver lavorato l'intera periferica con l'intento di soddisfare proprio tutti. Banalmente: pensate che l'arcade stick, una volta posizionato sulle gambe, rischi di scivolare durante la frenesia degli scontri? Ebbene, la parte inferiore del controller presenta un pattern che crea aderenza sui pantaloni, fissandolo saldamente all'utente. Vorreste portare il vostro FlexStrike da un amico, ma avete paura che si danneggi? Il controller verrà venduto insieme a un robusto zainetto pensato apposta per contenere la periferica (con tanto di alloggio per la levetta, per fare in modo che non si danneggi), il dongle che collega fino a due stick alla PlayStation 5 o al PC e tutti gli eventuali cavi del caso. Ma la vera chicca è nascosta nella parte inferiore.

Chi è più pratico dei cabinati arcade saprà di sicuro che le levette alloggiano su specifici inserti pensati per delimitare i movimenti. La base quadrata, considerata lo standard, permette la facile esecuzione delle mosse a mezza luna. Quella tonda, al contrario, lascia totale libertà al giocatore, risultando però meno precisa per i giocatori meno esperti. Quelle esagonali (o ottagonali), sono infine una via di mezzo e vengono apprezzate principalmente dai giocatori dei picchiaduro tridimensionali. Ebbene, il team di Sony ha deciso di rispettare i gusti di tutti e di permettere ai possessori del FlexStrike di cambiare comodamente l'inserto posto sotto la levetta. Basta scoperchiare la parte inferiore del controller (che non presenta alcuna vita da rimuovere) per trovare i vari inserti incastonati nella periferica da rimuovere e applicare all'occorrenza. Una cura inaspettata e che ci ha permesso di capire quanto i creatori del FlexStrike siano davvero appassionati di questo modo di giocare ai videogiochi.

La parte inferiore del FlexStrike permette di scegliere la forma dell'inserto all'interno della quale si incastona la levetta
La parte inferiore del FlexStrike permette di scegliere la forma dell'inserto all'interno della quale si incastona la levetta

Compresa la qualità dello strumento e desiderosi di poterlo spremere a fondo per capire se l'enorme potenziale venga rispettato, siamo quindi entrati in argomento "data uscita" e "prezzo". Ebbene, Edwin Foo ha ufficializzato che il FlexStrike uscirà in concomitanza proprio con Marvel Tōkon: Fighting Souls, il 6 agosto di quest'anno, al costo di 199.98 euro. Una cifra in linea con quello che ci aspettavamo, con la consapevolezza del fatto di trovarci di fronte a un prodotto premium pensato per una precisa fetta di pubblico. Se a questo prezzo riuscirà a convincere anche un'utenza più casual, lo scopriremo solo nei prossimi mesi.

Dentro il videogioco

Dopo il test del FlexStrike, Edwin Foo ci ha condotti nella stanza adiacente per farci sperimentare una nuova periferica di Sony in uscita entro la fine dell'anno: le PULSE Elevate. Lo ammettiamo: eravamo scettici nei confronti di questo dispositivo. Dopotutto, quanto avrebbero potuto sorprenderci delle casse da poggiare sulla scrivania o di fianco al nostro televisore? Quanto potrebbero rendere l'esperienza di gioco differente da quella offerta dal Dolby dei televisori moderni, dalle varie soundbar o dalle casse già presenti sul mercato? La risposta a entrambe le domande, a quanto pare, è "davvero davvero tanto".

Le PULSE Elevate sono state una vera sorpresa. Una qualità audio incredibile, supportata da una tecnologia sonora all'avanguardia
Le PULSE Elevate sono state una vera sorpresa. Una qualità audio incredibile, supportata da una tecnologia sonora all'avanguardia

Seduti sulla sedia, abbiamo potuto provare prima una demo di Ghost of Yotei e poi un'area iniziale di Saros. L'effetto è stato sin da subito travolgente. I trasduttori planari magnetici sono riusciti a riprodurre il suono con una pulizia sorprendente, mentre i woofer integrati hanno saputo gestire i bassi alla perfezione, facendo vibrare l'aria attorno a noi e immergendoci completamente nella scena. Non c'è modo migliore per descrivere le PULSE Elevate se non con "un'esperienza uguale a quella offerta dalle ottime cuffie di Sony, ma senza le cuffie". Grazie alla tecnologia Tempest 3D AudioTech tutti i suoni sembravano provenire da direzioni differenti, immergendoci nell'esperienza come in maniera molto simile a quella che si sperimenta con addosso delle cuffie.

La potenza del suono

La possibilità di inclinare le casse per dirigere maggiormente il suono verso la testa dell'utente è una chicca in più che mai ci saremmo aspettati funzionasse tanto bene. Muovendo le casse e facendo dei test con il posizionamento differente delle periferiche è evidente quando gli ingegneri di Sony abbiano prestato attenzione ancora una volta a ogni singolo dettaglio. Un esempio? Nel caso abbiate bisogno di spostare le casse e di metterle lontane dalla loro base a cavo, potete semplicemente alzarle e staccarle dalla base magnetica. Questo garantisce fino a dodici ore di autonomia, rendendo le PULSE Elevate comode anche per essere portate in giro per la casa e collegate via Bluetooth per riprodurre la propria musica. Il tutto senza neanche citare il supporto a PlayStation Link, la nuova tecnologia lossless di Sony che offre una latenza bassissima e che trovate integrata negli ultimi dispositivi PlayStation.

Al momento non ci è dato sapere il prezzo di vendita (o la data d'uscita) delle PULSE Elevate. Queste informazioni saranno determinanti per l'acquisto o meno della periferica da parte dell'utenza
Al momento non ci è dato sapere il prezzo di vendita (o la data d'uscita) delle PULSE Elevate. Queste informazioni saranno determinanti per l'acquisto o meno della periferica da parte dell'utenza

In chiusura, Edwin Foo ha voluto darci la dimostrazione dell'incredibile tecnologia che si nasconde nel microfono integrato delle PULSE Elevate. Dopo aver messo l'audio al massimo (facevamo davvero fatica a sentire il nostro interlocutore), il tecnico di Sony ha fatto partire una chiamata e ci ha fatto registrare un messaggio. Messaggio che, una volta riprodotto, si è rivelato estremamente pulito e privo di qualsiasi traccia sonora di fondo. La tecnologia delle cuffie, infatti, isola la nostra voce e permette una comunicazione istantanea, pulita e priva di sbavature anche senza avere un microfono attaccato alla bocca.

Abbiamo testato le periferiche a Londra, dove siamo stati invitati dal publisher, che si è fatto carico di tutte le spese.
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