I momenti più tristi dei videogiochi 87

Parliamo di emozioni: abbiamo scelto dieci dei momenti più tristi ed emotivamente coinvolgenti dei videogiochi

SPECIALE di Massimo Reina   —   09/01/2020

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I videogiochi nel corso della loro storia hanno saputo offrire al pubblico momenti di pura emozione, regalandogli attimi di gioia o di "dolore", di paura e d'amore o di divertimento. E noi che siamo in fondo degli inguaribili sentimentali abbiamo pensato di proporvene una decina tra quelli più drammatici e tristi della storia più o meno recente. Sequenze, momenti clou, ma anche semplici dettagli all'apparenza di contorno durante fasi esplorative, frammenti di "racconti di vita" all'interno di una storia più grande, come pezzi di un mosaico che appaiono e scompaiono in un attimo, ma che non sfuggono all'occhio attento e curioso, e donano più credibilità all'intero mondo di gioco. Una scelta che abbiamo fatto come sempre senza la pretesa di realizzare "la lista definitiva", a maggior ragione vista la soggettività dell'argomento.

Glen, Eddie e Bruce

Red Dead Redemption II è certamente uno dei giochi più belli di sempre, non fosse altro per le sue ambientazioni, la sua trama da film di genere e dei protagonisti. Durante tutta l'avventura il giocatore può liberamente esplorare la mappa di gioco per svolgere tantissime attività o semplicemente per il piacere di girovagare gustandosi i meravigliosi scenari western. Ed è proprio mentre si ritrova a curiosare tra canyon e boschi, che può imbattersi in situazioni talvolta sorprendenti. Sui Monti Hagen, per esempio, è possibile trovarsi in una scena impressionante ma al contempo commovente, quella di una coppia seduta, l'uno accanto all'altro, morta congelata mentre provava a scaldarsi. Ma quella che più ci ha colpiti è un'altra, ed è relativa alla storia di due ragazzini di Ambarino, Glen e Eddie. I loro cadaveri possono essere trovati dal giocatore barricati in casa, vicino ai letti, morti probabilmente di fame e di disidratazione. Da una lettera che si trova in un comodino, si intuisce come siano andati i fatti: la madre dei due ragazzini scrive che è dovuta uscire per rintracciare degli uomini e recuperare i suoi soldi .

Così li istruisce sul da farsi, scrivendogli di tenere la porta chiusa, di non aprire né dare conto a nessuno. Tanto hanno cibo e acqua per quattro giorni e lei tornerà a casa entro la notte successiva. Ma evidentemente le cose non sono andate come dovevano.
Anche i supereroi non sono immuni da momenti di assoluta tristezza. L'Uomo Pipistrello, per esempio, in Batman: Arkham City viene messo di fronte a un ricordo atroce. A Gotham, nell'area di Crime Alley, una volta conosciuta come Park Row, ritrova infatti il punto dove sono stati uccisi i suoi genitori, Thomas e Martha Wayne. Sull'asfalto sono ancora visibili le sagome in gesso dei corpi tracciate dalla polizia, oltre a un mazzo di fiori e a una registrazione su nastro di Hugo Strange, che schernisce il Cavaliere Oscuro. Un evento, l'assassinio dei genitori, che ha ovviamente sconvolto per sempre la vita di Bruce, risparmiato quella sera di tanto tempo prima, quando aveva otto anni, che verrà cresciuto da Alfred e lo spingerà in età adulta, dopo aver maturato in segreto un profondo desiderio di vendetta, a indossare il mantello di Batman. I Wayne stavano avviandosi verso casa dopo una serata in teatro, quando un uomo mascherato li rapinò e poi uccise a sangue freddo, a colpi di pistola.

Lacrime post-apocalittiche

Nel complesso scenario di un mondo post-apocalittico come quello di The Last of Us, Naughty Dog ha saputo regalare parecchie emozioni ai videogiocatori, grazie a una sapiente sceneggiatura e a una regia praticamente impeccabile. Forse però perché avviene subito, o forse perché in pochi minuti sono concentrati un turbinio di sentimenti che si accavallano, la scena che ci ha colpiti di più è stata quella della morte di Sarah. La scena si svolge vent'anni prima dei fatti raccontati nel gioco, e vede Joel in casa assieme alla figlia in uno spaccato di vita quotidiana, che nel giro di poche ore si trasforma però in uno scenario da incubo. Dopo una serie di eventi che costringono padre e figlia a fuggire di casa insieme al fratello di Joel, Tommy, è un precipitare degli eventi, e quando tutto sembra finito, quando la salvezza è lì a un centimetro, in un attimo tutto crolla: un lampo gelido trafigge il cuore di Joel e quello dei giocatori, un colpo di fucile mette fine alla vita della piccola Sarah. Un dolore straziante, folle, incontenibile, un momento che ha anche del tenero nella sua drammaticità che miscela rabbia e dolore, terrore e furia, mentre l'anima di Joel si spegne e muore con la vita di sua figlia.

Un momento analogo anche se a parti invertite, è possibile viverlo anche in The Walking Dead di TellTale Games. Dopo il loro incontro casuale in un mondo che sta crollando a causa dei morti che ritornano in vita e mangiano i vivi, Lee Everett, un ex professore universitario accusato di aver ucciso un senatore della Georgia per una presunta relazione con la moglie, e la piccola Clementine, rimasta sola, maturano un rapporto molto intenso, da padre e figlia. Lee è pronto a tutto pur di proteggerla e starle accanto, ma alla fine deve arrendersi. A un certo punto del loro viaggio, rimane ferito gravemente dal morso di un morto vivente, e prossimo a sua volta alla morte e alla trasformazione si ritrova accanto alla bambina. E nel dialogo "finale" tra i due, nelle parole amorevoli di un Lee che quasi soffre più per non poter stare con Clementine, che per la sua fine imminente, così come nel pianto disperato di lei, c'è tutto il dramma di un legame che sta per spezzarsi senza che nessuno possa far nulla, ed è impossibile non sentirsi tristi e trattenere una lacrima.

Il dramma della guerra

Parallelamente alla crescente potenza dell'hardware, negli ultimi anni abbiamo assistito a un netto miglioramento grafico e audio nei giochi, e di conseguenza della messa in scena di eventi ludici in uno stile sempre più cinematografico. Così, tra un assalto e l'altro, nei giochi di guerra abbiano potuto ascoltare le voci dei feriti che invocano la mamma, che piangono, o incrociare soldati a terra che si disperano tremanti e inermi, feriti e abbandonati a se stessi, a sottolineare ulteriormente quei momenti assolutamente drammatici. E ovviamente, in quel contesto, non sono mancate nemmeno delle sequenze vere e proprie, come quella che vede la morte di due beniamini della serie Call of Duty, ovverosia Ghost e Roach. La loro fine in Call of Duty: Modern Warfare 2 è una delle più scioccanti, sorprendenti e secondo noi tristi in assoluto della saga, non solo perché la scena, vissuta attraverso gli occhi delle vittime, è inaspettata, come inattesa è la mano dell'assassino, ma anche per la brutalità e la rapidità in cui avviene il tutto.

Uccisi a bruciapelo quando sembrano aver invece raggiunto la salvezza, i due soldati vengono infatti immediatamente bruciati per non lasciare traccia. Pure il recente Modern Warfare propone momenti altamente drammatici e tristi, come quello nel quale si uccide per errore una mamma con in braccio un neonato piangente: un vero pugno nello stomaco del giocatore, il dilemma morale rappresentato dal conflitto. Anche la serie di sparatutto action Gears of War, tra uno scontro e l'altro, ha offerto alcuni spunti di riflessione e momenti altamente drammatici. Compresa una delle scene probabilmente più toccanti della storia dei videogiochi. Dominic Santiago, il compagno di Marcus Fenix, è in missione nel Nexus. Ed è proprio lì che dopo anni di ricerche, si imbatte nella moglie Maria, di cui aveva perso le tracce da tempo. Rapita dalle Locuste e portata nei campi di lavoro, la donna è stata torturata e prosciugata di ogni energia. Tanta sofferenza, rabbia, sacrifici per ritrovarla ancora in vita, per poterla stringere nuovamente tra le proprie braccia, per poi vederla "disfarsi" come neve al sole. Ma ciò che resta della povera Maria in Gears of War 2 è ormai solo una larva senza coscienza, e per il povero Dom, stremato e in lacrime, non resta che una soluzione: spararle per mettere fine alle sue sofferenze.

Pioggia e alieni

Heavy Rain è un altro dei giochi emotivamente più coinvolgenti degli ultimi anni. Il titolo dello studio francese Quantic Dream ha una trama che cattura l'utente fin dall'inizio, e che propone una serie di situazioni altamente drammatiche. Tra queste, una delle più commoventi in assoluto riguarda la storia che vede protagonista Ethan, padre di due bambini. Durante il prologo, dove il personaggio ha giocato in giardino con entrambi, l'utente vede morire, sgomento, il piccolo Jason davanti al centro commerciale. Il dolore di Ethan è talmente profondo che sembra quasi di percepirlo, al punto da provare una certa empatia e immedesimarsi in quest'uomo dall'animo devastato dai sensi di colpa, che due anni dopo questo tragico evento verrà colpito da un altro trauma, quello del rapimento del secondogenito. Un trauma orribile che gli utenti hanno potuto vivere anche in altri contesti ludici, perfino nello spazio profondo.

La trilogia di Mass Effect ha lasciato il segno nel cuore di milioni di appassionati, e inevitabilmente qualche "episodio" relativo alla saga finisce sempre per saltare fuori in articoli come questo. Uno dei momenti più coinvolgenti della serie dal punto di vista emotivo, è certamente la "missione suicida" di Mass Effect 2, cioè a dire quella che porta il comandante Shepard e la sua squadra a tentare di salvare i membri della Normandy rapiti dai Collettori. Fondamentale, nelle varie fasi della lunga sequenza di attacco al portale di Omega 4, diventano quindi i rapporti di lealtà con i membri del team, il livello di potenza della nave e il tempo impiegato tra l'attacco subito e la liberazione dei prigionieri dalla Base dei Collettori. Ogni compagno ha un ruolo in quella missione e le scelte, anche precedenti, del giocatore possono portare alla vita o alla morte di ognuno di loro o di coloro che sono nelle mani dei nemici. E quando avviene ciò, quando qualcuno perisce, il rimorso, il dispiacere provato dall'utente è sincero, come se si fosse davvero perso un amico, soprattutto se questi è... sexy, ha i capelli rossi un corpo sinuoso e si chiama Kelly Chambers.

Oltre la fine

Il recente rifacimento di Resident Evil 2 ha saputo restituirci in tutto il suo splendore un gioco tra i più amati in assoluto dal pubblico in una nuova veste grafica e strutturale. Riproposto con un taglio più cinematografico e qualche modifica anche al plot narrativo, il titolo ci ha mostrato una "nuova" versione di uno dei personaggi iconici del secondo capitolo originale, ovverosia Robert Kendo. Il proprietario dell'armeria di Raccoon City, nel remake è un papà disperato che cerca di proteggere sé stesso e la figlia ferita da bande di sciacalli pronti a finire di razziare il suo negozio semi distrutto, e dai morti viventi. Nonostante sia consapevole che la piccola Emma sia ormai spacciata in quanto infetta e a un passo dalla zombificazione, prova in tutti i modi a resistere e ad accudirla, fino a quando non può fare altro che darle pace. Tutta la sua frustrazione davanti all'impossibilità di opporsi al tragico destino di Emma, del suo "piccolo angelo", si percepisce quando incontra Leon e Ada, così come gli attimi successivi, dopo il colpo di fucile dietro la porta chiusa della stanza dove si è barricato, che segna la fine della ragazzina, mette i brividi e lascia scappare una lacrima al giocatore.

Final Fantasy VII è ancora oggi considerato uno dei migliori giochi di ruolo mai realizzati. Anzi, a volerla dire tutta per i puristi del genere jRPG è il migliore in assoluto per gameplay, storia e personaggi. In tal senso i tre più amati dagli appassionati del titolo sono certamente il "cattivo" Sephiroth, la dolce e solare Aeris (o Aerith) e l'enigmatico Cloud Strife, ex soldato al servizio di una multinazionale chiamata ShinRa. Tutti e tre i personaggi sono protagonisti di una delle scene sicuramente più drammatiche della storia dei videogiochi. Sarà forse perché nessuno poteva aspettarsi una simile sequenza o perché raramente uno dei protagonisti principali di un videogioco all'epoca veniva ucciso, ma la morte di Aeris per mano del canuto Sephiroth ha finito per colpire e sconvolgere una generazione di videogiocatori su PlayStation. La sequenza avviene nella città dei Cetra, e in un attimo che sembra durare un'eternità, Sephiroth con una mossa rapida trafigge la giovane. Cloud corre ad afferrare l'amata prima che cada a terra, mentre in sottofondo si possono sentire le note della splendida Aerith's Theme del grande Nobuo Uematsu. L'ex soldato urla che tutto ciò non può essere reale, che Aeris non potrà più parlare, ridere o piangere. Tutto è finito, Cloud non si dà pace e il suo dolore è quello del giocatore, che si trova a guardare la scena incredulo. In quel momento l'empatia con quell'ammasso di poligoni squadrati è totale, al punto che riesce a trasmettere mille emozioni.