JOIN The Indie, Biagio Gurrieri di Intel ci racconta la crescita dell'industria italiana

Abbiamo intervistato Biagio Gurrieri, Field Application Engineer di Intel a proposito di JOIN The Indie, l'appuntamento dedicato agli sviluppatori italiani.

INTERVISTA di Luca Forte   —   01/07/2022
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Qualche settimana fa abbiamo avuto modo di ospitare sulle nostre pagine il Join The Indie, un appuntamento dedicato all'industria dei videogiochi italiana ormai giunto alla quarta edizione. Si tratta di una vetrina importantissima per gli sviluppatori nostrani, anche perché organizzata da VGP e patrocinata da Intel, uno dei più grandi produttori di tecnologia del pianeta. Per questo motivo abbiamo intervistato Biagio Gurrieri, Field Application Engineer di Intel, per chiedergli come si sia arrivati a confezionare questo appuntamento e quali sono le ambizioni per il futuro.

Biagio Gurrieri, Field Application Engineer di Intel
Biagio Gurrieri, Field Application Engineer di Intel

Join è diventato nel tempo un appuntamento fisso per l'industria italiana. Come è cresciuto l'evento in questi anni?

Join è uno degli eventi di riferimento per chi ama i videogame perché ha uno spirito diverso da tutti gli altri appuntamenti del settore che si tengono in Italia. Gli sviluppatori sono al centro dei riflettori, e si celebra la loro creatività e la professionalità, dedicando loro lo spazio e il tempo per poter entrare nel particolare del processo d'ideazione e sviluppo, per raccontarsi. Intel affianca VGP dalla prima edizione e l'evoluzione è stata rapidissima.
Si è partiti da una prima edizione in presenza con pochi giornalisti, ma molti addetti ai lavori e una seconda giornata piena di studenti. Per la seconda edizione si è messa di mezzo la pandemia. Insieme a VGP abbiamo deciso che si poteva proporre un'edizione virtuale, ma doveva essere comunque in presenza, perché lo spirito dell'evento è la condivisione, fermare sviluppatori nei corridoi e fargli domande, provare giochi. La soluzione: un evento completamente in realtà virtuale - oggi direbbero nel metaverso. Ogni partecipante entrava sulla piattaforma con il suo avatar, e chi aveva un visore VR poteva avere un'esperienza completa e tridimensionale. Ho fatto il mio primo speech in VR davanti a un pubblico di avatar - forse tra i primi in assoluto in Italia... e al netto dell'indossare un visore per 3 ore con il caldo di giugno, mi sono molto divertito e lo spirito dell'evento è stato festoso. Ricordo ancora avatar di rispettabilissimi giornalisti lanciarsi addosso pizze virtuali durante il coffee break...
E poi la terza edizione e quest'anno la quarta con ospiti internazionali che si alternano allo showcase degli sviluppatori italiani, perché è d'obbligo tutelare e stimolare la crescita di un movimento locale, ma senza chiudersi e ricevendo gli stimoli da mercati con lunga tradizione nel settore dei videogame. Il format è stato ibrido, con una buona partecipazione in presenza, ma limitata a giornalisti e addetti del settore, e pubblico online.

Redout 2, uno dei giochi presenti al Join
Redout 2, uno dei giochi presenti al Join

Come è invece cresciuta in questi anni l'industria italiana?

Rispetto alla prima edizione di Join, l'industria è cresciuta molto, come raccontano anche i dati del quinto censimento dei game developer italiani condotto da IIDEA, che mostra come le imprese italiane in questo settore stiano ormai dando importanti segnali di maturità: il 73% degli studi di sviluppo che oramai operano sul mercato da oltre 4 anni, cresce il numero delle imprese con oltre 500 mila euro di fatturato annuo e con oltre 20 dipendenti e un terzo degli studi è rappresentato da PMI, quando nel censimento del 2018 il 17% erano imprese con oltre 10 dipendenti e il restante 83% era composto da microimprese.
A questi dati possiamo aggiungere le sensazioni dettate dall'esperienza maturata negli ultimi anni, perché conoscendo gli sviluppatori che hanno partecipato a Join e parlando con loro abbiamo scoperto storie di crescita nazionale e internazionale, collaborazioni di prestigio e progetti ambiziosi. In 4 anni ho visto passi da gigante e un entusiasmo palpabile.

È interessante vedere un colosso internazionale come Intel occuparsi di piccole produzioni indie italiane. Quali sono le potenzialità che l'azienda vede nel nostro paese e nella sua industria videoludica?

Intel sostiene da sempre il gaming, a tutti i livelli. Siamo stati fra i primi sostenitori degli esports, e tutt'oggi fautori e title sponsor di uno dei contesti più longevi del settore: gli Intel Extreme Masters. E poi amiamo il gaming perché è uno dei settori che più ci chiede continua innovazione dell'esperienza del PC, con migliori prestazioni, migliore multitasking per streammare e registrare il gameplay e magari tenere applicazioni che girano in background, migliori feature, migliore portabilità dei dispositivi - difatti nel mio intervento ho parlato delle novità della dodicesima generazione di processori Intel Core per portatili e che i PC da gaming per le demo dei giochi all'evento per la prima volta sono totalmente costituite da laptop tutti dotati di processori che non fanno rimpiangere sistemi desktop come Intel Core i7-12700H o Core i9 12900HK... indice di quanto il gaming anche su portatile sta facendo evoluzioni importanti.
Per il gaming dobbiamo alzare l'asticella più in alto ogni anno e questo, da innovatori, ci dà la carica. E più superiamo i limiti della tecnologia, più gli sviluppatori ci regalano capolavori videoludici che gli appassionati possono godersi sui loro PC di ultima generazione, senza compromessi - dico sui loro PC perché per noi il gaming che dà più soddisfazioni e qualità è quello su PC. E abbiamo visto bellissimi giochi per PC a Join anche quest'anno. Gli sviluppatori italiani certamente possono dire la loro nel gaming e contribuire con nuovi progetti e giochi eccezionali.
L'Italia ha tantissimi talenti. Lo vediamo in giro per il mondo, con nostri connazionali nei team degli studi più noti e acclamati; ma lo vediamo anche nella scena indie. Creatività e talento sono la base, e non mancano. Sentire maggiore supporto, maggiore riconoscimento e un'iniezione di fiducia dalle istituzioni potrebbe aiutare per un ulteriore salto di qualità, nel frattempo con Join vogliamo mettere a disposizione del settore un luogo in più in cui generare dialogo fra i protagonisti di questo ecosistema e accendere i fari sui videogiochi anche dal punto di vista imprenditoriale e artistico.

Anche Soulstice era presente al JOIN The Indie
Anche Soulstice era presente al JOIN The Indie

Puoi raccontarci come Intel supporta gli sviluppatori di videogiochi, ha qualche programma dedicato a loro? Conoscete Intel magari più per l'hardware, ma abbiamo circa 19mila esperti di software e una vasta storia di pietre miliari nel software aperto e negli standard di settore. Non tutti lo sanno, ma siamo tra gli artefici di USB, Wi-Fi, Bluetooth, e tanti altri standard, nonché del software e delle API alla loro base. Siamo sostenitori di un ecosistema open. Le soluzioni, i servizi e le piattaforme basate su tecnologia Intel godono di tool aperti e questo è un grande vantaggio che possiamo offrire. Diamo ampio sostegno a un vasto ecosistema aperto e collaboriamo con publisher e sviluppatori per ottimizzare i giochi su PC. Abbiamo un dipartimento software molto importante, che si occupa di ottenere il meglio dalla tecnologia disponibile.
Alla community degli sviluppatori Intel mette a disposizione anche l'Intel Game Dev Program, dedicato a studi di sviluppo di ogni provenienza e dimensione. Gli sviluppatori possono iscriversi a questo programma e avere a disposizione risorse per ottimizzare i propri giochi rispetto all'hardware più utilizzato dai gamer di tutto il mondo. Inoltre, ci sono utility per testare le performance, aggiornamento costante, guide, e una piattaforma di promozione quando il gioco è concluso. Tramite il programma è possibile anche testare il proprio gioco e ottenere la certificazione Runs Great on Intel Graphics, se il gioco è ottimizzato a dovere.

I giochi di quest'anno hanno mostrato una qualità media e una varietà invidiabili. Qual è il processo di selezione dei progetti ospitati all'interno di Join?

VGP si occupa dell'organizzazione e della selezione degli studi. E come ogni anno la scelta è ottima. La partecipazione è su invito, ma ogni sviluppatore indie italiano è libero di candidarsi, contattando VGP che si occupa degli inviti. Non vediamo l'ora di scoprire nuova creatività.

Batora è un altro grande gioco presente al JOIN The Indie
Batora è un altro grande gioco presente al JOIN The Indie

Come dicevamo il format sembra aver trovato un buon grado di maturazione: quali sono i prossimi passi da affrontare? Come è possibile espandere ulteriormente l'iniziativa?

Essendo gli studi indie sempre più riconosciuti dagli appassionati e dagli addetti ai lavori, sarebbe bello aumentare il numero di giochi presentati in anteprima. Inoltre, con - speriamo - l'alleggerirsi dell'emergenza pandemica, sarebbe bello tornare a dedicare una giornata al pubblico e alle scuole in presenza. È un momento unico per conoscere da vicino il lavoro dello sviluppatore di videogiochi in Italia, per cui creare questa opportunità di contatto e vicinanza con il pubblico di appassionati sarebbe davvero impagabile.