Diablo Immortal, la recensione del mobile game più controverso di sempre

Il momento è giunto. A quasi un mese dal lancio globale, ci sentiamo ormai pronti per affrontare il nemico finale: la recensione di Diablo Immortal.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   01/07/2022
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Non c'è alcun dubbio: Diablo Immortal è il mobile game più controverso di sempre. A pensarci bene, lo è fin dal suo annuncio, da quel "si tratta di un pesce d'aprile fuori stagione?" durante la BlizzCon, dai sorrisi imbarazzati di un team di sviluppo che sapeva bene quale sfida avesse di fronte: non soltanto riuscire nell'ingrato compito di tradurre efficacemente su mobile l'esperienza della serie Blizzard, ma anche e soprattutto sconfiggere i pregiudizi. O almeno provarci.

Dall'annuncio ne è passata di acqua sotto i ponti, si sono succedute diverse fasi beta e lo sviluppo ha fatto il proprio corso con i tempi necessari, senza calcare la mano vista la posta in gioco. Che succede se affidi la realizzazione di un action RPG a un team di esperti del genere, strapieno di talento e di risorse? Succede che ne esce fuori uno straordinario action RPG, il migliore che si sia mai visto su iOS e Android.

Diablo Immortal, la classe Crociato
Diablo Immortal, la classe Crociato

Ancora oggi, tuttavia, a far discutere non è la qualità del gioco, le sue peculiarità, i tanti contenuti e lo straordinario comparto tecnico. No, si parla ovviamente di microtransazioni e dell'uso più folle ed estremo che si possa farne; anche laddove non sia vincolante ai fini dell'esperienza, anche laddove il sistema di monetizzazione sia identico a quello di centinaia e centinaia di altri free-to-play che nascondono gli stessi odiosi rischi per chi è propenso a spendere senza pensarci troppo.

Mettetevi comodi, dunque, perché le cose da dire sono tante e ci vorrà un po': benvenuti nella recensione di Diablo Immortal.

La nascita dei mobile game freemium

Diablo Immortal, l'uso di una delle abilità speciali
Diablo Immortal, l'uso di una delle abilità speciali

Chi conosce un po' la storia dell'App Store sa che il punto di forza della piattaforma digitale Apple stava anche e soprattutto nell'accessibilità delle sue tantissime applicazioni, molte delle quali venivano proposte a un prezzo di appena 79 centesimi.

I giochi, ovviamente, si piegavano anch'essi a questa politica, ma ai tempi si trattava effettivamente di mobile game: da Angry Birds a Jetpack Joyride, da Temple Run a Candy Crush. Titoli in grado di macinare numeri mostruosi a fronte d'investimenti relativamente modesti.

Ben presto, a ogni modo, ci si è resi conto che i possessori di telefoni da mille euro si facevano dei gran problemi a spendere 79 centesimi per un'app e così il mercato si è spostato sulle produzioni free-to-play, o meglio sui freemium: giochi scaricabili gratuitamente ma che adottavano un qualche sistema di monetizzazione più o meno vincolante.

In alcuni casi l'approccio era quello dei demoware, dunque uno o due livelli completi con la possibilità di acquistare il resto pagando qualche euro, ma nella maggior parte dei casi conveniva lasciare intatta l'illusione della gratuità ricorrendo alle tradizionali microtransazioni, con o senza il perverso meccanismo delle loot box.

Il nostro metro di valutazione

Diablo Immortal, un boss fight durante la campagna
Diablo Immortal, un boss fight durante la campagna

Il debutto dei titoli freemium non è stato immediatamente massivo e così i primi giochi gratuiti sono stati accolti con un misto di stupore e meraviglia, talvolta a prescindere dalla loro effettiva qualità. Qualcuno forse si ricorderà delle nostre recensioni sotto l'etichetta "il gioco gratis della settimana", quando ancora il mercato mobile non era monopolizzato dal formato free-to-play ed era effettivamente possibile osservare gli sviluppatori che sperimentavano varie soluzioni per capire come cavare un po' di sangue (soldi) dalle rape (i possessori di smartphone da mille euro).

Con il passare degli anni, chiaramente, la situazione è cambiata: trovare su App Store e Google Play giochi premium, dunque privi di microtransazioni e venduti a prezzo pieno, è diventato quasi impossibile e al contempo si sono consolidati sistemi di monetizzazione con alle spalle studi approfonditi e personale specializzato.

Diablo Immortal, uno dei tanti combattimenti del gioco
Diablo Immortal, uno dei tanti combattimenti del gioco

Ciò non significa ovviamente che tutti i team di sviluppo adottino lo stesso approccio ed è proprio per questo che, di contro, su Multiplayer.it abbiamo usato sempre lo stesso metro di valutazione, anche in questo caso legato alla realtà delle piattaforme di riferimento e alla qualità media dei giochi disponibili. Fra parentesi, è questo il motivo per cui lo stesso gioco recensito in versione mobile solitamente prende qualche voto in più rispetto alla versione PC o console.

Quanto sono invasivi i meccanismi free-to-play? È possibile giocare senza spendere nulla o nei fatti viene imposto un obbligo? E tale obbligo si verifica fin da subito oppure dopo alcune ore di gioco? Le risposte a queste domande influiscono sulla valutazione numerica al pari delle voci più tradizionali.

Le microtransazioni in Diablo Immortal

Diablo Immortal, i meccanismi di riciclo degli oggetti
Diablo Immortal, i meccanismi di riciclo degli oggetti

In Diablo Immortal sono presenti tre tipologie di valuta: l'Oro, che si ottiene completando le missioni e sconfiggendo i nemici; il Platino, che può essere comprato usando i Globi Eterni o attraverso la vendita di determinati oggetti; e infine i già citati Globi Eterni, ottenibili solo tramite l'acquisto di pacchetti da 99 centesimi a 99,99 euro. A questo impianto si aggiungono due tipologie di Pass Battaglia e il cosiddetto Dono dell'Abbondanza, tutti sistemi che moltiplicano le ricompense accelerando la progressione.

Le casse premio, che come saprete in alcuni paesi sono equiparate per legge al gioco d'azzardo e hanno determinato la mancata distribuzione del mobile game di Blizzard, in realtà non possono essere acquistate in maniera diretta, bensì unicamente conquistate come premio, ad esempio durante le spedizioni. Tuttavia la probabilità di trovare al loro interno oggetti rari e preziosi può essere aumentata utilizzando gli Emblemi, questi ultimi sì acquistabili e solo tramite Globi Eterni.

Diablo Immortal, uno sguardo al negozio in-game
Diablo Immortal, uno sguardo al negozio in-game

L'aspetto più controverso del sistema di monetizzazione di Diablo Immortal risiede proprio nel meccanismo dei forzieri, visto che si tratta dell'unico modo grazie a cui ottenere le Gemme Leggendarie: pietre preziose che se applicate all'equipaggiamento ne moltiplicano le qualità potenziandolo in maniera sostanziale e dando vita a un chiaro risvolto pay-to-win che si manifesta in particolare nella fase finale del gioco, che include diverse modalità giocatore contro giocatore.

Torniamo però al discorso fatto in precedenza sull'invasività dei meccanismi free-to-play, perché da questo punto di vista l'incarnazione mobile di Diablo si pone come un caso più unico che raro. Se infatti è vero che il gioco consente di arrivare fino alla già citata fase endgame anche senza spendere nulla, pur al netto di alcuni inevitabili momenti di accumulo dell'esperienza per salire di livello, allo stesso tempo il sistema che abbiamo illustrato finora mette un vero e proprio lucchetto su uno degli elementi che fanno tradizionalmente parte dell'esperienza della serie: la raccolta di equipaggiamento più sfrenata.

Modalità multiplayer

Diablo Immortal utilizza un'inedita struttura MMO che include contenuti cooperativi, accessibili fin da subito e piuttosto semplici da gestire, ma anche modalità competitive che richiedono un personaggio di livello tale da poter entrare a far parte di Clan e Brigate. La prima, Campo di Battaglia, consiste in un PvP a squadre in cui due team da otto giocatori si scontrano con l'obiettivo di distruggere il Cuore Antico degli avversari. La seconda, Arena Antica, è invece un battle royale con in palio ricche ricompense che però andranno solo al vincitore. Raggiunta la fase endgame potremo inoltre confrontarci con le modalità presenti nel Ciclo del Conflitto, in cui le fazioni delle Ombre e degli Immortali si combattono per il predominio.

Ah, già: com'è il gioco?

Diablo Immortal, l'interfaccia mostra dove andare alla bisogna
Diablo Immortal, l'interfaccia mostra dove andare alla bisogna

Conviene ripeterlo: Diablo Immortal è il miglior action RPG disponibile su iOS e Android, c'è poco da discutere. È vero, ci sono prodotti dotati di un sistema di combattimento più consistente per quanto concerne la resa degli impatti e che magari mettono in campo anche meccanismi di difesa sofisticati al fine di valorizzare le effettive abilità del giocatore piuttosto che far pesare l'eventuale differenza di livello rispetto agli avversari, relegando le manovre evasive al semplice posizionamento, ma nell'insieme la produzione Blizzard è superiore a qualsiasi altra.

Come già detto, non era difficile prevedere un esito simile: parliamo di un team di sviluppo esperto e molto ben supportato, nonché di un marchio estremamente consolidato nelle sue dinamiche e nella sua struttura, declinata in tal caso nella forma di un MMO che tuttavia crea più opportunità che non svantaggi, questi ultimi ridotti alla pura e semplice messa in scena di sequenze in cui ci troveremo circondati da altri utenti che combattono il nulla, almeno ai nostri occhi, e che talvolta finiranno per "sporcare" momenti narrativi di un certo rilievo.

Diablo Immortal, un altro spettacolare scontro
Diablo Immortal, un altro spettacolare scontro

Le diverse classi disponibili, ognuna con le sue abilità e le sue peculiarità, l'enorme quantità di oggetti che è possibile conquistare e poi riciclare o vendere per animare i meccanismi legati al crafting del gioco, la lunga campagna con i suoi tanti risvolti cooperativi, un comparto narrativo interamente parlato in inglese che volendo restituisce qualche emozione, un sistema di controllo touch quasi perfetto (ma è possibile giocare anche con un controller Bluetooth, volendo) e una direzione artistica irreprensibile rappresentano solo alcuni dei punti di forza di questa produzione.

Servono fino a trenta ore per completare la storia di Diablo Immortal e a quel punto, come detto, si sbloccano diverse modalità potenzialmente entusiasmanti, con tante sfaccettature competitive ma anche un'incidenza maggiore degli aspetti pay-to-win a cui abbiamo accennato in precedenza.

Ci sono tanti mobile game free-to-play che non fanno assolutamente giocare per così tanto tempo senza spendere nulla, anzi alcuni intervengono già nei primi capitoli modificando il bilanciamento della difficoltà per spingere ad acquistare pozioni o potenziamenti. Blizzard ha scelto una strada differente, ma non meno controversa: l'importante è esserne ben consapevoli.

Commento

Versione testata iPhone
Digital Delivery App Store, Google Play
Prezzo Gratis
Multiplayer.it

8.0

Lettori (43)

5.9

Il tuo voto

Diablo Immortal è un titolo eccellente, che alza l'asticella degli action RPG mobile e che difficilmente verrà superato: questo è un dato di fatto. Allo stesso tempo, si tratta di un free-to-play viziato da un sistema di monetizzazione potenzialmente aggressivo, che se da un lato non impone particolari ostacoli rispetto alla progressione nella campagna (pur al netto di alcuni momenti in cui bisogna salire di esperienza forzatamente), dall'altro limita in maniera evidente gli aspetti legati al looting che sono da sempre parte integrante dell'esperienza offerta dalla serie Blizzard. Un gioco molto bello ma con un'anima diabolica: in effetti non ci aspettavamo niente di diverso.

PRO

  • L'esperienza di Diablo su mobile
  • Gameplay solido e tanti contenuti
  • Sistema di controllo touch quasi perfetto
  • Comparto tecnico e artistico eccellente
CONTRO
  • Meccanismi free-to-play molto controversi
  • Inevitabile deriva pay-to-win in fase endgame
  • Qualche inconveniente legato alla struttura MMORPG
  • Piccole incertezze con i comandi