Judgment: provata la versione italiana dello spin-off di Yakuza 20

Negli uffici di SEGA Japan abbiamo provato le prime due ore di Judgment, testando la localizzazione italiana del nuovo action dello Yakuza Studio.

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   03/04/2019

È un periodo turbolento per Judgment, il nuovo gioco sviluppato dal team di Yakuza e pubblicato in Giappone col nome di Judge Eyes. A seguito dello scandalo che ha riguardato l'attore Pierre Taki - accusato di detenzione di droga lo scorso 12 marzo - Sega ha rapidamente rimosso le copie del gioco dagli scaffali digitali e non, scatenando tra i collezioni una corsa ai negozi che ha reso Judgment pressoché introvabile. Un successo dal sapore amaro per gli sviluppatori, poiché niente ha a che fare con la qualità del loro ultimo lavoro. Come spesso avviene con certe controversie in Giappone, il titolo tornerà disponibile non appena il volto e la voce di Pierre Taki verranno fatti sparire dal gioco e dai materiali promozionali ma il pubblico occidentale ha potuto tirare un sospiro di sollievo nel sapere che le controversie locali non influiranno sull'uscita di Judgment in Europa e Stati Uniti, prevista ancora per il mese di giugno. Nell'attesa, abbiamo fatto visita agli uffici di SEGA Japan a Tokyo per giocare le prime due ore della versione italiana di Judgment e scambiare quattro chiacchiere con gli sviluppatori riguardo a quello che potrebbe essere qualcosa in più di un semplice spin-off di Yakuza.

Giallo tra le strade di Kamurocho

Di come Judgment ricicli pesantemente asset grafici, suoni e animazioni da Yakuza 6: The Song of Life ne abbiamo già parlato in abbondanza. Eppure, nonostante si tratti chiaramente di un progetto dal budget più contenuto (mentre gran parte del team è attivamente al lavoro sul misterioso e atteso Shin Yakuza), è sorprendente vedere quanto gli sviluppatori siano stati in grado di dare a Judgment una sua personalità, e il merito soprattutto di un cast di personaggi completamente inedito, a partire dal protagonista. "In Yakuza, Kazuma Kiryu era un ex malavitoso con un suo codice d'onore", ci spiega il producer Kazuki Hosokawa. "Quindi c'erano cose che non potevamo fargli fare, azioni che non avrebbe mai potuto compiere. Per Judgment, invece, il personaggio di Yagami è completamente nuovo e ci ha permesso di modellarlo da zero senza alcuna restrizione. Ci siamo sentiti molto più liberi sulla direzione da dare ai personaggi e al mondo".

Avendo giocato le prime ore abbiamo affrontato nuovamente fasi che avevamo già provato nelle demo precedenti, e a riguardo c'è ben poco da aggiungere: complice il fatto di essere ambientato nuovamente a Kamurocho e di riproporre la stessa formula fatta di combattimenti, storia cinematografica e ridicoli minigiochi, Judgment risulterà estremamente familiare a chi ha giocato anche soltanto un episodio della serie Yakuza. Le sessioni di pedinamento, gli interrogatori e le fasi investigative aggiungono un po' di varietà in più allo scorrere dell'esperienza, ma la forza di Judgment sarà nella caratterizzazione dei personaggi e l'evoluzione della trama, che già dalle battute finali della nostra prova sembrava prendere una direzione ancora più cupa e ricca di tensione rispetto a un qualsiasi capitolo di Yakuza. Per quanto riguarda la localizzazione in occidente, Judgment raggiunge poi vette di eccellenza mai viste in un altro gioco dello Yakuza Studio. Il doppiaggio inglese è potente, naturale e coinvolgente, al punto tale che potrebbe essere un'alternativa più che valida all'originale giapponese. Sono state realizzate due tracce di sottotitoli in inglese (una legata all'audio giapponese, l'altra alle voci inglesi), mentre il gioco supporterà anche testi e sottotitoli in italiano, per la felicità di chi ha sempre evitato la serie Yakuza a causa di una mancata localizzazione. Abbiamo provato Judgment proprio coi sottotitoli italiani, e - fatta eccezione per un'unica onomatopea un po' goffa - la traduzione delle prime due ore ci è sembrata solida, credibile ed espressiva. A riguardo c'è da fare un unico appunto: poiché la localizzazione italiana si basa sui dialoghi originali in giapponese, scegliendo il doppiaggio in inglese la traduzione in certi casi potrebbe non corrispondere in maniera precisa (pur mantenendo perfettamente il senso del discorso).

Nella versione del gioco che abbiamo provato, era inoltre già presente il nuovo volto del personaggio di Kyohei Hamura, il boss della yakuza precedentemente interpertato da Pierre Taki. Gli sviluppatori ci hanno spiegato essere un modello completamente originale e non basato sulle sembianze di un altro attore. L'idea di rimpiazzare Taki con un "fantoccio" in 3D darà probabilmente adito a diversi dibattiti tra gli appassionati, ma dai pochi scambi tra Hamura e Yagami, il risultato finale ci è parso comunque più che accettabile. Quello che si fa più fatica a tollerare è l'altalenare del framerate sulla vecchia PlayStation 4, un problema già riscontrato con Yakuza 6, tra continui rallentamenti soprattutto in occasione delle continue scazzottate per strada.

Se ne avete avuto abbastanza della formula tipica di Yakuza, difficilmente Judgment vi farà cambiare idea. Tuttavia la nuova prospettiva alla base del racconto, i personaggi inediti e una trama dagli spunti più noir e cupi potrebbero rappresentare un pretesto più che buono per tornare ancora una volta a menare pugni, distruggere biciclette e mangiare ramen tra le strade di Kamurocho.

CERTEZZE

  • Il gioco ha una sua personalità e interessanti spunti narrativi
  • Doppiaggio eccezionale, sia in giapponese che in inglese
  • Chi non conosce l'inglese non ha più scuse

DUBBI

  • Le fasi di pedinamento rallentano il fluire dell'esperienza
  • Rallentamenti vistosi sulla vecchia PlayStation 4